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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2019

LA FORMA DELL'ACQUA

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A cosa pensassero esattamente gli autori del bel film diretto e portato all’Oscar da Guillermo del Toro quando ne hanno deciso il titolo non mi è noto. Qui vorrei solo approfittare della suggestione che esso puntualmente induce nella platea per continuare a ragionare di forma ed essenza delle cose. Se identificare l’essenza del fiume si era rivelato tutto sommato un compito abbastanza fattibile, l’invito a estendere tale esercizio, ponendosi ciascuno la domanda “qual è la mia essenza?”, si è presto rivelato un proposito troppo ambizioso, un “rospo” difficile da mandar giù in un solo boccone. Postumia, SLO - 2016 Ripartiamo quindi da un caso di più agevole trattazione e chiediamoci quale sia la forma, o essenza, dell'acqua. La risposta più immediata è chiaramente nessuna o, al massimo, quella del recipiente che momentaneamente la contiene. Allo stesso tempo tutti sappiamo però che l'acqua, intesa come molecola, ha una formula ben precisa – la celebre H2O – che ne stabil

A PROPOSITO DEL CODICE

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Caro Valter, sono sopraffatto ed ammirato dall'abbondanza di argomentazioni che porti a favore della tua tesi e ti assicuro che sono perfettamente d'accordo con te su quasi tutto. Mi rimane un dubbio su un punto: tu dici che si tratta di una questione di "daimon" e di "ergon", ma a me sembra che se concettualmente si possa ammettere che un uomo "nasca" musicista, che cioè il proprio compito nella vita sia quello di produrre musica, non sia altrettanto possibile che uno "nasca" comunista, che cioè la sua essenza consista nell'aderire ad una ideologia politica o economica. Comunista si diventa e dopo aver maturato una coscienza sufficiente e si può anche cessare di esserlo, come è stato per tanti; e non parlo dei riciclati in altri partiti per opportunismo, né dei disillusi che hanno subito un processo di regressione politica, ma di quelli che si sono convinti che ormai il comunismo ha esaurito la sua carica propulsiva ed hanno deciso

IL CODICE DEL GENIO

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Caro Bruno, grazie per i commenti puntuali ai post con cui ho recentemente cercato di portare il discorso sul tema dell’essenza di cose e persone. Li ho trovati, come sempre, assai stimolanti, anche ai fini della prosecuzione del dibattito. Come sottolinei correttamente, ci sono dei requisiti all’apparenza accidentali che entrano talvolta nella definizione della funzione degli oggetti, e che quindi sono da considerarsi essenziali. Opera in mostra presso "Nascita di una Nazione", Firenze 2018 Ma si tratta pur sempre di tratti inerenti la forma dell’oggetto, non la materia. Il colore rosso della mantiglia del torero è essenziale in quanto in sua mancanza la stessa perde la sua funzione, che è quella di attirare il toro. La forma della mantiglia include quindi il suo colore come tratto non accidentale. Aristotele fa l’esempio della scure: l’essenza della scure è di funzionare come tale. Il materiale di cui è fatta la scure rileva quindi solo se impatta sulla sua f

VOLER BENE

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Questo mio scritto nasce sotto lo stimolo del contributo che recentemente Bruno ci ha fornito sul tema dello “Stare bene”. Uso il termine voler bene quindi, da un lato per tracciare una continuità ideale con il precedente, dall’altro perché la parola “amore” mi pareva francamente troppo abusata e più adatta a rubriche di riviste patinate di moda e cronaca rosa che al più nobile, pur nella leggerezza, intento dello Zibaldino. 3D - 2018 Come sempre, avendone poca di mio (di profondità di pensiero), cerco di sviluppare l’argomento basandomi sulle riflessioni (lo ripeto, del tutto amatoriali) che sto recentemente conducendo sui classici della filosofia greca. Anche su questo argomento ho infatti trovato grande ispirazione, oltre che immediata sintonia, nel pensiero di Aristotele. Tra i filosofi greci, Aristotele è stato uno di quelli che hanno dedicato la più ampia trattazione al tema del voler bene. Nell’Etica Nicomachea destina infatti ben due libri alla trattazione della phil

