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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2018

RISENTIMENTO

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Bene ha fatto Papa Francesco a ricordare che litigare non è peccato, non è un male, anzi è un momento di verità, può servire a chiarire bene le proprie idee e quelle che ci vengono opposte dal contendente. E' un invito a non tener dentro le cose, specie se spiacevoli. Ad essere sinceri, a non aver paura di ferire la sensibilità altrui con l'intento sbagliato di mantenere la pace ad ogni costo. Non bisogna temere le conseguenze di un agire retto, se siamo convinti di essere nel giusto. A volte litigare è l'occasione buona per non lasciare marcire sentimenti di insoddisfazione e di rivalsa, che si portano dentro per non aver chiarito la propria posizione. Fregio (S. Stefano di Sessanio AQ) - 2012 Se si parla chiaro, non resta spazio per i fraintendimenti e quindi per il risentimento, la collera, quel nodo che rimane dentro e cova sordamente. Invece, serbare rancore è peccato. Rimanere con la netta sensazione di qualcosa di inconcluso, lasciare la porta aperta per ulter

'A MAZZARELLA E' SAN GIUSEPPE

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Non c'è nulla da fare; c'è nel popolo partenopeo una vena di genialità che non si trova nelle altre parti del paese, con buona pace dei nordisti. Con un fondo di scanzoneria fenomenale, che lo rende simpatico anche quando mostra i suoi aspetti negativi. Non voglio scomodare la grande tradizione degli Eduardo e gli altri De Filippo, gli Scarpetta, i Taranto e molti altri (Totò in primis), che pure sono essenziali per capire alcuni atteggiamenti tipici dell'animo di quella gente, così aperta, genuina, ricca di umanità e di un'inventiva senza pari, l'arte di sapersi arrangiare, nel bene e nel male (stiamo comunque parlando della gente comune e anche il male, è quello della scaltrezza che è al limite della legalità, mai quello canagliesco delle organizzazioni criminali). Tarsia marmorea (Duomo di Siena - 2012) Sono una giocosità e una gioiosità quasi infantili, tanto sono vere ed effettive. La fatidica sfaticataggine, tante volte richiamata da essere ormai un &

FANFALUCHE

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Sapete quelle farfalline di cenere che s'alzano nel flusso di aria calda che si leva da un fuoco di sterpi destinato a spegnersi nell'arco di pochi minuti e danzano brevemente sospese nell'aria, prima di disperdersi? Quelle sono le fanfaluche secondo la terminologia della nostra lingua che per ogni cosa ha un nome, con un significato immediato limitato al fenomeno in sé ed uno mediato, che si presta a fare da trampolino di lancio verso nuovi orizzonti, dove il nome stesso possa spaziare in un ambito concettuale molto più vasto. Accampati sul Lago di Campoosto (AQ) - 2010 (Leo aveva 4 anni) Fanfaluca è una parola che viene dal greco "pompholix" che vuol dire "bolla d'aria". E bolle d'aria sono le balle affermate da gradassi e fanfaroni, che dicono cose campate in aria, che, in breve, scoppiano e si disperdono, come bolle di sapone. Le fanfaluche si distinguono dalle bugie perché, mentre queste ultime sono affermazioni dolose, che asseri

FARNETICARE

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La persona che farnetica è quella che dice cose senza senso, o perché febbricitante, e allora passi, o per stoltezza ed ignoranza e allora la cosa è grave. Perché in questi casi è meglio tacere. Sono in molti oggi a farneticare, abbaiare alla luna, dire cose farraginose (dal lat. "farrago", der. da "far", "farro"). La farragine, in senso proprio, era un miscuglio di erbe che si dava in pasto agli animali , passato a significare, in senso figurato, un'accozzaglia di cose insensate, un mucchio di sciocchezze. Ne abbiamo sentite a profusione in questa sciagurata campagna elettorale, alla quale sembra che tutti partecipino per gioco, mentre la maggioranza degli elettori, sta a guardare, esterrefatta. Molte ne sentiremo ancora, prima del 4 marzo, data fatidica delle elezioni politiche più incerte della recente storia nazionale. Non si è parlato di politica, in tutta la campagna, ma è stato un continuo rimbeccarsi l'un l'altro e tante belle parole,

