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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2018

ZUZZURELLONE

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Zuzzurellone è chi non si rassegna ad invecchiare e si comporta sempre come un ragazzo. Più precisamente, il giovanottone che bamboleggia come un ragazzino, con serena e colpevole incoscienza. Chi, pur avendo raggiunta la maturità, fa fatica ad assumere le conseguenti responsabilità. Come i vitelloni di Fellini, uomini non più giovanissimi, con la mentalità da fanciulli, che pensano solo al gioco, al divertimento e scansano i doveri. Festa della Balorda, MO - 2013 Non è un ritardato mentale, né sono quelli che con infelice uscita, un ministro della Repubblica ha chiamato "bamboccioni", che sarebbero i trentenni costretti a restare a casa dei genitori per l'assurda condizione economica di questa fase della nostra società che non dà il lavoro ai giovani, per prolungare quello dei vecchi. E' invece il farfallone, irresponsabile ed anche sciocco. Leggermente immaturo. La parola rende bene l'idea di una bonaria presa in giro di un atteggiamento altrimenti ri

L'ETA' DELLA RIVOLTA

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Quella del baccalà fu una delle grandi battaglie condotte da me e da mio fratello Vittorio contro il regime dittatoriale instaurato dentro la nostra famiglia dai nostri genitori e dalla zia Gina schierata dalla parte del potere per motivi istituzionali, ma spesso anche dalla nostra per complicità con i più deboli. "Verso una nuova piattaforma rivendicativa". Con M. Landini. Bologna 21-3-2015 Ci tengo a precisare che le nostre rivendicazioni non erano limitate alla richiesta di un miglior trattamento alimentare, ma si estendevano anche a questioni di principio, come la libertà, che noi rivendicavamo di uscire e di rientrare quando volevamo, andare al cinema, giocare ecc. Debbo ricordare che l'età della rivolta che tutti i ragazzi attraversano nel passaggio dall'infanzia all'adolescenza (che bella parola "adolescenza", vero? viene dal verbo latino "adolescere" che vuol dire "crescere"), per noi coincise con la fine della guer

INCONGRUENTE

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Incongruente è tutto ciò che non quadra. Esempio Salvini salvatore dell'Italia: dice di avere le ricette per tutti i problemi e di non essere di destra e amico della Le Pen. Vuole importare in Italia le "novità" di Trump. La Buongiorno, che è una persona seria, passata dal Fronte Nazionale di Fini alla Lega di Salvini, dice che il suo capo ha le idee molto chiare. Non capisco per quale motivo debba mettere a repentaglio così la sua notorietà. Aggiungerei che è incongruente anche, ciò che è del tutto improbabile, incredibile (hai presente l'asino che vola?). Bologna, Gay Pride 2013 Di Maio, ieri sera in TV si è presentato dalla Gruber, giacca e cravatta, faccia da bravo ragazzo, e parlava già da Presidente del Consiglio, sparando a raffica formulette economiche imparate a memoria, per trovare la copertura al suo libro dei sogni, ma si vedeva che non sapeva di cosa stesse parlando. La Gruber e Severgnini lo guardavano con ironica indulgenza a tenerezza. L'

IMMAGINE

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La prima cosa da capire è se l'immagine sia solo una rappresentazione visiva, non materiale della realtà, come recita una definizione, oppure possa essere anche qualcosa di materiale. Noi forse a volte confondiamo l'immagine, che è la forma esteriore di un oggetto o di una persona, con l'oggetto o con la persona di cui ci stiamo occupando. In realtà l'immagine ne è la raffigurazione, che può essere concettuale, quando avviene nella nostra mente, oppure materiale, quando viene riportata su un supporto materiale. Natura morta - F. Di Eugenio, 1965 Qui si innesta un altro problema: la realtà percepita da un artista, normalmente è trasfigurata dalla visione che egli ne ha e che tenta di riportare nell'opera d'arte, che non si preoccupa tanto di essere corrispondente, o del tutto uguale al modello, ma piuttosto di rappresentare quello che l'artista voleva esprimere con la sua interpretazione della realtà. Così per tutti; l'immagine è ciò che vediamo.