PRAGMATISMO

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Per non voler apparire come uno che sa, mentre invece sono ben cosciente di sapere poco o niente, certo meno di Socrate, che diceva di sapere solo di non sapere, mentre io manco quello, altrimenti sarei come lui, con un massimo di presunzione: io come Socrate, ma siamo matti? Vi dirò che per me pragmatismo è un atteggiamento pratico, che va per le spicce, e raggiunge lo scopo immantinente, senza tanti sofismi e tentennamenti. 3D - 2018 Questa parola che esercita un certo fascino, proviene dal greco “pragma” che significa “azione” ed usata fin da allora in ambito filosofico, ha dato luogo ad una corrente di pensiero sorta nel secolo XIX in America, dove l’azione è stata sempre un carattere distintivo di quel Paese. Si tratta di dare prevalenza alla pratica, la prassi utilitaristica rispetto alla teoria che rimane sterile. Essa si divide in più branche, a seconda del fine dell’azione esercitata. Così abbiamo un pragmatismo “metodologico”, basato sull’esperienza, che richiama conc

L'ESSENZA

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Ho letto con molto interesse quanto ha scritto in maniera coinvolgente il nostro amico Valter, in diversi post, coi quali finalmente si comincia a volare alto, in questo blog, parlando di temi di estrema importanza, con competenza e precisione. L’anima, la forma, la materia, l’essenza di tutte le cose, massimamente il nucleo centrale dell’essere “uomo”, quello che siamo nel profondo e quello che sembriamo. Sono domande che l’uomo si pone da sempre, dandosi risposte abbastanza convincenti, ma non risolutive. A quanto già detto, vorrei aggiungere alcune considerazioni mie personali, che in parte ricalcano le tesi del nostro amico, in parte divergono, forse, per insufficiente preparazione mia al riguardo. 3D - 2018 Si parte dalla definizione di essenza. L’etimologia della parola dice che essa proviene dal verbo latino “esse”, “essere”. Quindi per prima cosa l’essenza si riferisce ad una cosa che esiste. Ma di questa cosa esistente, l’essenza dovrebbe rappresentare la parte di cui n

QUELLO SCARAFAGGIO SI CHIAMA GREGORIO di Valter Di Giacinto

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Ieri ho provato a dare una definizione dell’essenza del fiume. Ma se, come abbiamo visto, hanno un’essenza le cose inanimate, a maggior ragione ne dovranno avere una gli esseri viventi. Tra le varie letture possibili, il surreale esperimento concettuale che Kafka ci propone nella Metamorfosi può essere, secondo me, visto proprio come una favola allegorica sull’esistenza e sulla natura dell’essenza dell’individuo umano. Fossile - 2014 Al risveglio da una notte popolata da sogni inquietanti e vagamente premonitori, per un curioso quanto madornale accidente della vita, tutto si presenta infatti cambiato nell’involucro materiale che avvolge Gregor Samsa, mutatosi nel volgere di poche ore nel corpo di un enorme e immondo insetto. Malgrado ciò, Gregor non si sente nel profondo diverso dal se stesso che si era coricato a letto la sera precedente. Si pone gli stessi problemi: gli impegni di lavoro, la famiglia. Prova perfino a escogitare qualche stratagemma pratico per togliersi momen

L'ESSENZA DEL FIUME di Valter Di Giacinto

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C’è una nozione, ormai entrata nel senso comune, che impone la completa materialità del reale. Solo ciò che è tangibile esiste, punto. A una riflessione più approfondita, questa nozione mi appare oggi del tutto infondata. Semmai, sono portato a ritenere piuttosto vero il contrario: solo ciò che è immateriale esiste in maniera profonda ed è la realtà sensibile ad essere denotata da una consistenza labile (nel senso che si squaglierebbe letteralmente come neve al sole una volta che gli venisse sottratta la sua ossatura immateriale). Cammino Portoghese (Senda Litoral) - 2018 In due dei miei recenti post ho quindi già provato a ragionare sulla materialità/immaterialità del reale, facendo qualche considerazione sui temi dell’anima e della forma. Stavolta vorrei ancor più nel viso della questione ragionando con voi sull’essenza, concetto a sua volta intimamente legato a quelli di anima e di forma. Prima di procedere oltre, però, urge a questo punto una doverosa premessa. Se nel c

