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Visualizzazione dei post da marzo, 2022

GHINGHERI E PIATTINI

                                                                Oggi torna Chiara, disse Pancrazio, ammiccando verso Maurizio, intento a leggere un giornale, seduto al suo solito tavolinetto un po’ appartato e facendo contemporaneamente segno a Sebastiano, dall’altra parte del bancone, di accostarsi, per ascoltare quello che in segreto voleva dirgli, cosa che questi fece di mala voglia, guarda come si è acconciato il nostro capo, per andare a riprenderla alla stazione. Perché, gli chiese Sebastiano, poco propenso a fare pettegolezzi, che ci noti di strano? ‘Mbè, intanto si è messa la cravatta, cosa che fa solo nelle grandi occasioni, la voce di Pancrazio arrivava sussurrata all’orecchio di Sebastiano, e fece l’occhiolino all’amico per sottolineare il particolare ed inoltre si è lucidato le scarpe. Ti sembra cosa di poco conto? Mi sembra perfettamente normale, rispose quello infastidito, torna la sua ragazza ed egli vuole fare bella figura. Sì, ma in modo così pacchiano, t

ODESSA

                                                             Ho letto che un tempo i russi scendevano al sud, da San Pietroburgo, fino al Man Nero, per fare bagni. La loro meta preferita era Odessa, la perla di tutta la costa che si affaccia su quel mare, con il porto più importante della zona, e l’ampia scalinata monumentale, che, ora apprendo -- da fonte autorevole, Deaglio – essere opera dell’architetto italiano Francesco Botto, nota in tutto il mondo per la famosa scena del film “La Corazzata Potemkjn”, a sua volta reso popolare per lo sberleffo di Paolo Villaggio con in suo Fantozzi. Ora Odessa è ancora ambita, anzi contesa, da quegli stessi russi, non più come turisti graditi ospiti, ma come odiosi conquistatori. Perché è una porta aperta verso l’occidente, mentre consente agli invasori di avere il dominio sul mare e un punto dal quale l’intera Ucraina può essere invasa. Nel mio video in diretta di qualche giorno fa, video non intenzionale, ma sfuggito in rete per la mia sc

DISUGUAGLIANZE

                                                                          Ma non potrebbe parlare come dio comanda? Chiese Pancrazio da dietro al foglio che aveva in mano e stava guardando perplesso. Chi? Chiese a sua volta Maurizio, alzando lo sguardo al di sopra degli occhiali. ‘Stò Lucio/46! Prima una frase del cacchio, scritta in latino, almeno credo; che cosa c’entri con le razze e con le guerre non lo so; poi mette parole come geno…aspetta come dice…e tornò a guardare il foglio…sì, ecco: geno-tipi, il colore del dna e chissà quante altre diavolerie, per dire poi cosa? Che certi arroganti hanno fatto una scala concentrica, con la quale non so che cosa intendono fare. Passa a me, disse Maurizio, tendendo la mano verso il foglio dello scandalo, che Pancrazio gli porse lestamente ed egli lesse, corrucciato. “Razzismo e guerre 8/3/22 "Plurima fides una religio", su questa frase aggiungo la mia: "molteplicità di genotipi ma unica specie". Il sangue è sem