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OLTRE LE STELLE

                                                                         Poiché, argomentava Pancrazio, a due giorni da quello dei miracoli, nessun miracolo si è verificato e nessuno dei desideri espressi si è minimamente avvicinato ad una forma di realizzazione, debbo dedurne che tra me e la fortuna, non c’è modo di intendersi, sono convinto che non ad una seconda possibilità dovrei appellarmi, ma neanche ad una millesima. Forse Pancrazio, la tua richiesta è stata troppo grande, cercava di consolarlo Maurizio, sai, con i desideri è facile andare fuori riga, a te magari sembra normale, ma non lo è, ed allora è inutile aspettarsi che u...

LA NOTTE DI SAN LORENZO

                                                                  Sarà questa la Notte di San Lorenzo, oppure domani? Si chiedeva angosciato Pancrazio, sì, perché questa volta il desiderio lo aveva e non voleva correre il rischio di sbagliare sul tempo, una petizione (per i poco istruiti, la domanda di desidero), se fatta in anticipo di un giorno, o notte che sia, così come quando fosse fatta con un giorno, o notte, di ritardo, sarà ancora buona, non diciamo per essere accolta, per questo ci vuole sempre un secondo passaggio, ma almeno ricevuta? Erano in tre sul tetto a terrazzo della casa di Pancrazio, ognuno con un materassino gonfiabile sul quale di sarebbero sdraiati supino ...

STELLE E SOGNI

                                                                                                                                                                          ...

PERSEIDI

                                                                         C on Agosto che bussa roboante alle porte, Luglio così pieno di speranze e di promesse, ha già ceduto le armi al suo antagonista che tutto promette di bruciare nel rogo del solleone ferragostano. Per fortuna abbiamo ancora, dalle nostre le Perseidi, le stelle cadenti che appaiono nel mese in arrivo, che cominciano ad infittire già ai primi del mese e raggiungono il picco intorno al giorno 10, dedicato a San Lorenzo. Tant’è che le stelle cadenti del 10 di agosto sono chiamate le lacrime di San Lorenzo, in ricordo del supplizio al quale il martire fu sottoposto. Io lo so perché tanto di stelle nel cielo sfavilla, recitava il Poeta, collegando il fenomeno delle stelle cadenti alla commozione per la morte del padre che fu assassinato...

SCONCERTO

                                                                                     Tanto va l’idea del concerto nel verso del buono e del giusto, (l’andare tutti insieme in una direzione ed in armonia, ognuno con il suo proprio ruolo, ovunque occorra per la realizzazione di un fine, che in musica è il Concerto, nella vita la costruzione di una casa comune), nello stesso modo, di più forse, va il senso dello sconcerto come idea di smarrimento, di perdita di ogni cosa, a cominciare dalla linea che tutti dovremmo tenere, per far sì che la vita valga qualcosa.   Hai ragione, diceva Pancrazio all’agente della tributaria, il quale era entrato nel bar, per un caffè (una scusa per indagare sul comportamento di Sebastiano come contribuente), voi le tasse le dovete chied...

NOTTE D'ESTATE

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    Quella notte Pancrazio non riusciva a prender sonno, come sempre succedeva quando si trovava ad affrontare la notte in un albergo o in una stanza in affitto (a dozzina aveva sindacato Maurizio, sbagliando, perché la sua vacanza era di soli dieci giorni). Aveva provato a coricarsi prima sul lato destro, pochi minuti dopo sul sinistro, poi si era messo “supino”; per la verità egli nutriva una certa avversione nei confronti di questa parola, della quale ignorava l’esatto significato, ma giammai avrebbe chiesto spiegazioni al maestro, per paura di perdere la stima che egli gli concedeva. Farò come lui, andrò all’origine della parola “su-pino”, si disse tra sé e sé. È come è facile trovarla, lo dimostra il fatto che, senza volerlo, l’ho già trovata: la parola “supino”, con l’aggiunta di una “l”, che si è fatta prestare dall’abecedario, viene da “sul-pino” e significa proprio questo, che si deve stare su di un pino. Corse scalzo alla finestra: il pino era proprio lì dava...

