PERSEIDI
Con Agosto che bussa roboante alle porte, Luglio così pieno di speranze e di promesse, ha già ceduto le armi al suo antagonista che tutto promette di bruciare nel rogo del solleone ferragostano.
Per fortuna abbiamo ancora, dalle nostre le Perseidi, le
stelle cadenti che appaiono nel mese in arrivo, che cominciano ad infittire già
ai primi del mese e raggiungono il picco intorno al giorno 10, dedicato a San
Lorenzo. Tant’è che le stelle cadenti del 10 di agosto sono chiamate le lacrime
di San Lorenzo, in ricordo del supplizio al quale il martire fu sottoposto.
Io lo so perché tanto di stelle nel cielo sfavilla, recitava
il Poeta, collegando il fenomeno delle stelle cadenti alla commozione per la
morte del padre che fu assassinato da sconosciuti, anziché alle Perseidi,
cominciò Maurizio.
Noi oggi ci interessiamo di questo, perché conserviamo la
speranza che entro ciascuno di noi, alberghi almeno un desiderio, un’aspirazione,
un qualcosa che ci renda più sopportabile la vita, che altrimenti sarebbe vuota
di ogni interesse.
Sono perfettamente d’accordo, disse Pancrazio; io avevo mio
nonno che passava tutto il tempo fuori di casa, seduto su una sedia appoggiata
al muro, la pipa sempre in bocca, con appena un filo di fumo che usciva dal
fornello, e il bastone tra le gambe. A guardarlo, avresti detto che non si
interessava a niente, invece aveva il suo sogno nel cassetto: ogni volta che
passava nelle vicinanze Marietta, allungava il bastone e cercava di sollevarle
la gonna. La povera ragazza si difendeva come poteva e lui allora, per punirla,
cercava di colpirla col bastone. Ma non ci fu nulla da fare, anche in punto di
morte, cercò di sollevare la veste di una monaca, che per carità cristiana,
fino ad un certo punto lasciò fare.
Non di tuo nonno vogliamo sapere, ma di te; tu hai un sogno
chiuso nel cassetto?
Lo avevo, ma poi ho perso la chiave e io non ricordo di che
cosa si trattava.
Se ritrovassi la chiave, pensi che riapriresti quel
cassetto?
A che pro?
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