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PARABOLA

 Anteprima:                                                                                 Oggi parleremo di parabole, annunciò Maurizio, in apertura della seduta di quel mercoledì da leoni. Allora me ne posso andare, bofonchiò Pancrazio. Perché? Gli chiese Maurizio, l’argomento non ti interessa? Non c’ho Sky, non debbo vedere Al Jazeera, che me ne faccio della parabola? Già che c’ho il vicino di casa che me n’ha piazzata una, proprio di fronte al mio balcone, che se mi passa, uno di questi giorni gliela butto giù… Fai come vuoi, gli rispose Maurizio, ma la parabola non è tutta lì! E dove allora? Sullo Zibaldino ( www.aielli.org ). Ma fammi il piacere!                                                                              Era un inizio di settimana non proprio da incorniciare: pioveva e faceva freddo. In piazza non si vedeva nessuno. Sotto i portici solo pochi sostavano nei pressi di una edicola di giornali e parlavano tra di loro: dalla bocca di ognuno,

EVOLUZIONE

  Nel post che precede ho sollevato una domanda puramente retorica sulla essenza della nostra vita. In realtà volevo parlare della coscienza, che è il modo in cui conduciamo l'esistenza, e non ho azzardato nessuna risposta in merito al quesito principale. Anzi ho affermato che interrogarsi sul senso della vita era cosa inutile. Ma è proprio così? La vita è quella che viviamo ogni giorno, da quando nasciamo a quando moriamo. So bene che questa è una tautologia, una semplice ripetizione, che non spiega niente. Allora: cos'è la vita? La risposta più bella è quella contenuta nella Genesi : Dio prese la creta e creo' l'uomo, poi con un soffio dalla bocca gli insufflò la vita . Il Dio creatore, soffia la vita nella propria creatura e la materia inerte si risveglia, comincia a muoversi. C'è da chiedersi, la vita, questo soffio vitale insufflato nel corpo dell'uomo, è il flatus, il respiro, o è lo spirito che alberga dentro l'uomo ? : Il respiro è il fiato;

LA MERLA, LA VECCHIA E LA CANDELORA

                                                           Pancrazio, mi sai dire, chiese Maurizio, perché di questi tempi si parla dei giorni della merla e dei giorni della vecchia, con la Candelora in mezzo? L’ho sentito da qualcuno, ma non gli ho dato retta, erano tutte scempiaggini, qualcosa come una vecchia che prese in prestito tre giorni per fregare una merla, ma non so cosa c’entri la Candelora, che è un giorno della Madonna. Hai fatto una gran confusione, interloquì Sebastiano, dal bancone, i giorni della merla sono quelli in cui ci troviamo, gli ultimi tre di gennaio e si chiamano così per via di una merla bianca (si è vista mai una merla bianca?), che per il freddo si riparò nel comignolo di un camino e diventò nera di fuliggine (una boiata); mentre invece i giorni della vecchia sono gli ultimi tre di marzo, ma lì la storia è un po’ più complicata… Ma no, che dici? Intervenne Silvana, al suo fianco, è molto semplice: una vecchia che pascolava le pecore, cercando lun

LA BANALITA' DEL MALE

                                                                 Sono triste, annunciò Pancrazio, appena entrato nel “covo” del Circolo, sfregandosi le mani per il freddo e annusando voluttuosamente gli aromi della pasticceria fresca e del caffè che gli amici, tutti riuniti, stavano già consumando, ieri è stato il giorno della Memoria, ed eravamo tutti commossi per le varie rievocazioni fatte ed oggi tutto è tornato normale e sembra che nessuno abbia niente da ricordare. Insomma tutto quel grande male c’è stato, vero? E tutti vogliamo che non si ripeta più; allora perché nessuno fa niente per la pace nel mondo e tutti pensano alla guerra. Facciamo grandi progressi, ma a me sembra che l’umanità sia sempre lì, a segnare il passo e a contare i morti, per poi fare le commemorazioni. La Shoah, rispose il Maestro, che in ebraico vuol dire “catastrofe”, è stato il più grande crimine commesso nella storia dell’umanità, l’Olocausto degli ebrei ad opera dei nazisti tedeschi, nel corso della