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BALDANZA

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Racconto burocratico (che riguarda il potere o strapotere dell'ufficio), estrapolato da una storia vera di cui non si conosce la fine. - Collega, dove vai con tanta baldanza? - - Ma che ti baldanza! Sono incazzato nero. Vado a dirne quattro al capoufficio, che crede di avere a che fare con uno stupido. All'ultima tornata, ha promosso te che sei arrivato dopo di me e non hai certo meritato di più (per non dire che non hai fatto niente), mentre si è dimenticato del tutto di quello che ho fatto io nel frattempo. - Suvvia… - Ma fammi il piacere... - Guarda che quello potrebbe non gradire. - Sai che me ne frega... Si avvia a passo svelto e svolta dietro l'angolo. Bussa alla porta del capoufficio. Dopo cinque minuti si sente sbattere una porta. Fine del racconto ma non della storia. La baldanza può essere un atteggiamento eccessivo e talvolta mal indirizzato; eccessivo per ottimismo e coraggio, sprecati se impiegati in cause pretestuose. Nella maggior parte dei...

LAVAGNA

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ESATTAMENTE 1 ANNO FA 7 gennaio 2017 alle ore 10:11 LAVAGNA a tutte le maestre La lavagna è un corredo indispensabile per le aule scolastiche; serve agli insegnanti per spiegare le lezioni, meglio illustrandole con disegni, parole, cifre e agli alunni quando vengono interrogati e sotto tortura costretti a mostrare sulla lavagna il ricavato da quello che si è appreso. Per questo Galileo Galilei la chiamava anche "pietra di paragone dei cervelli". Infatti di pietra si tratta; una pietra di colore quasi nero, che trattata e levigata, serve appunto per scriverci sopra. E' quasi certo che il suo nome derivi da "lava", il materiale che fuoriesce dai vulcani, durante le eruzioni. Di questa pietra si trova una grande quantità sulla riviera ligure, nei pressi di Genova, specialmente a Lavagna, comune di ca, 12.000 abitanti, che da essa prende nome. La solfatara di Pozzuoli - 2012 Se mi consentite una facezia, a me piace pensare che "lavagna" po...

GIUSTACUORE

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Nel primo pomeriggio di un giorno di febbraio insolitamente tiepido del 1756, messier Francois-Marie Arouet, in arte e scienza Voltaire, era diretto a passo lento alla sede dell'accademia dove un gruppo di illuministi si riunivano per discutere degli argomenti da includere nella "Encyclopedie", che essi stavano compilando sotto la direzione di Denis Diderot. Giustacuore Indossava una giacca lunga che gli arrivava al ginocchio, stretta in vita e ben attillata, elegante ma comoda, con ampi risvolti alle maniche e decorazioni sulle tasche e sul collo. Si sentiva a suo agio e, pensando a quello che lo attendeva di lì a poco, si compiaceva di quella bella atmosfera di collaborazione che si era creata tra gli intellettuali, la maggior parte parigini e qualche straniero, riuniti intorno a quel compito grandioso di fare la prima grande opera monumentale che avrebbe dovuto raccogliere tutto il sapere del mondo. Esposto non più con gli occhi bendati da tradizionalismi, preg...

CIMENTO

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Cimentarsi in qualcosa vuol dire mettersi alla prova. Tutti i giorni noi ci cimentiamo in vari modi, confrontandoci con la realtà. E' "Il Mestiere di Vivere" come ha documentato per più di quindici anni lo scrittore Cesare Pavese, annotando nel suo diario pensieri, fatti, sensazioni della sua vita, una prova continua, finita tragicamente in un albergo di Torino nel quale un giorno decise di farla finita. Ma il cimento è una sfida, un pericolo, un mettersi in gioco, un tentare, un atto volontario che richiede coraggio e prestanza fisica. Pensare che la parola deriva dal "caementum" latino che vuol dire "cemento", il che farebbe pensare ad una prova di forza dura come il cemento, ma non è così. Nel cimento è l'oro - Leonardo L'origine di essa non è nella durezza del cemento, ma nel richiamo al "mettere alla prova" e torniamo a bomba. Il cimento, nel medioevo, al tempo degli alchimisti, era una miscela di sali che si usava per ...

EPIFANIA

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Ora sono giunti davanti alla capanna; si guardano intorno: lungo il cammino hanno chiesto informazioni ad alcuni passanti, e tutti hanno indicato quella capanna come la fine del loro viaggio. Importante ora è riscontrare i segni. A scanso di equivoci. La stella brilla e sembra puntare proprio qui, anche se, con le prime luci dell'alba, comincia a sbiadire e si vede e non si vede. Uno di loro è sceso dal cammello ed ha preso dalla sacca alcune carte che si mette a compulsare alacremente alla luce delle sbiadite stelle. Poi estrae da una sacca laterale uno strano strumento a forma di ampolla doppia, forse una clessidra e guarda attentamente dentro al vetro, per controllare il livello della sabbia lungo l'asta graduata. "Ci siamo" - dice ai suoi compagni - "Il posto è questo. Ma l'alambicco (volevo dire l'almanacco) dice che siamo con un giorno di anticipo. Che si fa? Entriamo, o torniamo domani?" "Sì, domani!" - risponde uno degli altri...

BURBANZA

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Le parole che finiscono in -anza, in italiano sono molte ed alcune sono quelle che usiamo più spesso ed hanno oltre ad un suono accattivante, a volte sontuoso, un vasto raggio di azione e si pronunciano con piacere. Burbanza... Burbanza, per altri versi appartenente a pieno titolo al novero di esse, non viene invece usata con frequenza, avendo un significato specifico, anche se pregnante e ricco di senso. L'origine della parola è incerta ed è inutile fare ipotesi sui probabili antenati di essa, ma sembra che non si possa negare un suo legame con "burbero" che, ancorché anch'essa figlia di padre ignoto, ha però una tradizione di maggior peso, per via della fama che un'azzeccatissima commedia del Goldoni le ha impresso, col delinearne il carattere principale, in sé complesso, reso invece magistralmente dal grande commediografo di una semplicità unica con l'espressione che è anche il titolo della commedia in discorso, di "burbero benefico". Il b...

NUMINOSO

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Numinoso è un termine coniato artificialmente, non ha origini antiche, ma si fonda su un "numen" latino che denotava il Dio dell'antichità, il Nume, essere superiore che governava i destini dell'uomo. E' stato usato per la prima volta dal teologo tedesco Rudolf Otto nel 1917, mentre nel mondo infuriava la Grande Guerra e penso non a caso, in quanto, egli nella sua opera "Il Sacro", con la quale intendeva individuare la radice del senso di religiosità secondo lui insita nell'umanità, nella preminenza di questo Essere che affascina e terrifica nello stesso tempo, indirettamente forse cercava di reagire al massacro di uomini e agli orrori della guerra, portando alla luce uno dei punti più irrisolti delle varie teorie religiose, il contrasto fra il bene e il male e la presenza o assenza di un Dio misericordioso che non si cura delle immani catastrofi che affliggono le sue creature. Numen, originariamente significava "cenno del capo" e questo ...