NOVELLA

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Giuseppe, quante storie meravigliose avrai sentito quel giorno che ti trovasti a percorrere con tuo figlio quella Strada Freddolina della quale ci mandasti una foto! Io rimasi incantato a sentire quel nome e vedere quella targa di indicazione stradale che ne attestava la reale esistenza. Su quella strada può ben essere passato un Boccaccio, con lo scartafaccio del suo Decamerone. Prima degli ultimi tempi, in cui dubitò del valore dei suoi scritti ed anzi temette che essi avrebbero potuto compromettere la salute della sua anima e pensò di distruggerli. Dante della Vita Nuova o Petrarca del Canzoniere. E' una via da poeti, scrittori, lunatici; anche Leopardi si sarebbe trovato bene, specie di sera, col cielo sereno, la luna e le stelle. Certo ben coperto, data la sua cagionevole salute, ma forte nello spirito, viaggiatore della mente. Nel mondo globalizzato di oggi, la novella non avrebbe uno spazio per sopravvivere. Vedo il novelliere come il viaggiatore che ha fatto molte s

APOTEOSI

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Cosa dire dell'apoteosi? E' qualcosa che a noi non accadrà mai, né avremo modo di assistere nella nostra vita ad una qualche manifestazione che ad essa possa essere avvicinata. L'apoteosi è il trionfo, la massima esplosione della maestà, e, in un primo tempo, si addiceva solo al divino. Era la divinizzazione stessa. Il processo attraverso cui un uomo veniva trasformato in divinità. Da "apo" , presso, "theos", Dio, apoteosi significa "vicino a Dio", si chiama così, quindi, ogni assunzione che porti il prescelto presso di lui. La manifestazione del divino, come apparizioni, miracoli ed altro, invece fu chiamata "teofania" o "epifania", che pressappoco significavano la stessa cosa. Via degli dei/Cima del Monte Adone (BO) - 2016 Una grande apoteosi dovette verificarsi quando dal sepolcro nel quale era stato deposto, la pesante pietra che ne chiudeva l'accesso, fu rimossa come un fuscello e da esso uscì il corpo

SCARTOFFIE

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Dicesi scartoffia qualsivoglia tipo di incartamento, sia o no tenuto da legacci, male organizzato e peggio tenuto da un impiegato poco zelante ed incapace che del suo disordine ha fatto uno stile di vita. Fogli che escono da una pila scomposta di carte, formatasi per trascuratezza del sullodato, su un tavolo, dove la polvere la fa da sovrana. Raccolte raffazzonate di documenti tenuti alla rinfusa (idem c.s.), su scansie, "etagere", e dimenticatoi vari, dove si consuma il loro destino triste di ingiallire inutilmente. Scartoffie - 2015 Una volta si diceva anche "cartoffie", ma la "s" iniziale dà una forza inusitata al termine che, derivando da "carta", vuole scherzosamente dileggiare chi della carta si pasce, come un uccello rapace nel suo nido pieno di piume delle ultime prede semidivorate. C'è tutto il senso dell'inutilità, della confusione, dell'affastellamento disordinato degli incartamenti burocratici, dove solo un Azzaccag

EMPATIA

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Dov'era l'empatia quando noi eravamo ragazzi? Perché non ne abbiamo mai sentito parlare? Simpatia, era al più. Compassione, per quelli che stavano peggio di noi. Ma non lo era poi tanto. Empatia, una parola così bella, misteriosa, quasi ambigua, così poco capita. Entrare nei dolori degli altri, prendere su di sé il cruccio che li arrovella. Gesù si fece carico di tutti i peccati del mondo. E volle scontarli per tutti, con pene atroci. Senza titolo - 2017 "En", dentro, "pathos", sentimento, empatia vuol dire capacità di comprendere i sentimenti altrui, senza e prima che vengano esteriorizzati. "Mettersi nei panni" è un modo di dire poco simpatico, oltreché, a mio parere, riduttivo, in ogni caso poco igienico. Entrare nella sfera spirituale di una persona, non è come indossare la sua camicia o le sue mutande. Si passa dalla cosa più eterea a quella più materiale. Un lavacro dell'anima non è come un lavaggio di panni sporchi. Ma si può parl

