SCONCERTO

 

 

                                                                                

Tanto va l’idea del concerto nel verso del buono e del giusto, (l’andare tutti insieme in una direzione ed in armonia, ognuno con il suo proprio ruolo, ovunque occorra per la realizzazione di un fine, che in musica è il Concerto, nella vita la costruzione di una casa comune), nello stesso modo, di più forse, va il senso dello sconcerto come idea di smarrimento, di perdita di ogni cosa, a cominciare dalla linea che tutti dovremmo tenere, per far sì che la vita valga qualcosa.

 

Hai ragione, diceva Pancrazio all’agente della tributaria, il quale era entrato nel bar, per un caffè (una scusa per indagare sul comportamento di Sebastiano come contribuente), voi le tasse le dovete chiedere a chi le paga già le tasse, perché a chi non le paga, che cazzo gliele chiedete a fare – se in partenza sapete che non le pagano?

Il giorno dopo questa conversazione, la saracinesca del ber rimase abbassata: “Chiuso per inventario” diceva il cartello che Sebastiano aveva apposto alla grata.

Se almeno avessi capito che talvolta è meglio rimanere con la bocca chiusa…bofonchiava, specie quando la cosa non ti riguarda.

Che ne potevo sapere, protestava Pancrazio che da tre anni non facevi nemmeno la denuncia? Comunque ti aiuteremo a rimetterti dalla mazzata…

E soprattutto, anche se il bar rimane provvisoriamente chiuso, interferì Maurizio, la nostra Accademia non chiude mai. Noi da domani saremo al lavoro e tu Pancrazio non fare finta di aver lasciato la cartella a casa, capito?

 

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