LA CONGERIE

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Se, così, alla buona, per una volta, ci mettessimo d’accordo di parlare a ruota libera, di cose semplici, non impegnative, in modo non esaustivo, con parole che magari non dicono tutto o non dicono tutto esattamente, ma sono comprensibili da tutti, qualcuno avrebbe qualcosa da ridire? Provo comunque a buttate giù dei pensieri, poi si vedrà; chiunque non sia d’accordo, ha diritto a farmelo notare. E dirmi che ho sbagliato tutto. O smettere di leggere. “La memoria rende liberi”: Convegno nella Giornata della Memoria, 27 gennaio ore 17:00 presso la Scuola Media “V. Navarro” La congerie è un’ammucchiata di cose di ogni genere, materiali ed immateriali, belle o brutte, buone o cattive. Prendiamo una congerie di idee. Se si parla di Dio, si parla anche del Diavolo. Un’accozzaglia di parole svariate, buttate lì senza ordine e nessun legame tra di loro, salvo quello che ci volete trovare voi o che si possa creare casualmente. “Rivelare” comincia bene: a primo acchito sembrerebbe il c

ARTE ED ETERNO di Valter Di Giacinto

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Wolters Di Giacinto L'artista non cerca il bello di per se. L'artista mira all'immortalità. La creazione artistica, come ha fatto splendidamente rilevare Milan Kundera nel romanzo in cui pone appunto a tema l'immortalità, aspira da sempre a sottrarre l'essenza delle cose e delle persone alla corruzione del divenire, consegnandole alla dimensione dell'eterno. Ma che cos'è che legittima l'aspirazione dell'opera d'arte all'immortalità? Per capire dove risieda l'eterno nella creazione artistica bisogna lasciare la dimensione fisica per addentrarsi in quella meta-fisica. Nel dipengere la sagoma delle proprie mani sulle pareti di roccia delle caverne, già gli uomini del paleolitico hanno infatti intuitivamente condotto un esercizio intellettuale a carattere eminentemente meta-fisico, separando per la prima volta la forma intelligibile di un oggetto dal sostrato materiale che la contiene impressa, per trasferirla su di un differente su

ANIMA di Valter Di Giacinto

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Wolters Di Giacinto 17 febbraio alle ore 11:01 Spiacente, caro Mr. Curtis, ma anime morte è un ossimoro, una contraddizione in termini se, come tutti pensano, l’anima è immortale. O non è vero che tutti la pensano in questo modo? 'They were complaining about the cold' ... Joy Division, by Kevin Cummins, on the Princess Parkway, Hulme, Manchester, 6 January 1979 La concezione di anima che attualmente ancora prevale in occidente è sostanzialmente quella di Platone (che a sua volta l’aveva elaborata a partire da tradizioni più antiche). Questa fu recepita in seguito dalla dottrina cristiana, principalmente per opera della mediazione operata da Sant’Agostino e, per questa via, essa è arrivata ai giorni nostri. Per Platone l’anima, almeno nella sua componente più elevata (quella razionale), è altro dal corpo, esiste indipendentemente dal corpo, lo abita per un certo periodo e poi lo abbandona al momento della morte, per trasmigrare in un altro corpo (da notare che la reinc

NUNZIATA

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In diciotto anni durante i quali l’ho avuta, per modo di dire, sotto gli occhi, giorno dopo giorno, non ho mai saputo quale fosse il suo cognome, o la sua vera storia. La vedevo soltanto sull’uscio del suo fondaco, una sola stanza praticamente sulla strada, con i tre figli che le giravano intorno e il marito invalido, seduto su una sedia, dietro l’ingresso appena illuminato sul fondo buio della stanza; o che attraversava la via di corsa rincorrendo ragazzacci del quartiere che la molestavano, cosa per cui era motivo di risa per gli abitanti della via, eppure non ho mai avuto la curiosità di sapere chi era Nunziata, la povera mendicante che abitava in Via Trento e Trieste, a pochi numeri di distanza rispetto al portone sempre chiuso, di casa nostra che portava il rispettabile numero civico 33. A makeshift home in a barraks Anonymous, 1943-45 From: silver bromide gelatin/paper, 24x36 cm Fondo Franco Cristofori – Cineteca di Bologna Un’abitazione decorosa, la nostra, al primo pia

