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NOTTE D'ESTATE

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    Quella notte Pancrazio non riusciva a prender sonno, come sempre succedeva quando si trovava ad affrontare la notte in un albergo o in una stanza in affitto (a dozzina aveva sindacato Maurizio, sbagliando, perché la sua vacanza era di soli dieci giorni). Aveva provato a coricarsi prima sul lato destro, pochi minuti dopo sul sinistro, poi si era messo “supino”; per la verità egli nutriva una certa avversione nei confronti di questa parola, della quale ignorava l’esatto significato, ma giammai avrebbe chiesto spiegazioni al maestro, per paura di perdere la stima che egli gli concedeva. Farò come lui, andrò all’origine della parola “su-pino”, si disse tra sé e sé. È come è facile trovarla, lo dimostra il fatto che, senza volerlo, l’ho già trovata: la parola “supino”, con l’aggiunta di una “l”, che si è fatta prestare dall’abecedario, viene da “sul-pino” e significa proprio questo, che si deve stare su di un pino. Corse scalzo alla finestra: il pino era proprio lì dava...

I 60 DI GIUSEPPE

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  Vado per la sessantina, diceva scherzosamente di sé Giuseppe, quando era ancora mortale e di anni ne aveva compiuti poco più di cinquanta. Ma poi è intervenuta Moira, che con le sue forbici modella i destini degli uomini e per Giuseppe ha ritenuto che a cinquantasette anni fosse buono e giusto uscire da questo Mondo per andare in un altro più bello. Dopodomani ne avrebbe compiuto sessanta. Gran festa tra gli angeli, sopra le nuvole. Bollicine che salgono, sotto le nuvole.

L'INFERNO E' VUOTO

                                                                                                L’inferno è vuoto è un’affermazione forte che può nuocere alla fama di un teologo per le conseguenze che essa immancabilmente porta con sé, mettendo in dubbio l’intero impianto della religione cristiana. Se l’Inferno c’è, ma è vuoto, vuol dire che non vi sono reprobi da punire, né da purgare, ed è per questa ragione che il teologo svizzero Von Balthasar, al quale detto asserto era stato attribuito, negò in tutti i modi che così fosse, ...

OTTIMIZZARE

                                                                               Aveva appena ultimato di spiegare il significato della parola del giorno ed era certo che a quel punto Pancrazio sarebbe intervenuto scompostamente come era nel suo costume, ed invece, quello tacque. Come mai Pancrazio “ottimizzare” non ha suscitato sufficiente interesse in te da meritare un tuo intervento come invece succede sempre? Pancrazio sollevò le palpebre e guardò con fare mesto il suo maestro e, parlando a fatica, disse: in vita mia, una sola volta mi sono trovato ad ottimizzare ed è successo a scuola, in occasione di un compito in classe, che per me era un vero disastro; quella volta, invece, ebbi la sorpresa di ottimizzare, con un bell’otto che la maestra mi aveva dato, nonostante un errore di ...

COMPLEANNI

                                                                                           Oggi è il tuo compleanno, Pancrazio, sei felice o no? Chiese Maurizio. Che cazzo di domanda è mai questa? Certo che sono contento! Gli auguri? Me ne fotto, tanto lo so che auguri più falsi di quelli, non ce ne sono, come a Natale e Pasqua, ora si è aggiunto anche Ferragosto. Ma cosa importa? Non è per gli auguri che facciamo festa, né per il pranzo o la cena, i cosiddetti piaceri della tavola con il sacrificio di qualche bottiglia speciale. La festa si fa con il cuore, all’interno di ognuno di noi, con il pensiero, con il sentimento… Bravo Pancrazio, era quello che volevo sentirti dire. Contento, so’ contento, ma ...

AZZECCARE

                                   Questa parola, esordì un Maurizio particolarmente in forma (non dormiva), dall’origine sicuramente dialettale, con una varietà di significati diversi, è entrata nell’uso della lingua a tutti gli effetti e può vantare una larga diffusione, per merito di   alcune circostanze che l’hanno resa famosa, ancorché umoristica, a cominciare da quell’Azzeccagarbugli di manzoniana memoria, a seguitare con l’andreottiana uscita: “a dir male, è peccato, ma spesso ci si azzecca) e terminare, ma solo provvisoriamente con il “Ma che ci azzecca?” del molisano Antonio Di Pietro, ex magistrato del team di Mani Pulite. Noi non abbiamo intenzione di procedere ad un approfondito esame dei diversi sensi che il verbo assume a seconda dell’uso che se ne fa e del luogo dove l’uso avviene, ma ci limiteremo ad accennare soltanto a quello generico, a noi più vicino per il territorio...

BISBIGLIARE

                                                                                   BISBIGLIARE Pancrazio aveva chiamato l’amico Sebastiano al termine del bancone e gli stava parlando all’orecchio, bisbigliando, quando Oreste: Eh ché tu pispigli, o bisbigli, Pancrazio? Pancrazio si voltò verso di lui, guardandolo in faccia: Se tu oggi mi vuoi fare incazzare, hai scelto il giorno buono. Dopo una breve sosta, si può sapere che cazzo vuol dire quello che hai detto? Sei tu che ti sei isolato, mettendoti a parlare all’orecchio di Sebastiano, c’è forse qualcosa che noi non dobbiamo sape...