I 60 DI GIUSEPPE

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  Vado per la sessantina, diceva scherzosamente di sé Giuseppe, quando era ancora mortale e di anni ne aveva compiuti poco più di cinquanta. Ma poi è intervenuta Moira, che con le sue forbici modella i destini degli uomini e per Giuseppe ha ritenuto che a cinquantasette anni fosse buono e giusto uscire da questo Mondo per andare in un altro più bello. Dopodomani ne avrebbe compiuto sessanta. Gran festa tra gli angeli, sopra le nuvole. Bollicine che salgono, sotto le nuvole.

L'INFERNO E' VUOTO

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                                                                                                                          Foto di Giuseppe                                                        L’inferno è vuoto è un’affermazione forte che può nuocere alla fama di un teologo per le conseguenze che essa immancabilmente porta con sé, m...

OTTIMIZZARE

                                                                               Aveva appena ultimato di spiegare il significato della parola del giorno ed era certo che a quel punto Pancrazio sarebbe intervenuto scompostamente come era nel suo costume, ed invece, quello tacque. Come mai Pancrazio “ottimizzare” non ha suscitato sufficiente interesse in te da meritare un tuo intervento come invece succede sempre? Pancrazio sollevò le palpebre e guardò con fare mesto il suo maestro e, parlando a fatica, disse: in vita mia, una sola volta mi sono trovato ad ottimizzare ed è successo a scuola, in occasione di un compito in classe, che per me era un vero disastro; quella volta, invece, ebbi la sorpresa di ottimizzare, con un bell’otto che la maestra mi aveva dato, nonostante un errore di ...

COMPLEANNI

                                                                                           Oggi è il tuo compleanno, Pancrazio, sei felice o no? Chiese Maurizio. Che cazzo di domanda è mai questa? Certo che sono contento! Gli auguri? Me ne fotto, tanto lo so che auguri più falsi di quelli, non ce ne sono, come a Natale e Pasqua, ora si è aggiunto anche Ferragosto. Ma cosa importa? Non è per gli auguri che facciamo festa, né per il pranzo o la cena, i cosiddetti piaceri della tavola con il sacrificio di qualche bottiglia speciale. La festa si fa con il cuore, all’interno di ognuno di noi, con il pensiero, con il sentimento… Bravo Pancrazio, era quello che volevo sentirti dire. Contento, so’ contento, ma ...

AZZECCARE

                                   Questa parola, esordì un Maurizio particolarmente in forma (non dormiva), dall’origine sicuramente dialettale, con una varietà di significati diversi, è entrata nell’uso della lingua a tutti gli effetti e può vantare una larga diffusione, per merito di   alcune circostanze che l’hanno resa famosa, ancorché umoristica, a cominciare da quell’Azzeccagarbugli di manzoniana memoria, a seguitare con l’andreottiana uscita: “a dir male, è peccato, ma spesso ci si azzecca) e terminare, ma solo provvisoriamente con il “Ma che ci azzecca?” del molisano Antonio Di Pietro, ex magistrato del team di Mani Pulite. Noi non abbiamo intenzione di procedere ad un approfondito esame dei diversi sensi che il verbo assume a seconda dell’uso che se ne fa e del luogo dove l’uso avviene, ma ci limiteremo ad accennare soltanto a quello generico, a noi più vicino per il territorio...

BISBIGLIARE

                                                                                   BISBIGLIARE Pancrazio aveva chiamato l’amico Sebastiano al termine del bancone e gli stava parlando all’orecchio, bisbigliando, quando Oreste: Eh ché tu pispigli, o bisbigli, Pancrazio? Pancrazio si voltò verso di lui, guardandolo in faccia: Se tu oggi mi vuoi fare incazzare, hai scelto il giorno buono. Dopo una breve sosta, si può sapere che cazzo vuol dire quello che hai detto? Sei tu che ti sei isolato, mettendoti a parlare all’orecchio di Sebastiano, c’è forse qualcosa che noi non dobbiamo sape...

INNAMORATO

                                                                                                                                                          Sei mai stato innamorato, Pancrazio? Chiese ad un tratto Maurizio, nel bel mezzo della lezi...

POVERO IN CANNA

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                                                                                    Quando si dice “povero” si capisce subito di che cosa si parla, ma la canna che c’entra? Perché si dice povero in canna, Pancrazio? L’interpellato si alzò in piedi, impacciato e guardò dietro di sé, perché proprio a lui?                                                   ...