SCONFINFERARE

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Che sia stato o no il grande Totò ad inventarla, o che già esistesse prima che Totò con l’uso geniale che ne ha fatto, la rendesse popolare, certo è che adesso la parola “sconfinferare” ha conquistato un posto di ruolo nel dizionario della lingua italiana, dopo un periodo piuttosto lungo di apprendistato nelle periferie di diverse parlate locali; non è il caso nemmeno di parlare di dialetti, perché se mai se ne volessero rintracciare le origini in un qualche dialetto accreditato, non si saprebbe su quale far cadere la scelta. Caramelle, 2013 Infatti, è dimostrato che adesso l’uso, ancora un poco gergale e adatto ad un tipo di discorso scherzoso, anche se piuttosto limitato, è diffuso su tutto il territorio nazionale ed in qualunque parte del nostro Paese se ne conosce l’esatto significato. Quella riportata qui, è la forma che si è affermata come autentica ed ha avuto il riconoscimento anche da parte dell’Accademia della Crusca; ma sono ammesse anche piccole varianti, a partire

IL ROSPO

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“ Tutte le mattine sono condannato a un quarto d'ora di tosse e catarro, per cui non mi sono mai chiesto perché si dice "sputare il rospo". Che ne dici di argomentare sulle origini di questa espressione? ” (Lucio, ieri) Caro Lucio, in un primo tempo aveva scartato l’ipotesi di dare seguito alla tua richiesta, in quanto l’argomento mi sembra molto sgradevole. Anch’io ho avuto a che fare con quel fenomeno, come un po’ tutti, credo, perché siamo tutti esposti a questo tipo di inconvenienti, e quindi sappiamo quanto sia fastidioso e …antipatico. Poi, riflettendoci, mi sono detto: ma sì, perché no? In fin dei conti, qui, il rospo non è puramente allegorico, e per questo anche più difficile da digerire o da sputare: si tratta proprio di quel simpatico animaletto verde, abitante dei pantani, alimentatore di leggende, molto usato dalle streghe, per la preparazione delle loro pozioni velenose e malefiche, simile alla rana che però ha ben altro pedigree, e letterariamente è n

AMBIGUO

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Ambiguo, ambiente; non è strano che abbiano la stessa origine? E’ la particella “amb” che crea questo collegamento, come avviene anche per “ambito” e “ambulante”. Ma l’accostamento sembra finire qui. “Amb” latino vuol dire “intorno” ed “agere” equivale a “spingere, condurre”. Fusi insieme in “ambìgere”, danno un significato che a tutta prima sembra non allineato con quanto sta emergendo dal discorso appena iniziato. Il suo significato vero, infatti, è “dubitare”. Il senso è da ricercare in quell’incertezza insita nel concetto di spingersi intorno, senza saper bene dove andare. A ben guardare l’ambiente può avere il suo ruolo, come pure l’ambulante, colui che si aggira nell’ambiente. Disease #1 (Enigma) - 2019 Questa è l’impressione che si ricava davanti ad una persona ambigua, che ha un comportamento non facilmente comprensibile, su cui si comincia a nutrire qualche sospetto, che potrebbe attenere alle sue reali intenzioni o al suo modo di essere, non sincero, o addirittura mett

SIMBOLO

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Simbolo. Questa sì, è una bella parola, piena di contenuti, di rimandi, in diretta concorrenza con “emblema”, suo sinonimo, ma come al solito non perfettamente coincidente con il suo significato; d’altro canto se così non fosse, due parole con la medesima carica semantica, sarebbero pleonastici. Aggiungo però che specie laddove le differenze sono minime, siamo noi a dare un maggior risalto ad una determinata caratteristica delle parole messe a confronto, a seconda della nostra sensibilità e le nostre preferenze, per attribuire ad ognuna di esse la caratura che vogliamo. Tenendo presente che secondo gli studiosi della materia, due sono i processi logici per questa operazione, la c.d. “intensione”, che indaga sui caratteri propri del termine e la ”estensione” che si occupa dell’ampliamento del suo significato. Chiesa di Santo Stefano, Bologna - 2012 “Simbolo” viene dal greco “sumbolon”, dal verbo “sunballo”, metto insieme ed indica una connessione, che all’origine era materiale, a