ABBAIARE ALLA LUNA

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Sembra che l'espressione "abbaiare alla luna" sia derivata dal fatto che gli antichi attribuivano questo strano modo di fare dei cani, che abbaiano alla luna, al fatto che essi sarebbero infastiditi dalla luce eccessiva dell'astro notturno e con l'abbaiare, tentassero di farla spegnere. Luna - 2013 Ora noi sappiamo che la luna ha grande influenza sulla terra per diversi fenomeni che constatiamo continuamente e quando qualcosa in noi non va bene, diciamo che "abbiamo la luna storta", pertanto non ci sarebbe nulla di strano se anche questo comportamento animale, venisse influenzato da questa forza misteriosa. Non è un mistero che nelle notti di luna piena – a saperlo – si può assistere a dei prodigi che nemmeno te lo aspetti. Già siamo fortunati se, girando lungo una via deserta o un sentiero di campagna, ad ora inoltrata, con quella luce spettrale che rischiara le tenebre dall'alto ma addensa le ombre sulla terra, non incontriamo un licantrop

SCAPPELLOTTO

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Avrete notato che queste mie incursioni estemporanee nei dintorni del nostro idioma (dal greco "idios", "proprio, particolare", per dire la lingua propria di un popolo), l'elemento predominante è la fantasia, al di là della seriosità di certe affermazioni, tutte da controllare quanto ad esattezza scientifica. Quel che mi attrae delle parole è la loro duttilità, la capacità di adattarsi a più significati nel tempo e nello spazio. Oggetto delle mie ricerche, se così si possono chiamare, sono le curiosità, le rarità e le stravaganze, che si possono trovare fin nei termini più comuni. Cappello realizzato da Grazia Vuillermoz (Aosta) - 2016 I miei sforzi in questo campo, possono dare l'idea di certe figure di un tempo, quali il detective alla Sherlock Holmes, sulle tracce di un delitto efferato armato di una lente di ingrandimento, oppure far pensare all'entomologo, casacca e casco da esploratore che, con un retino acchiappafarfalle, insegue per prat

SUPERSTIZIONE

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La superstizione è un insieme di credenze in base alle quali si ritiene che determinati fatti possano essere previsti, evitati o favoriti, mediante la decifrazione di alcuni segni che si ritengono provenire da una volontà superiore, soprannaturale o magica. Un tempo questa "lettura" dei segnali veniva effettuata da un sacerdote, oracolo, indovino, sciamano o profeta, mediante vari riti di divinazione all'interno di culti e religioni, al fine di conoscere la volontà degli dei e di indovinare il futuro. Il fenomeno era diffuso nelle religioni primitive ed ogni religione aveva i suoi indovini ed i suoi riti di divinazione. Le tre religioni monoteiste, l'ebraismo, il cristianesimo e l'islamismo hanno bandito queste pratiche ed hanno rinnegato la superstizione, come residuo di barbarie. Ciononostante la superstizione rinasce continuamente in ogni ambiente come una pianta infestante. Oggi la superstizione sta alla religione come certe cure alternative stanno alla scie

PASSIONE

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Noi siamo ragione e passione e le due cose non sono conciliabili, ma debbono convivere e contemperarsi. Una vita fatta di freddo ragionamento, senza passioni, sarebbe vuota. Al contrario una vita fatta solo di passione, senza che ci sia la ragione a governarla, sarebbe bel sconclusionata. In fondo siamo sempre all'allegoria dell'anima di Platone, quella del carro trainato da due cavalli, di cui uno calmo e docile, l'altro focoso e bizzarro. Difficile tenerli allo stesso passo, ma è l'unico modo di procedere. La passione è tutto e il contrario di tutto. Può essere o un grande dolore o un grande piacere. Ci rende più forti, perché per soddisfare una passione, siamo disposti a tutto e diventiamo arditi, anzi temerari, avventati, addirittura pazzi; ci rende più deboli per quello che ho appena detto e per il fatto che nutrire una passione per una certa persona o cosa, vuol dire avere una particolare sensibilità per essa e questo ci rende vulnerabili. Dove c'è del tenero,

