RESIPISCENZA

 

                                                                           

Ma tu, Pancrazio, hai mai avuto nella tua vita un attimo di resipiscenza? Chiese Maurizio al suo allievo più difficile.

Un attimo? Intere ore!

Ricordo di una volta in cui , insieme ad alcuni amici, eravamo andati in una birreria del centro ed avev


amo fatto il pieno. All’uscita ci accorgemmo che il locale era privo di gabinetto ed allora ognuno si arrangiò come poté, uno addirittura facendo pipì dietro l’angolo della birreria. Io che sono una persona civile, mi rifiutai e carico come ero di resipiscenza, ci incamminammo verso casa. A metà strada non ce la feci più a trattenerla ed allora mi sbottonai la patta dei pantaloni e mi nascosi dietro un albero. Sul più bello, quando cominciavo a sentirmi meglio, sentii una voce alle mie spalle: era del guardiano del giardino che mi multò per atti osceni in luogo pubblico.

Ecco cosa ci si guadagna ad essere civili quando si ha una resipiscenza.

Ma tu non hai capito la domanda, ti sei mai pentito di quello che hai fatto ammettendo di avere sbagliato?

Pentirmi di aver pisciato? Mai! Vorrei vedere te, in una situazione del genere e come te la saresti cavata con tutta quella resipiscenza!

  

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