INVERNO

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Lo scoiattolo è tornato a farsi vedere sui rami dell'olmo, indotto ad interrompere il suo sonno invernale dalla temperatura mite di questo gennaio un po' zoppicante. Quasi non ci crede. Leo alla Torre di Mezzo (ecovillaggio) - 2016 Secondo me si rende conto anche lui dell'anomalia, perché sembra sbalordito, più che sorpreso. Un po' arruffato come uno che si è alzato da poco e di mala voglia; si guarda intorno e sfila una corsa, un po' incerta ; non sa dove andare: l'albero è spoglio e quasi non lo riconosce. Di colpo si ferma, perplesso. Torna sui suoi passi. Poi, cauto si appallottola nell'incavo tra due rami e quasi non si vede più, mimetizzato nel bruno della corteccia. Immobile, per minuti. Più lunghi, che secondo le sue abitudini. E quando riparte, è, questa volta, per saltare oltre l'ultimo stecco dell'olmo, sul braccio teso di un pino, di corsa, lungo il tronco rugoso, la testa in giù come la punta di una freccia, la coda in aria, a

RESILIENTE

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"Come dici, residente ?" "No, ho detto re-si-lie-nte " (con lo spelling). "Ahh! Ho capito, resistente , vero?" "Ancora non ci siamo, ma ci stiamo avvicinando. Devi sapere che questa parola deriva dal latino resiliens , che al genitivo è resilientis , dal verbo resilire, che in quella lingua significava rimbalzare ". "Quindi allora stai parlando di una palla?" "La palla sei tu che non vuoi capire. Sto parlando di una parola molto importante, anche se in letteratura non se ne trovano molte tracce; ma di recente (relativamente, sai in queste cose tutto è relativo), se ne sente parlare sempre più spesso". "Rimbalzare, perché rimbalzare? Che c'entra?" "Resiliente significava all'origine che resisteva agli urti e si diceva soprattutto a proposito dei metalli; anzi c'era un metodo per individuare il coefficiente di resistenza di ogni metallo alle sollecitazioni violente. Dopo è passata a signif

TURBOLENZA

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Sulle turbolenze che si possono incontrare viaggiando in aereo, chiunque di voi potrà dire molto più di me, che non sono uno che si sposta in aereo. So solo che alcune volte può essere un'esperienza da non dimenticare, tant'è violenta. Ho letto che una volta, in un viaggio di linea Europa-Canada, mentre l'aereo sorvolava l'Alaska, ha incontrato una turbolenza che ha sballottato i passeggeri lungo tutta la carlinga ed una donna è stata vista addirittura volare verso il soffitto. Molti sono finiti in ospedale. Bagagli e stoviglie in pezzi. Il fiume Arno visto dal ponte di Santa Trinita un giorno che c'era molta acqua. Turbolenta. (Firenze - 2016) Quindi non vi parlerò di turbolenze nel cielo, ma solo di quelle che si possono incontrare a terra, con i piedi ben attaccati al suolo. Comincio col dire che la parola "turbolenza" deriva da "turbine", che a sua volta viene dal latino "turbo-inis", "vortice", che nella sua for

TEOLOGIA secondo Lucio e Bruno

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secondo Lucio Pensiero della buonanotte: ma si può ammettere che la teologia sia una scienza o comunque una disciplina? (in realtà le teologie sono varie) Tenuto conto del concetto che la teologia stessa ha di DIO e relativi attributi, è pensabile che EGLI sia assogettabile ad una qualunque specifica metodologia di studio che non sia una mera serie di invenzioni intellettuali? Io credo che la filosofia tratti l'argomento con un più consono aproccio intellettuale. (è solo il mio criticabile pensiero di persona comune). GRADISCO CRITICHE ED OSSERVAZIONI BEN FONDATE, aiutano a chiarire a se stessi la fondatezza proprio pensiero. Su questo argomento ho il dente avvelenato perchè si preferisce credere alle favole che ci continuano a raccontare anche a maghi e fattucchiere, guaritori, miracoli e altro anzichè cercare faticosamente la vera conoscenza attraverso lo studio, la ricerca, un gravoso ed accurato lavoro intellettuale di colui che non accetta di credere per fede a chi procl