MALE IN ARNESE

                                                          male in arlese (sic)                        A noi del XXI secolo d.C., la parola “arlese” suona, alquanto misteriosa, può significare tutto o niente. In origine era un appellativo relativo al vestiario, al modo di vestire, o ad una parte del vestito, la giacca, per esempio. poi si trasferì in campo guerresco (“l’aiuola che ci fa tanto feroci”) ed andò a denotare l’armatura da difesa, lo scudo, o da attacco, la lancia, per poi tornare a più miti consigli, approdando sulla comoda sponda del generale (senza stellette), con la generica attitudine di dedurre da tutto ciò che riguarda l’aspetto esteriore e comportamentale della persona e soprattutto, com’è naturale, dal modo di vestire, più o meno ricco, sontuoso, o con le pezze...

BOFONCHIARE

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  Amavo i suoi silenzi                                                                                       Normale svolgimento di una lezione al Bar dell’Olmo, pontifica un Maurizio in grande forma che si lancia senza rete di protezione, in libere interpretazioni della lingua. Anche della gola? Aveva chiesto Pancrazio; Per cinque minuti ti riuscirebbe, Pancrazio di stare zitto. Aveva risposto. Si dice bofonchiare quando si parla borbottando e mugugnando, con sospiri e sbuffi. Dal punto di vista di chi ascolta, ha un senso dispregiativo nei confronti di chi parla. Cosa stai bofonchiando? Denota scarso apprezzamento per quello che l’altro dice o sta dicendo. Dal punto di vista di chi parla, è un togliersi un peso dallo stomaco, dicendo qualcosa senza farsi trop...

PALUDAMENTI

                                                                                    Guardate Pancrazio, come si è vestito, oggi, camicia rossa e giacca gialla, sembra uscito da uno studio televisivo, disse Oreste vedendolo arrivare dietro l’angolo, impettito e sicuro come sempre, che accennava un saluto ai due o tre che si erano affacciati alla porta del bar. Ecco Pancrazio nei suoi paludamenti, proruppe Oreste, accogliendolo con ampio gesto, sulla soglia del locale. E, dicci, come sono andate le riprese? Tu, piuttosto, fu la risposta, dimmi come fai a sapere che sul mio terreno, con le piogge dei giorni scorsi, si è formata una palude e soprattutto, come fai ad essere informato delle riprese che quelli della TV locale sono venuti a fare e dell’intervista da me concessa, p...

ESTATE

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                                                                                               ESTATE Tra poco saremo in estate, annunciò Pancrazio, col tono di chi fa una rivelazione. È passato un altro giorno e siamo sempre più vicini all’orlo dell’estate dentro cui cadremo tra circa un mese, insistette. Cos’è, secondo te Pancrazio, l’estate? Un vulcano? Gli chiese Silvana dalla pedana dietro al bancone. Veramente pensavo ad una grande caldaia di acqua bollente, ma tu invece hai in mente il peggio. Non temo il caldo, anzi a me...

RESIPISCENZA

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                                                                              Ma tu, Pancrazio, hai mai avuto nella tua vita un attimo di resipiscenza? Chiese Maurizio al suo allievo più difficile. Un attimo? Intere ore! Ricordo di una volta in cui , insieme ad alcuni amici, eravamo andati in una birreria del centro ed avev amo fatto il pieno. All’uscita ci accorgemmo che il locale era privo di gabinetto ed allora ognuno si arrangiò come poté, uno addirittura facendo pipì dietro l’angolo della birreria. Io che sono una persona civile, mi rifiutai e carico come ero di resipiscenza, ci incamminammo verso casa. A metà strada non ce la feci più a trattenerla ed allora mi sbottonai la patta dei pantaloni e mi nascosi dietro un albero. Sul più bello, quando cominciavo a sentirmi meglio, sentii...

INTROSPEZIONE

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                                                                                Questa mattina, sul bus, il fattorino ha fatto una introspezione, annunciò Pancrazio e restò in attesa di una reazione da parte di uno del gruppo. Il primo a caderci, perché ignorava il significato di questa nuova parola, scoperta per la verità proprio quella mattina dallo stesso Pancrazio, fu Sebastiano (e chi, sennò?) e… Tu come fai a saperlo? Sapere che cosa? Che era una introspezione. Ma se ha chiesto il biglietto pure a me, eppure lo sa che prendo il bus tutte le mattine ed ho l’abbonamento! Forse era così concentrato su se stesso, da dimenticarsi di te che gli eri davanti, è questo che vuoi dire? No, ha fatto così con tutti, era evidente che si trattava proprio di una introspezione di tut...