INNAMORATO
Sei mai stato innamorato, Pancrazio? Chiese ad un tratto
Maurizio, nel bel mezzo della lezione. Aveva appena finito di spiegare ai suoi
assorti alunni cos’era l’innamoramento e volle saggiare il grado di
coinvolgimento di ciascuno, cominciando proprio da Pancrazio, che era il più
problematico.
Quegli ebbe un sussulto sentendosi chiamare, si scosse dal
suo torpore, si guardò intorno, poi si fissò sulla figura di Maurizio
scrutandolo in viso per leggervi che non gli stesse tendendo un tranello, cos’era
quella domanda, se era mai stato innamorato, aveva tutta l’aria di una
trappola, sennò, perché scendere a cose così intime e personali?
Ho sempre voluto bene a mia moglie, rispose un po’
sibillinamente.
Non hai mai perso la testa per una donna?
Sti cazzi, gli uscì di getto, poi si riprese e, rivolto
verso Silvana che stava al suo fianco, farfugliò confusamente, scusate…
Che domande sono queste? Non mi sembra educato, chiedere ad
un uomo sposato se sia mai stato innamorato di un’altra donna. Comunque, sì, ho
amato…no, volevo dire che non ho mai perso la testa.
Noi, come tu sai, siamo amanti delle parole e, seguendo il detto
del Sommo Poeta, “Amor ch’a nullo amato amar perdona”, anche le parole ci
amano, ci corrono dietro ci vezzeggiano, ci fanno invaghire ancor più, specchiandosi
nella profondità della nostra psiche, in una rivisitazione ideale del mito di
Narciso.
“Il poeta è un minatore: va giù nelle viscere dell’io e,
miracolosamente, torna alla superficie con poche, lucenti, pepite.”
lo dice Giorgio Caproni, che è uno dei più grandi poeti del
nostro novecento.
La poesia accarezza l’anima e chiunque, guardando dentro se
stesso, può rendersi conto di quanto sia grande lo spazio dell’io da esplorare.
Sono stato alla Battana, giorni fa e Putiferio mi ha
invitato a pranzo. Cosa mi ha offerto? Non lo immaginereste mai: spaghetti
innamorati.
Cosa sono gli spaghetti innamorati? Sono spaghetti quadrati
bucati, due spaghetti che si avviticchiano tra di loro e sono indissolubili.
Eravamo in terrazza a mangiare ed io guardavo il vasto mare
e misuravo il mio amore per esso, sempre più innamorato, nonostante il fatto
che da ogni immersione tornassi sempre con vuote conchiglie di molluschi e mitili.
Sono andato via presto, perché Segundo che ci serviva in
tavola, voleva farmi bere il suo caffè che è pessimo.
E sull’amore Pancrazio che ci dici? Chiese Sebastiano
Per una volta fatti i cazzi tuoi, fu la risposta.
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