PAROLE IN PRESTITO

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Sempre più spesso capita di trovare parole nella lingua italiana che sono estrapolate da altre lingue, in funzioni diverse, di sostituzione di termini esistenti nella nostra lingua, ma non del tutto equivalenti, o di vere e proprie nuove acquisizioni, perché non esisteva da noi un termine per esprimere il loro significato. Si parla in questi casi di parole in prestito o di calco semantico. Si ha un calco semantico quando una parola viene ricalcata da una parola straniera, con lo stesso significato (es. computer) o con un significato diverso, (es. "realizzare" nel senso di capire, che deriva dall'inglese "to realize"). La parola in italiano era già esistente, con un significato leggermente diverso, "rendere reale", "conseguire", (es. realizzare un guadagno), ma qui il significato è quello che la parola presa in prestito ha nella propria lingua (realizzare come rendersi conto, accorgersi). A proposito di questo verbo, è stato rilevato

FLAGRANZA

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Al contrario di quando, anche di fronte a fatti eclatanti, non si trova il colpevole di una qualunque azione delittuosa, cosa che possiamo vedere come un'assenza, una vacanza, nel senso del "vacuum", il vuoto nel quale si trovano le forze dell'ordine, ed è giocoforza procedere contro ignoti, la flagranza è una presenza: essa si verifica quando c'è contestualità tra l'azione delittuosa e la sua scoperta. Non vi sono dubbi su chi sia il colpevole, che viene trovato, come si suol dire, con le mani nel sacco. Subito smascherato, in senso figurato, anche quando non indossa nessuna maschera, individuato, arrestato sul posto e dato in pasto alla pubblica opinione. Con conferenze stampa degli organi di polizia che giustamente si attribuiscono il merito di aver agito con immediatezza. Campo eolico con incendio (Cocullo, AQ - 2014) Negli Stati Uniti d'America, dove molti sono orgogliosamente nostalgici della mitica Colt del colonnello Bill Cody, si parla in

PERSPICACE

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A volte da un solo sguardo puoi capire quanto perspicace sia il tuo interlocutore: vedi una luce nei suoi occhi che non c'è di solito negli occhi degli altri. E' un luogo comune dire che gli occhi sono lo specchio dell'anima. Ma questo si può dire anche di alcuni animali dei quali è quantomeno dubbio che possano avere un'anima. E' chiaro che non sto parlando dell'anima sul tipo di quella che hanno gli uomini, che come sappiamo gode del privilegio di essere immortale ed è destinata ad andare o all'inferno o al Paradiso (attualmente sembra che la strada per il Purgatorio sia inagibile), ma di quella cosa che alcuni chiamano istinto, o intuito, o intelligenza: lo sguardo dei cani a volte sembra voler comunicare sentimenti, come affetto, comprensione, gioia o dolore, ma poi ti accorgi che è fisso e si perde nel vuoto. Ponte famoso di Comacchio - 2017 Per quanto riguarda gli uomini, invece, è certo che dagli occhi e dallo sguardo puoi capire se uno è

SIMULACRO

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Chissà perché, a me delle parole quello che interessa di più, di solito, non è il primo significato, quello che nei dizionari viene dato come definizione del vocabolo, ma il secondo, o magari l'ultimo, quello che nessuno prenderebbe in considerazione, specie in sede di traduzione da una lingua all'altra. Opera esposta al MAMBO, con fantasma (BO) - 2017 Il simulacro, nell'antichità era una statua, che di solito rappresentava una divinità. Deriva dal latino "simula" - "crum". Simula viene dal verbo simulare, nel senso di rappresentare e crum è un suffisso che serve a formare parole che indicano oggetti- strumenti o luoghi (per es. "Lavacrum" che era una vasca da bagno, ma anche un bagno purificatore – quindi anche in senso figurato) . Noi oggi per simulare intendiamo fingere, come simulare una malattia, simulare di aver capito anche se non abbiamo capito niente. Ma in fin dei conti non è lontano dal rappresentare una persona o una cosa, fing

