STELLE E SOGNI
A Luisa
Penso che fra tutte le facoltà che la vita ci dispensa, la fantasia
sia la più grande. Con essa si possono esplorare mondi, sia che esistano, che
non esistano, si possono vedere cose che hanno una consistenza materiale, che
noi possiamo tranquillamente espandere in senso metaforico, come pure cose che
nascono solo nella nostra mente, ma attengono a cose reali.
Questo è il momento, disse Maurizio, di verificare fino a
che punto una cosa reale, che esiste sotto il dominio della scienza, possa
sfociare in un puro senso di fantasia immaginifica nella mente di noi poveri
uomini, forniti di nulla, se non di quella fantasia che tanto giova a render
ricca la nostra esistenza.
È notte e noi alziamo gli occhi verso il cielo. Se siamo
fortunati possiamo assistere ad uno spettacolo singolare, ogni tanto, una, due,
tre a più stelle cadenti solcano un breve tratto di cielo con una linea di
fuoco e scompaiono nella buia atmosfera.
Noi sappiamo che le stelle cadenti non sono stelle, ma
sciami di materiale meteorico, che, a contatto con l’atmosfera terrestre, si
infiammano per attrito e si consumano in pochi secondi.
Alla pioggia di stelle cadenti, particolarmente intensa in
questo periodo dell’anno, mano a mano che ci avviciniamo al suo acme che si
verifica intorno al 10 di agosto, giorno della ricorrenza di San Lorenzo, è
legata una leggenda frutto della fantasia popolare, secondo la quale, se si
esprime, nell’intimo del proprio cuore, un desiderio quando si avvista una
stella che cade, il fortunato ha buone probabilità che esso si possa
realizzare, naturalmente con un aiutino da parte del Santo, che da vivo fu martirizzato
con il fuoco e per questo le stelle cadenti di questo periodo vengono chiamate
anche Lacrime di San Lorenzo.
È pensabile che, anche dando credito alla leggenda, non
tutti siano così fortunati da vedersi avverare il desiderio espresso dentro di
sé ed allora c’è da chiedersi che fine faranno tutte le altre richieste non
accolte?
A ben guardare, dovrebbe trattarsi di un volume di affari
molto rilevante, che se fosse possibile venirne a conoscenza, con la loro
realizzazione, si potrebbe dare soluzione ad una quantità di problemi che
affliggono l’umanità.
Ci dovrebbe essere da qualche parte una specie di deposito
naturale, come ad esempio una grotta in un mare d’incanto, dove questi
desideri, sospinti da un vento leggero, vadano a depositarsi ed allora non
sarebbe difficile entrare là in mezzo, catalogarli tutti, per materia contenuta
e rilanciarli in mare per una seconda occasione.
‘Mbé, obiettò Pancrazio, però, a quel tempo le Stelle
Cadenti saranno finite e nessuno si farà carico di quei desideri abbandonati.
Le Perseidi, magari, sì, ammise Maurizio, loro incrociano
l’atmosfera terrestre soprattutto nel mese di Agosto. Ma le stelle cadenti ci
sono tutto l’anno, sebbene in misura minore.
Esse si distinguono in:
Perseidi, appunto, che cadono nel mese di agosto e sono le
più rilevanti, numericamente;
Orionidi, che si incontrano ad ottobre, intorno al 19;
Liridi, dal 15 al 28
di aprile;
Leonidi, 16 di novembre;
Geminidi, 14 di dicembre.
La mole dei desideri inesausti è grande e cresce ogni giorno
di più, fino ad otturare l’entrata della grotta, eppure da quella stessa grotta
quotidianamente partono bottiglie con dentro un messaggio, che siano desideri,
fantasie o semplici pensieri, in ogni caso denunciano il lavoro invisibile di
qualcuno che di quella mole conosce il segreto e lo amministra a seconda di
come getta il suo estro.
Le bottiglie, numerose quando escono dalla grotta, si
disperdono subito per tutte le direzioni e verranno raccolte e i messaggi letti
in Paesi lontani.
Per tutti vi sarà una seconda occasione.
Non andrò mai a raccogliere la mia nei Paesi dell’Estremo
Oriente, disse Pancrazio, mica so cosa ho chiesto, io e, se anche la
ritrovassi, non la riconoscerei. D’altro canto, il mio indirizzo è noto, a
Colleminuccio mi conoscono tutti e se qualcuno dovesse trovare una bottiglia
che non è di nessuno, sono certo che verrà a portarmela.
La ricompensa è assicurata.
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