AZZECCARE
Questa parola, esordì un Maurizio particolarmente in forma (non dormiva), dall’origine sicuramente dialettale, con una varietà di significati diversi, è entrata nell’uso della lingua a tutti gli effetti e può vantare una larga diffusione, per merito di alcune circostanze che l’hanno resa famosa, ancorché umoristica, a cominciare da quell’Azzeccagarbugli di manzoniana memoria, a seguitare con l’andreottiana uscita: “a dir male, è peccato, ma spesso ci si azzecca) e terminare, ma solo provvisoriamente con il “Ma che ci azzecca?” del molisano Antonio Di Pietro, ex magistrato del team di Mani Pulite. Noi non abbiamo intenzione di procedere ad un approfondito esame dei diversi sensi che il verbo assume a seconda dell’uso che se ne fa e del luogo dove l’uso avviene, ma ci limiteremo ad accennare soltanto a quello generico, a noi più vicino per il territorio...