INNOCENZA

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"Siamo tutti assassini", recitava qualche decennio fa il titolo di un film del regista francese Andrè Cayatte, di denuncia contro la pena di morte, che, al di là del tema, sempre attuale, cito, per contrapposizione ad un ugualmente valido "siamo tutti innocenti", che a me preme in questo momento illustrare. "Innocente", viene dal latino "in", "senza" e "nocens", "dannoso", quindi vuol dire, che non nuoce, non arreca danno. Noi più che al danno pensiamo alla colpa. Si è innocenti se si è esenti da colpa. L'eventuale danno è valutato a parte. Lo stato di innocenza è innato nell'uomo. Alcune religioni e la cristiana in particolare, affermano invece che l'uomo nasce già con una colpa, quella del peccato originale, commesso dal nostro progenitore Adamo, trasgredendo al volere di Dio. Da questa colpa bisogna purificarsi, pena la dannazione dell'anima. Nel racconto biblico, la vera peccatrice è Eva che s

ESEGESI

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Esegesi è parola di lusso, vietato usarla di lunedì, ché gli animi sono già esacerbati per conto loro, occorre che sia di domenica o di giorno festivo. Come un abito nuovo, che si indossa le prime volte alle occasioni riguardevoli e bisogna stare attenti a non farlo sciupare. Bisogna poi dire che non è una parola alla portata di tutti. "Ne ultra sutor" ecc. Se io mi permetto, modestamente, è perché ho ottenuto un permesso speciale dai detentori della licenza, con la raccomandazione di farne un uso discreto, accorto e limitato. Se ne abuso, il permesso mi verrà ritirato. Castello di Federico II, Castel del Monte (BT) - 2011 In realtà si tratta, ma non ditelo, perché è un segreto, di un incarico sotto copertura affidatomi dai crusconi, per scoprire parole insolite, dal significato ambiguo, da interpretare con un po' di fantasia e tanto buon umore, alla guisa dei fondatori del XVI secolo. Il patentino che mi hanno dato, per essere ammesso in certi ambienti riservati,

APOTROPAICO

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Tra i difetti che un uomo può avere, a parte i vizi che sono sempre da rifuggire, ve ne sono che si possono tollerare, anzi a volte arricchiscono la personalità del soggetto, rendendolo più simpatico, sia perché la perfezione - se esistesse - non sarebbe sopportabile, ma soprattutto per il fatto che ci fanno vedere l'amico, il conoscente o il personaggio, sotto una luce diversa, più umana, scoprendone le piccole debolezze di ogni giorno. Più volte ho parlato del mio amico Alfredo, eccezionale per molti motivi, tetragono nelle sue convinzioni, cacciatore eccentrico dell'inusuale, il quale aveva un simpatico difetto, consistente nel piacere della contraddizione ad oltranza e non era sempre perfettamente coerente con quanto affermava, concedendosi la libertà di dire ciò che voleva, senza vincoli di sorta, anche in aperto contrasto con le sue convinzioni. Perché il vero credente ammette delle eccezioni che a volte possono paradossalmente apportare nuova luce al credo. Quest

RESIPISCENZA

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La resipiscenza non è una rinascita, ma un risvegliarsi. Un tornare in sé, un rinsavire, un rianimarsi, riprendere i sensi, tutte espressioni che danno il senso del sollievo da una fase di stasi in cui si trovava il soggetto che si arrovellava su un problema di coscienza e si dibatteva in tribolazioni consistenti in dubbi, timori, sensi di colpa e stati depressivi, per approdare alla sponda di una serenità ritrovata, conseguente ad una di ripresa di coscienza, che prelude ad un completo ritrovamento dei valori e dei principi su cui era passato sopra senza tanti scrupoli. Prima l'animo era chiuso in un recesso, un antro dentro il quale l'essere si era rintanato, isolato, nascosto, appartato, perché confusamente consapevole di non aver agito rettamente e rimuginava pensieri di pentimento, poi, a volte all'improvviso, altre volte a seguito di un lungo processo di maturazione, è uscito all'aperto ed ha ritrovato la luce del sole. "Recedere", in latino sign

RABBUFFO

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Rabbuffo è una parola dai nobili natali, risale ai tempi della formazione della lingua italiana, ed è stata usata anche da Dante nell'Inferno. Proviene dal verbo "rabbuffare" che ha un ventaglio di significati, abbastanza vicini l'uno all'altro, ma distinti, andando da "minacciare bufera", che si dice sia per indicare le condizioni del tempo che si è messo a brutto, sia per significare la minaccia che proviene da qualcuno di fare sfracelli . In questa accezione il verbo si fa derivare da "buffare", che vuol dire "soffiare", vedi per esempio il "buffo" di vento che gonfia le vele e fa fischiare le sartie. La bava di vento tanto attesa dalla ciurma stremata di un veliero, fermo da giorni per un bonaccia prolungata (Conrad insegna). Dal minacciare bufera, per effetto del vento, si passa a "scompigliare", per esempio capelli o peli, che è il secondo significato della parola. Questo tipo di scompigliatura può e

