BOFONCHIARE
Normale svolgimento di una lezione al Bar dell’Olmo, pontifica un Maurizio in grande forma che si lancia senza rete di protezione, in libere interpretazioni della lingua.
Anche della gola? Aveva chiesto Pancrazio; Per cinque minuti
ti riuscirebbe, Pancrazio di stare zitto. Aveva risposto.
Si dice bofonchiare quando si parla borbottando e mugugnando,
con sospiri e sbuffi.
Dal punto di vista di chi ascolta, ha un senso dispregiativo
nei confronti di chi parla. Cosa stai bofonchiando? Denota scarso apprezzamento
per quello che l’altro dice o sta dicendo.
Dal punto di vista di chi parla, è un togliersi un peso
dallo stomaco, dicendo qualcosa senza farsi troppo capire. (per timore, forse,
di una replica compromettente).
È il contrario del parlare chiaro.
Pancrazio parla chiaro: se qualcuno mi pesta un callo, io
gli rompo il …muso.
Sebastiano qualche volta bofonchia, ma solo quando non ci
sono clienti al banco.
Oreste bofonchia sentenziosamente.
Maurizio stucchevolmente cattedratico. (anche per sé,
Maurizio non faceva sconti).
Silvana ingenuamente spontanea.
Vuoi dire che tutti bofonchiamo?
Non fino al punto di mordersi la lingua per non farlo, ma
certo, ogni tanto scappa di dire cose non gradite a chi ascolta ed allora si
cerca di attenuare l’impatto sonoro con sussulti e gargarismi, così che chi
deve sentire, senta abbastanza, pur senza capire tutte le parole inghiottite da
un rigurgito della gola.
Che fai Pancrazio? In quel momento stava spingendo un tale
fuori del locale, assestandogli un calcio nel sedere,
stava bofonchiando e quando gli ho chiesto di farsi capire,
mi ha risposto che tanto con me era inutile, allora l’ho pregato di andare a
bofonchiare fuori, bofonchioni, qui, non ne vogliamo, vero Sebastiano?
La prossima volta, accertati almeno che abbia pagato il
conto.
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