BISBIGLIARE
BISBIGLIARE
Pancrazio aveva chiamato l’amico Sebastiano al termine del
bancone e gli stava parlando all’orecchio, bisbigliando, quando Oreste: Eh ché
tu pispigli, o bisbigli, Pancrazio?
Pancrazio si voltò verso di lui, guardandolo in faccia: Se
tu oggi mi vuoi fare incazzare, hai scelto il giorno buono.
Dopo una breve sosta, si può sapere che cazzo vuol dire
quello che hai detto?
Sei tu che ti sei isolato, mettendoti a parlare all’orecchio
di Sebastiano, c’è forse qualcosa che noi non dobbiamo sapere?
Ma che stai a forneticà, esplose Pancrazio, se uno un giorno
ha un’avventura, deve farlo sapere a tutti?
Quindi c’era qualcosa sotto, vero? Chiese implacabilmente
Oreste, eri tu che stavi forneticando, che poi sarebbe fornicando, non ti pare?
Insomma, mi saprò vedere i cazzi miei, o no? Io non ho
fornicato con nessuno, ho solo forneticato con quel tale sul bus che non mi
faceva scendere e l’ho mandato all’ospedale, anzi vorrei andare a trovarlo per
chiedergli scusa…
Potresti approfittare per chiedergli di ritirare la denuncia
che ha fatto contro di te…lo so perché poco fa qui fuori c’era un ufficiale giudiziario
che ti cercava, ma io non immaginavo…
Comunque si dice farneticare e non forneticare e vuol dire parlare
in, modo sconclusionato, quasi un delirio e tu dovevi essere delirante quando
hai picchiato quel poveraccio…
Quanto al bisbigliare, intervenne Maurizio, aveva ragione
Oreste, bisbigliare deriva per onomatopea dal modo in cui si atteggiavano le
labbra per sussurrare, che parlando, producevano un rumore tipico, di “pis, pis”,
donde il “bis-bi” della parola in questione.
Come faccio a capitarci sempre io…concluse Pancrazio.
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