ASSIOMA

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Assioma è ciò che si ritiene degno di essere creduto vero per principio, senza bisogno di dimostrazione. E ciò per l'evidenza della cosa in sé. Questa dignità, una specie di autenticazione, deriva, o da un processo deduttivo che sta a monte e che viene messo a fondamento di una teoria, oppure, come dicevo, trova ragione in una tale evidenza, che non può essere negata. Cimitero germanico al Passo della Futa (Via degli Dei - 11 agosto 2015) Molto spesso si ragiona per assiomi; giorni fa qualcuno si lamentava per il fatto che, secondo lui, la letteratura stava morendo non di anoressia, ma di bulimia, perché oggi tutti scrivono, c'è una sovrabbondanza di scrittori e di libri che affollano le librerie, destinati tutti ad avere vita breve. Questo per lui era un dato di fatto, la cui evidenza non doveva essere supportata da nessuna prova. Quando invece tutto dipende dal metro individuale con il quale si giudicano le cose e gli avvenimenti. A parte il fatto che non vi è stat

PIEVE

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Eravamo in tre sulla collina dopo una camminata che ci aveva portato lontano, lungo boschi e pianure, poi la salita, leggera, costante ed eccoci là, tra un ciuffetto di piante, un palo mezzo storto con una lampada impolverata, spenta e un filo elettrico che pendeva a valle, ondeggiante al minimo soffio di vento. Pieve di Trebbio (MO) - 2015 La Pieve era lì, sotto gli alberi, la piccola facciata in parte coperta dalle foglie, la porta di legno mangiata dai tarli socchiusa; in alto un piccolo rosone coperto di ragnatele, sulla soglia due scalini di pietra liscia bianca consumata da chissà quanti passi di piedi e scarpe di umile gente che la domenica saliva lassù con l'abito della festa, allegra, perché sollevata dal peso del lavoro, per devozione o per il piacere di ritrovarsi tra altra gente e dare una spolveratina alle usanze tramandate dagli avi. E ristava sul sagrato dopo le funzioni, a gruppetti, per rinsaldare amicizie e conoscenze. Il campanile, quadrato, basso

PICCOLA TEMPESTA

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Piccola tempesta in un bicchiere d'acqua. Da una parte gli assertori, molti e agguerriti, del potere salvifico della lettura, con il solito armamentario di citazioni famose e meno famose, fino a quelle banali e prive di originalità, dall'altra qualche dissonante voce che dall'interno del gruppo o anche dall'esterno, forse franchi tiratori, che osano dire qualcosa in controtendenza. Artefiera, Bologna 2017 Ora se voi a quelli che si pascono di frasi tipo "la lettura cura il male peggiore dell'uomo, l'ignoranza", facendone una specie di vademecum di valore assoluto, intrinseco ed inoppugnabile, come un "vade retro Satana" o altre consimili di palese insulsaggine, che non dovrebbero inorgoglire nessun amante delle buone lettere, andate a dire che la lettura è cosa per sfigati, in quanto surclassata, oggi come oggi, da altre forme di espressione che potrebbero riempire il vuoto eventualmente lasciato dalla prima, come il cinema, che ha sub

RESIDUALE

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"Residuale" è un termine spesso usato nel linguaggio amministrativo, economico e anche scientifico (1) e pertanto potremmo fare a meno di parlarne, non fosse per il senso che comunque esso esprime, di "cosa ultima", di "ciò che rimane", del residuo di ogni cosa, che non lascia tranquilli, intriga parecchio ed allora, come nei thriller seriali, andiamo alla ricerca di quel "quid" di misterioso o comunque di irrisolto ("Cold Case") che secondo noi c'è nella parola e va cercato, scoperto ed esaminato. San Galgano, SI - 2017 Ma usciamo dalla sala autoptica, andiamo all'aperto e guardiamoci intorno. La luce del sole abbaglia. La prima cosa che viene in mente, pensando al residuale, è la fine. La luce che verrà a mancare. La clessidra rovesciata, la sabbia già passata attraverso il collo della doppia ampolla e depositata sul fondo e quella poca, in alto, che deve ancora passare. Come impiegheremo il tempo residuo? Pensieri

