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OTTIMIZZARE

                                                                               Aveva appena ultimato di spiegare il significato della parola del giorno ed era certo che a quel punto Pancrazio sarebbe intervenuto scompostamente come era nel suo costume, ed invece, quello tacque. Come mai Pancrazio “ottimizzare” non ha suscitato sufficiente interesse in te da meritare un tuo intervento come invece succede sempre? Pancrazio sollevò le palpebre e guardò con fare mesto il suo maestro e, parlando a fatica, disse: in vita mia, una sola volta mi sono trovato ad ottimizzare ed è successo a scuola, in occasione di un compito in classe, che per me era un vero disastro; quella volta, invece, ebbi la sorpresa di ottimizzare, con un bell’otto che la maestra mi aveva dato, nonostante un errore di ...

DI CONCERTO

                                                                                                          Ma il Don Chisciotte non è un libro per bambini, nonostante il fatto che da qualche parte lo si ritenga ancora tale, disse un po’ sentenziosamente Maurizio, ribattendo all’affermazione di Pancrazio A mia figlia, a scuola, hanno dato da leggere un libro dal titolo strano, Don Casciotte, sicuramente da bambini. Io ho provato a leggerlo, ma non ci sono riuscito. È pieno di scemenze e cose assurde. A mia figlia, aggiu...

COMPLEANNI

                                                                                           Oggi è il tuo compleanno, Pancrazio, sei felice o no? Chiese Maurizio. Che cazzo di domanda è mai questa? Certo che sono contento! Gli auguri? Me ne fotto, tanto lo so che auguri più falsi di quelli, non ce ne sono, come a Natale e Pasqua, ora si è aggiunto anche Ferragosto. Ma cosa importa? Non è per gli auguri che facciamo festa, né per il pranzo o la cena, i cosiddetti piaceri della tavola con il sacrificio di qualche bottiglia speciale. La festa si fa con il cuore, all’interno di ognuno di noi, con il pensiero, con il sentimento… Bravo Pancrazio, era quello che volevo sentirti dire. Contento, so’ contento, ma ...

AZZECCARE

                                   Questa parola, esordì un Maurizio particolarmente in forma (non dormiva), dall’origine sicuramente dialettale, con una varietà di significati diversi, è entrata nell’uso della lingua a tutti gli effetti e può vantare una larga diffusione, per merito di   alcune circostanze che l’hanno resa famosa, ancorché umoristica, a cominciare da quell’Azzeccagarbugli di manzoniana memoria, a seguitare con l’andreottiana uscita: “a dir male, è peccato, ma spesso ci si azzecca) e terminare, ma solo provvisoriamente con il “Ma che ci azzecca?” del molisano Antonio Di Pietro, ex magistrato del team di Mani Pulite. Noi non abbiamo intenzione di procedere ad un approfondito esame dei diversi sensi che il verbo assume a seconda dell’uso che se ne fa e del luogo dove l’uso avviene, ma ci limiteremo ad accennare soltanto a quello generico, a noi più vicino per il territorio...

BISBIGLIARE

                                                                                   BISBIGLIARE Pancrazio aveva chiamato l’amico Sebastiano al termine del bancone e gli stava parlando all’orecchio, bisbigliando, quando Oreste: Eh ché tu pispigli, o bisbigli, Pancrazio? Pancrazio si voltò verso di lui, guardandolo in faccia: Se tu oggi mi vuoi fare incazzare, hai scelto il giorno buono. Dopo una breve sosta, si può sapere che cazzo vuol dire quello che hai detto? Sei tu che ti sei isolato, mettendoti a parlare all’orecchio di Sebastiano, c’è forse qualcosa che noi non dobbiamo sape...

INNAMORATO

                                                                                                                                                          Sei mai stato innamorato, Pancrazio? Chiese ad un tratto Maurizio, nel bel mezzo della lezi...

POVERO IN CANNA

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                                                                                    Quando si dice “povero” si capisce subito di che cosa si parla, ma la canna che c’entra? Perché si dice povero in canna, Pancrazio? L’interpellato si alzò in piedi, impacciato e guardò dietro di sé, perché proprio a lui?                                                   ...