UBERTA'

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Il simbolo più bello viene da una parola antica "uber", che in origine significava mammella e quindi tout-court fertilità. Fertilità della donna, della prole, dei campi e della mente umana. Cosa si può chiedere di più ad una parola? Se si parla di mente, si dice anche lingua, del parlare ed ecco allora che da fecondo si passa a facondo, vocabolo che oltre alla capacità di esprimersi, vuole evidenziare la ricchezza dell'eloquio, la proprietà del linguaggio, l'abbondanza di idee e di parole di cui chi parla è dotato. Al contrario la difficoltà di parlare, di trovare le parole si chiama "infacondia", come la sterilità della terra è l'infecondità. Opera esposta al MAMBO (BO) - 2017 Fertilità della mente facondità della lingua. "Facundus", in latino, da "fari", parlare, (più "cundus" suffisso), dalla cui radice "fa" derivano anche "affabile", "affabulare", ed infine la dolce "favella&qu

CODARDO

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Codardo, vile, vigliacco, pusillanime, sono termini che servono per indicare una cosa sola, chi ha paura, ma hanno origine diversa. Codardo viene dal latino "cauda", coda ed ha un doppio senso; con riferimento ad alcuni animali che hanno la coda abbassata quando temono di essere aggrediti, il codardo è colui che fugge con la coda tra le gambe. Ma il vocabolo "coda" indica anche la parte terminale di uno schieramento; ecco allora che il codardo può essere chi si nasconde tra le ultime file, di un esercito, di una folla in sommossa, di una rappresentanza eletta a trattare ecc. Opera esposta ad Artefiera (BO) - 2017 E' l'epiteto più infamante che possa essere attribuito ad una persona. Nel diritto penale militare il reato di codardia era punito anche con la pena capitale. Vile e vigliacco derivano dal latino "vilis", con il senso di cosa di poco valore ed infatti, in principio, era riferito alle cose, agli oggetti materiali, comprati a poco pr

PALINGENESI

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Vi sono parole che incutono timore reverenziale, tanto sono paludate. Una è palingenesi che odora subito di incenso e fa pensare al chiuso di una chiesa, sempre un pochino lugubre. Ma non lasciatevi prendere dal senso di fastidio, perché non è di questo che voglio parlarvi. L'etimologia della parola è delle più semplici: viene da "palin" che vuol dire "di nuovo" e "genesis" "nascita", origine, che quindi significa "rinascita". "Genesis" proviene dal verbo greco "gennào", genero, creo e da esso viene anche "gente", la moltitudine dei "creati". Come tutti sapete è il primo libro della Bibbia, che si chiama così perché parla della creazione del mondo; in ebraico "Berescit", "In principio", che secondo l'uso ebraico, sono le prime parole del libro. Rinascita è una parola impegnativa. Banalizzando, si potrebbe dire che siamo di fronte al tema ricorrente del nuovo inizio,

SOGGEZIONE-SUGGESTIONE

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Di fronte a tanta ridondanza di parole, talvolta una più bella dell'altra, per dire la stessa cosa con sfumature diverse, tanto che c'è l'imbarazzo nella scelta per dire il più esattamente possibile ciò che proviamo dentro, poi a volte, capita di trovarsi a corto di termini, come in una strettoia, al punto che dobbiamo servirci di parole quasi uguali per dire cose anche molto diverse fra loro. Fonti (Cascate del Dardagna, MO) - 2017 Non sto scoprendo l'acqua calda, lo so, se dico che scambiando anche una sola lettera, vocale o consonante in una stessa parola, alcune volte si ottengono due significati diversi che nulla hanno a che fare l'uno con l'altro. Come in "facondo" - "fecondo"; oppure "fragranza" - "flagranza". Così non è però per "soggezione" - "suggestione", due parole di significato cristallino come acqua di montagna, che sgorga da due sorgenti diverse ma vicine e scende lungo il crina