AMBITO

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Il fatto è molto semplice, àmbito ed ambiente derivano dallo stesso verbo latino "ambire" (da "amb", intorno e "ire", andare'), che vuol dire "girare intorno". Parlano tutt'e due di spazi, sia fisici, che ideali, più o meno circoscritti, o delimitati. Installazione di Bill Viola, Firenze 2016 L'ambito a volte si riferisce ad uno spazio fisico, come quando si dice "nell'ambito della regione", più spesso ad uno spazio ideale entro cui avvengono determinate cose, come "nell'ambito delle proprie competenze, ognuno può decidere come vuole". In alcuni casi vengono usati indifferentemente: si può dire "nell'ambito scolastico", oppure "negli ambienti scolastici", ma in molti altri si usa o l'uno o l'altro, con un significato notevolmente diverso. Come, per esempio, "'Nell'ambito e non nell'ambiente, di un discorso amoroso", oppure "non disperdere

ABISSO

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L'abisso è orrore. L'origine di questa parola, orrore, è alquanto singolare; non viene dal moto di spavento che dovrebbe provocare, ma dall'effetto epidermico che produce sulla persona che ne è presa. Proviene infatti da una radice "hars", che significa "drizzare" ed allora la parola "orrore" indica quella paura che fa "rizzare i peli, i capelli", che rende "irsuta" la pelle. Orvieto - 2017 Se pensiamo all'abisso, quel che ci viene in mente è sempre un luogo non identificato, che sprofonda vero il basso, raramente verso l'alto, di cui non si vede il fondo, di cui non sappiamo se esiste un fondo. Si tratta di un "topos", un luogo comune, mitico fin che si vuole, frutto della mente umana, la cui ideazione è strettamente legata alla terra, come il labirinto, gli inferi, l'Ade di cui si parla nei poemi omerici. Popolato di ombre, di spiriti, insondabile ed inaccessibile. Viene dalla paura del vuo

MASNADA

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Penserete, ma questo sedicente amministratore di un blog che con prosopopea ha osato chiamare Zibaldino, ad usanza di maggiori con i quali non ha nulla da spartire, si occupa solo dei disonesti? Nell'intento di tranquillizzarvi, torno sull'argomento per dire che più si fa per chiudere un discorso (anche per non annoiare troppo) e più materiale viene fuori con infinite varianti, a dimostrazione del fatto che la lingua italiana è prodiga di sfaccettature, su certi temi più che su altri, e non vorrei dire che sembra prediligere le tinte fosche a quelle più chiare. Ballerine - 2016 Sul tema delle aggregazioni fra uomini, a fini non proprio di beneficenza, abbiamo già visto i casi della c.d. "Combriccola" e proprio ieri quello della "Marmaglia", ma molte altre parole esistono per descrivere il fenomeno dell'associazione malavitosa in tutta la sua estensione. "Masnada", per esempio, si presta a fare da complemento a quanto detto a proposit

SEMBRANO CREDERCI

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Non vedo l'ora di andare al governo, diceva l'altra sera ai cronisti che lo attorniavano Salvini, con aria insolitamente ispirata, perché, spiegava, aveva l'urgenza di fare subito non so quale provvedimento contro gli immigrati. Probabilmente sta pensando di rispolverare le leggi razziali di mussoliniana memoria. Bovini (Cammino di Santiago - 2017) D'altro canto il più credibile dei forzisti, Paolo Romani, per ricucire la distanza grande che c'è tra i due alleati principali del centro-destra, Salvini e Berlusconi, diceva che tra le due formazioni vi sono differenze solo di toni, essendo poi loro d'accordo sulla sostanza di tutti i punti del programma comune solo a parole. Si vede che egli considera formali le discrepanze sull'Europa, sull'euro, sugli emigranti ed anche sulla legge Fornero. Sostanziali le convergenze sul fatto di arrivare al governo comunque. Il non mai sufficientemente lodato Luigi di Maio (o Di Mai?), dal canto suo pentastellat