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RICORDO

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La vita non è se non una lunga narrazione: in ogni momento della nostra esistenza siamo immersi in una storia di cui qualcuno conserverà memoria per farne il racconto. Secondo lo scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez, la vita vera non è la vita, ma il ricordo di essa, per come viene raccontata. Siamo nel pieno di quella concezione che non distingue più la realtà dalla fantasia. E' una full immersion nella finzione. Che cos'è il ricordo? La memoria conservata di un avvenimento, di una persona, di una cosa che a tratti ci torna in mente. Può essere bello o brutto, affascinante o spaventoso, ma è nostro "appartiene" a noi. Esistono ricordi condivisi con il ricordo di altre persone, ma allora ognuno ha in mente un particolare che l'altro non ha e ciò fa la differenza. Cammino di Santiago Portoghese (Senda Litoral) - 2018 Diversamente dal sogno, che è sempre individuale, il ricordo può essere collettivo può costituire la memoria di un popolo. Il ricordo ...

FREGOLA

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E chi non ha avuto almeno una volta una fregola nella vita? Io ne ho avute molte. Fregola come frenesia, una voglia smaniosa di qualcosa che al momento è irraggiungibile. "Fregola" viene da "fregare", nel senso di "strofinare" e si riferiva all'origine all'abitudine che hanno le femmine di alcuni pesci, soprattutto d'acqua dolce, di strofinarsi sulle pietre del fondale, nel momento dell'eccitazione sessuale, per depositare le uova, che vengono fecondate dal maschio. Diorama, 2013 Quindi si tratta di uno strofinare tipico di quella forma di smania data dalla voglia sessuale. In un primo tempo solo degli animali in calore; successivamente anche degli umani, con una larga accezione non più limitata all'ambito dell'attività sessuale, ma estesa a tutti i campi della bramosia, anche se a me sembra che anche in questi casi resti nella parola una allusione a quel significato originario, che per essere quello più sentito dagli uom...

BATTERE LA FIACCA

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So cos’è la fiacca, per averla provata. E’ una totale mancanza di energia, che ti impedisce di fare qualsiasi cosa e che ti fa trovare piacere nell’inerzia, uno stato di semi-coscienza, spensierata e deresponsabilizzata. L’espressione gergale  "battere la fiacca", originata, dicono, in ambiente militaresco, da caserma e disseminata lungo lo stivale dall'esercito piemontese mano mano che l'unificazione procedeva verso sud, invece allude a quella speciale attitudine di alcuni soggetti, di cui sembra che tutti gli eserciti siano in buon numero dotati, così detti scansafatiche, che artatamente, di fronte ad un lavoro da svolgere, accampano malanni e debolezze fisiche, allo scopo precipuo di evitare di impegnarsi e lasciare che il lavoro venga fatto dai commilitoni di buona volontà. Perché si dice  "battere" la fiacca? Semplice, è un controsenso; negli stessi ambienti militari il "silenzio" non si "suona"? Così la fiacca si "batte...

TUTTA COLPA DI BERLUSCONI

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Chi poteva immaginare che avremmo rimpianto Berlusconi? Con tutto quello che abbiamo sofferto, durante il lungo periodo del suo predominio, quando abbiamo dovuto sopportare leggi ad personam, un Parlamento disposto a votare che la notte era il giorno (e Ruby nipote di Mubarack); ci troviamo oggi a dover ammettere che dopo tutto quello non era il male assoluto, perché il male assoluto non esiste, c'è sempre un livello più basso al quale accedere rispetto a quello che prima ci era parso il peggio del peggio. Franco Angeli, Corteo (1968) presso Palazzo Strozzi, FI - 2018 D'altro canto, se la politica italiana oggi è ridotta come è ridotta il merito è del sullodato Berlusconi che con il suo strapotere, ha aperto le porte ad una valanga di mala politica e populismo. Ed anche l'attuale "irresistibile ascesa" di un personaggio come Salvini la dobbiamo a lui che nel suo "canto del cigno" (con il quale ci ha regalato l'ultima sua mirabolante invenzio...

DISCRIMINARE

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Chi mi ha seguito fino all'ultimo post da me pubblicato, sa che io non amo i motti. Sono secondo me quelle frasi che cercano di condensare in poche parole un patrimonio di saggezza, che vengono proposte come il vertice dell'acume umano, oltre il quale non si può andare. E molti corrono ad ornarsene, facendole proprie per elezione. Ne esistono raccolte a non finire che in massima parte ripetono cose già risapute e scontate o assiomi di assoluta banalità. Pochissimi di questi "preziosi suggerimenti", sono veramente illuminanti, tali cioè da aprirti davanti agli occhi una nuova via, oltre il risaputo, facendoti notare un aspetto che tu non avevi considerato e sul quale vale la pena di soffermarsi a pensare. Fiera di S. Orso, Aosta 2016 Ho proposto su questa scia il mio "il dubbio è il nutrimento dell’anima", frase che molti possono ritenere blasfema, ma che in realtà è solo una banale affermazione di una cosa molto discutibile. Con l'aggravant...

DUBBIO

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Sul dubbio se ne son dette tante, da parte di eccellenti pensatori e scrittori, che cedo alla tentazione anch'io proponendovi una espressione forte, che potrebbe rientrare tra quelle detestabili da scegliere come motto: il dubbio è il nutrimento dell'anima . E guardate che ho detto anima e non animo, quindi navighiamo proprio nelle acque di quella laguna che, avendo a che fare con la coscienza, è più materia da confessionale che non da blogger da strapazzo. Sito della strage di Sabbiuno (BO) - 2015 Escluso però ogni riferimento fideistico, proviamo a ragionare su quanto affermato. A mio parere il vero credente è quello assalito in ogni momento dal dubbio, perché ciò vuol dire che il suo spirito si pone delle domande. Mentre chi dice di credere e basta, ha uno spirito che riposa tranquillamente e non vuole sapere altro; la sua forza in realtà è una debolezza . Egli ha paura di dubitare. Traggo dal Dizionario etimologico on line la seguente definizione: " stato d’...

CARO GIUSEPPE

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Da meno di un anno abbiamo iniziato insieme questa "scampagnata" e quello che abbiamo già fatto, per la nostra gioia interiore e il passatempo di quanti, "desocupadi lectores", hanno avuto la bontà di seguirci, mi induce a fare alcune considerazioni, non per un gusto encomiastico che tra noi sarebbe sprecato, ma per valutare l'entità del nostro lavoro e quella che secondo me è la riuscita dell'intento che ci eravamo proposti. Abbiamo superato quota 200.  Duecento post in otto, nove mesi che, magari sono niente, ma a me sembrano tanti. "Coltivare nuove terre", presso ecovillaggio Torre di Mezzo, Montecuccoli, PO - 2017 Il primo obiettivo era quello di ritrovarci completamente e finalmente parlare, parlare per dirci tutto quello che non ci siamo detti in lunghi anni. Questo mi sembra che sia stato raggiunto in pieno. Il secondo, il terzo il quarto, erano quelli di saggiare la nostra capacità di lavorare insieme, io con le parole, tu con ...