Post

CUCUZZONE

Non cercate sul vocabolario la voce cucuzzone, perché, anche se esiste (si trova, infatti, sull’Atlante Geografico, ed è un Monte che fa parte del Parco Nazionale del Cilento, in Campania) non è il cucuzzone che ho conosciuto io e di cui vi vorrei brevemente parlare. La voce di Maurizio era pacata e velata di nostalgia, che doveva senz’altro derivargli dal ricordo che si andava srotolando nella sua mente.   Dovete sapere che le mie radici sono a Città Sant’Angelo, che prima era in provincia di Teramo, mentre, dopo la costituzione della Provincia di Pescara, per merito di D’Annunzio, è entrata a far parte di quest’ultima. Mio padre era nato lì e lì era vissuto fino alla maggiore età, per poi trasferirsi a Teramo, per ragioni di lavoro, ed era quindi consuetudine dei miei genitori, in estate di far visita ai parenti di quella città, con tutta la famiglia. Talvolta si verificava che, ripartendo, qualche componente di essa. di solito, io e mio fratello, rimanesse ospite nella

LINO BEFACCHIA

Immagine
    Lino Befacchia   Il saluto e l'affetto degli amici è arrivato in collina, dove sotto il portico del casale dei filosofi (cit.) passo il tempo e cerco di completare il mio cammino e trovare il senso dell'essere. Impresa ardua: non riesco a volare alto, perché ad ognuno di noi è dato un suo sentiero da percorrere, un'erta da salire. I compagni di viaggio si sono arresi, i pochi in verità, e sono altrove. Anche la compagna di una vita si è allontanata. Così, tra albe e crepuscolo, aspetto gli annunciati ospiti che da anni promettono il loro arrivo. Qualche viandante, tartufaio o cacciatore, si muove schivo, per tema, Intanto Le bolle cercano di essere liete, ma sono obbligate loro malgrado a restare in silenzio nel buio della terra. Vorrei foste qui tutti, quelli che hanno il mio colore e le mie dolenzie, ai quali mi lega l'esperienza vissuta e quelli che guardano, affaticati da un tempo 'fluido e senza dimensioni né archetipi, il futuro con sospetto e

EDELWEISS

  Che hai, Maurizio? Chiese Chiara; da quando sei tornato, non trovi mai pace. Maurizio rimase immobile e lasciò trascorrere qualche attimo, prima di rispondere, gli occhi fissi sul foglio che aveva davanti. Talvolta, disse poi, sollevando lo sguardo dalle carte e rivolgendolo verso il suo uditorio, con un tono di voce lontano, come trasognato, che fece drizzare tutte le orecchie – ecco ora dirà qualcosa di importante, pensarono tutti --   ho la tentazione di fare come Orfeo, di voltarmi indietro e ripiegarmi sul passato, anche più recente, per lasciare libero sfogo ai ricordi e capire come e quanto io sia cambiato da quello che ero prima, rinunciando al mio proponimento di non farmi prendere dalla nostalgia del vissuto e ben sapendo che quello che è stato è stato, ma viene mitizzato dalla mente, che col passar del tempo, tende a dare ad ogni cosa un significato particolare, che all’epoca non aveva, mentre il presente, cioè quello che ci   sta succedendo in questo momento, ci app