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MALE IN ARLESE

                                                                                   A noi del XXI secolo d.C., la parola “arlese” suona, alquanto misteriosa, può significare tutto o niente. In origine era un appellativo relativo al vestiario, al modo di vestire, o ad una parte del vestito, la giacca, per esempio. poi si trasferì in campo guerresco (“l’aiuola che ci fa tanto feroci”) ed andò a denotare l’armatura da difesa, lo scudo, o da attacco, la lancia, per poi tornare a più miti consigli, approdando sulla comoda sponda del generale (senza stellette), con la generica attitudine di dedu...

BOFONCHIARE

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  Amavo i suoi silenzi                                                                                       Normale svolgimento di una lezione al Bar dell’Olmo, pontifica un Maurizio in grande forma che si lancia senza rete di protezione, in libere interpretazioni della lingua. Anche della gola? Aveva chiesto Pancrazio; Per cinque minuti ti riuscirebbe, Pancrazio di stare zitto. Aveva risposto. Si dice bofonchiare quando si parla borbottando e mugugnando, con sospiri e sbuffi. Dal punto di vista di chi ascolta, ha un senso dispregiativo nei confronti di chi parla. Cosa stai bofonchiando? Denota scarso apprezzamento per quello che l’altro dice o sta dicendo. Dal punto di vista di chi parla, è un togliersi un peso dallo stomaco, dicendo qualcosa senza farsi trop...

PALUDAMENTI

                                                                                    Guardate Pancrazio, come si è vestito, oggi, camicia rossa e giacca gialla, sembra uscito da uno studio televisivo, disse Oreste vedendolo arrivare dietro l’angolo, impettito e sicuro come sempre, che accennava un saluto ai due o tre che si erano affacciati alla porta del bar. Ecco Pancrazio nei suoi paludamenti, proruppe Oreste, accogliendolo con ampio gesto, sulla soglia del locale. E, dicci, come sono andate le riprese? Tu, piuttosto, fu la risposta, dimmi come fai a sapere che sul mio terreno, con le piogge dei giorni scorsi, si è formata una palude e soprattutto, come fai ad essere informato delle riprese che quelli della TV locale sono venuti a fare e dell’intervista da me concessa, p...

ESTATE

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                                                                                               ESTATE Tra poco saremo in estate, annunciò Pancrazio, col tono di chi fa una rivelazione. È passato un altro giorno e siamo sempre più vicini all’orlo dell’estate dentro cui cadremo tra circa un mese, insistette. Cos’è, secondo te Pancrazio, l’estate? Un vulcano? Gli chiese Silvana dalla pedana dietro al bancone. Veramente pensavo ad una grande caldaia di acqua bollente, ma tu invece hai in mente il peggio. Non temo il caldo, anzi a me...

RESIPISCENZA

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                                                                              Ma tu, Pancrazio, hai mai avuto nella tua vita un attimo di resipiscenza? Chiese Maurizio al suo allievo più difficile. Un attimo? Intere ore! Ricordo di una volta in cui , insieme ad alcuni amici, eravamo andati in una birreria del centro ed avev amo fatto il pieno. All’uscita ci accorgemmo che il locale era privo di gabinetto ed allora ognuno si arrangiò come poté, uno addirittura facendo pipì dietro l’angolo della birreria. Io che sono una persona civile, mi rifiutai e carico come ero di resipiscenza, ci incamminammo verso casa. A metà strada non ce la feci più a trattenerla ed allora mi sbottonai la patta dei pantaloni e mi nascosi dietro un albero. Sul più bello, quando cominciavo a sentirmi meglio, sentii...

INTROSPEZIONE

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                                                                                Questa mattina, sul bus, il fattorino ha fatto una introspezione, annunciò Pancrazio e restò in attesa di una reazione da parte di uno del gruppo. Il primo a caderci, perché ignorava il significato di questa nuova parola, scoperta per la verità proprio quella mattina dallo stesso Pancrazio, fu Sebastiano (e chi, sennò?) e… Tu come fai a saperlo? Sapere che cosa? Che era una introspezione. Ma se ha chiesto il biglietto pure a me, eppure lo sa che prendo il bus tutte le mattine ed ho l’abbonamento! Forse era così concentrato su se stesso, da dimenticarsi di te che gli eri davanti, è questo che vuoi dire? No, ha fatto così con tutti, era evidente che si trattava proprio di una introspezione di tut...

MAGGIO

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                                                                                      Anche maggio ci sta sfuggendo come sabbia fra le dita di una mano, maggio, il mese più bello dell’anno. Era mestizia quella che compariva sul volto di Pancrazio, non disgiunta però da un senso di rivendicazione: Noi a Colleminuccio abbiamo la fortuna di goderci il meglio di maggio, perché anche quando piove, abbiamo il rifugio della stalla, con il suo calore e il suo odore, dove è piacevole intrattenersi come fosse ancora inverno ed ancora di più, quando, appena cessata l’ultima ramata della primavera...