QUESTA SERA HO PIANTO
Ho pianto al ricordo di un ragazzo che studiava tenendo sotto l’odiato libro scolastico, un libro di lettura amena, aperto come quello sovrastante, pronto ad essere visitato tutte le volte che la fatica dello studio diventava insopportabile e con il disco preferito, posato sul piatto del giradischi, per rinfrancare lo spirito ogni tanto, ascoltando un brano di musica, magari un assolo di batteria o di tromba o sassofono, a volume piuttosto alto. Per subito dopo reimmergersi nelle profondità del pur necessario studio. Ero felice ma non lo sapevo. Ma non ero io. Non ho ritrovato quel ragazzo ed allora ho pianto. Chissà dove e quando si è perduto. È passato molto tempo, tante cose sono mutate, il mondo non è più quello di prima,...