INTRIGANTE

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Non so se ci avete fatto caso, ma noi, gira gira, stiamo sempre a parlare delle stesse cose. Smargiassi, violenti, farabutti, presuntuosi della peggiore specie, sbruffoni, burberi, protervi e reprobi. Ma si salverà qualcuno? L'intrigo - 2017 Ecco adesso che vien fuori un intrigante. Non che sia meglio degli altri. L'intrigante intriga, è dedito agli intrighi. Gli inganni, le trame nascoste, i complotti e le malefatte. Anche lui, quindi, da prendere con le pinze. Tipo poco raccomandabile, infido, mano lesta e cervello scaltro, che si ficca dappertutto, soprattutto in questioni che non lo riguardano, per il solo gusto di intorbidare le acque, insinuante e mutevole, un camaleonte sempre in attesa dell'occasione di colpire. L'intrigo è l'intreccio di una trama a fini delinquenziali. Intrigo, trama, briga. La briga è anch'essa una questione intricata, fastidiosa, difficile da risolvere. Da briga deriva brigante colui che sta in mezzo alle brighe. In origin

COMBRICCOLA

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La combriccola è un termine che fa "pendant" con briccone. E sembra che in origine abbia preso il nome proprio da "con" più "bricconi", con-venticola di bricconi. Un'associazione a delinquere. Un'accolita di personaggi equivoci per fini di malaffare. Cammino di Santiago (Spagna) - 2016 Ma per quanto si faccia a vederla così, il suono stesso della parola sembra smentire una definizione così severa. Già "bricconi", oggi sembra da commedia, ma non ci può essere tanto di torbido in una parola come combriccola, che a pronunciarla sembra piuttosto bizzarra, ma chiara, innocua, fa pensare più ad uno scherzo, che ad un malaffare; se mai si deve pensar male, tutt'al più si può immaginare una compagnia di mattacchioni, una congrega di burloni, di quelli che commettono delle azioni non proprio lodevoli, a metà strada tra la legalità e l'illecito, ma sempre per burla, anche se portata al limite dell'accettabile. Ricordate &q

SBRUFFONE

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Lo sbruffone è come lo smargiasso, lo spaccone; un presuntuoso pretestuoso, millantatore e mitomane; ha tutte le qualità negative del tipo che presume di sé senza avere alcuna capacità che possa distinguerlo in qualche modo. Fanfarone e vanaglorioso. Nella maggior parte dei casi, intimamente convinto anche se inconsapevole, come quasi tutti gli sciocchi; talvolta per necessità, vale a dire per nascondere una timidezza patologica di carattere che lo affligge e lo umilia. Siamo di fronte al solito spettacolo di una lingua troppo ricca di vocaboli per essere essenziale. Qui la proliferazione dei sinonimi è veramente straripante. Ed ognuno aggiunge un connotato, un particolare, una colorazione che gli altri non hanno. Sbruffone viene da sbruffare, che è il moto, di solito involontario, ma a volte voluto, di emettere a sbruffo, cioè spargendo intorno, un liquido, o anche soffiando a forza l'aria, producendo un rumore caratteristico. Ciò avviene con lo starnuto, oppure con uno sc

BALDANZA

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Racconto burocratico (che riguarda il potere o strapotere dell'ufficio), estrapolato da una storia vera di cui non si conosce la fine. - Collega, dove vai con tanta baldanza? - - Ma che ti baldanza! Sono incazzato nero. Vado a dirne quattro al capoufficio, che crede di avere a che fare con uno stupido. All'ultima tornata, ha promosso te che sei arrivato dopo di me e non hai certo meritato di più (per non dire che non hai fatto niente), mentre si è dimenticato del tutto di quello che ho fatto io nel frattempo. - Suvvia… - Ma fammi il piacere... - Guarda che quello potrebbe non gradire. - Sai che me ne frega... Si avvia a passo svelto e svolta dietro l'angolo. Bussa alla porta del capoufficio. Dopo cinque minuti si sente sbattere una porta. Fine del racconto ma non della storia. La baldanza può essere un atteggiamento eccessivo e talvolta mal indirizzato; eccessivo per ottimismo e coraggio, sprecati se impiegati in cause pretestuose. Nella maggior parte dei