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Visualizzazione dei post con l'etichetta fantasma

CI SONO PIU' STELLE IN CIELO

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AMLETO, Atto 1°, scena V. Poco dopo mezzanotte sulla piattaforma della torre del castello del re di Danimarca. Amleto ha avuto il colloquio rivelatore con il fantasma del padre ed ora è insieme ad Orazio e Marcello che lo interrogano sull'accaduto. Orazio è un razionalista, l'apparizione di un fantasma per lui è una cosa strana, alla quale non si può credere. Marcello crede alle rivelazioni dello spettro "C’è del marcio in Danimarca", affermerà in altra occasione. Rocket, Meteor, and Milky Way over Thailand Copyright: Matipon Tangmatitham Amleto ha un approccio più possibilista, egli è un credente e dice che andrà a pregare. Poi, di fronte allo scetticismo dell'amico, pronuncia le famose parole che formeranno uno degli aforismi più celebri della letteratura mondiale: "Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio di quante ne possa sognare la tua filosofia". La frase non richiede contraddittorio. In sé è vera ed indiscutibile. Con la nostra ra...

STUPENDO

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Quando ci troviamo di fronte a qualcosa di stupendo, diventiamo stupidi. Stupendo è gerundivo di stupire e significa che quello che stiamo guardando è talmente bello o grande, che qualunque nostra considerazione sembra inappropriata ed allora stiamo zitti, perché appunto ci stiamo "stupendo" in tempo reale - diremmo oggi. Lo stupire è come istupidire, almeno temporaneamente e noi acquisiamo l'aspetto ebete dello stupefatto, occhi sgranati, bocca aperta, passo incerto; ci guardiamo intorno sbalorditi, cioè divenuti balordi e l'unica cosa che ci viene in mente è "vedono gli altri quello che vedo io?" Dirigibile, 2012 Molte parole della nostra lingua, nate per star buone lì, con un significato piano, hanno avuto il destino di essere scagliate lontano dalla fantasia di una lingua e di un popolo che della fantasia ha fatto una regola e sono andate a significare cose molto diverse e in taluni casi opposte al senso originario. Tra queste ultime non rien...

DOPPIO SOGNO

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Ho sognato lo zio Orlando. Ci siamo incontrati per caso che lui usciva da un sali e tabacchi. Lì per lì non l'ho riconosciuto: il suo volto mi appariva indefinito, poi ha preso a formarsi poco alla volta ed in breve è apparso lui. Giovane, bello, come non me lo ricordavo, sorridente. Sembrava felice di vedermi. Vestiva con sobria eleganza, giacca-pantaloni, come sempre, ma indossava sotto la giacca un maglioncino girocollo molto giovanile che lui non avrebbe mai portato. "Quanto tempo", gli ho detto. E lui mi ha guardato e di nuovo ha sorriso. Si muoveva con una disinvoltura notevole, sembrava sentirsi molto a suo agio. L'ho abbracciato e anche (cosa strana) accarezzato in viso e lui sembrava contento. Non ricordo se mi ha detto qualcosa. Ma io, mentre lo abbracciavo e accarezzavo, sentendolo vivo tra le mie braccia, nel sogno, ho cominciato a riflettere sul fatto che lui era morto (ma non ne ero del tutto sicuro) e che quella consistenza fisica del suo corpo avrebb...

L'ULTIMO SOGNO

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Mio padre era là che mi aspettava. Quando ero triste e non sapevo a chi rivolgermi, entravo nel suo studio e lo trovavo, ogni volta timoroso che non ci fosse. Mi guardava con i suoi occhi buoni, indulgenti, mi faceva sempre credito di tutte le mie manchevolezze. Sedeva al suo posto, dietro lo scrittoio e sfogliava il suo giornale, Il Tempo, che fu anche il mio quando lui c'era. Vestiva come al solito, in grigio, giacca a doppio petto, un po' cascante sulle spalle, con le tasche sempre rigurgitanti di cose, carte, chiavi, portafoglio, sigarette e i pantaloni con la piega, larghi, spiegazzati. Era il suo abbigliamento di ogni ora della giornata. I capelli lucidi, leggermente mossi. Fantasmi (Slovenia 2017) Mi sorrise appena mi vide ed io mi avvicinai a lui per abbracciarlo; mi fece segno di no, non si poteva. Ma era come se mi avvolgesse con lo sguardo ed io ero commosso di vederlo. "Padre..." "Bruno,.... caro figlio...", furono le prime parole. Poi...

SIMULACRO

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Chissà perché, a me delle parole quello che interessa di più, di solito, non è il primo significato, quello che nei dizionari viene dato come definizione del vocabolo, ma il secondo, o magari l'ultimo, quello che nessuno prenderebbe in considerazione, specie in sede di traduzione da una lingua all'altra. Opera esposta al MAMBO, con fantasma (BO) - 2017 Il simulacro, nell'antichità era una statua, che di solito rappresentava una divinità. Deriva dal latino "simula" - "crum". Simula viene dal verbo simulare, nel senso di rappresentare e crum è un suffisso che serve a formare parole che indicano oggetti- strumenti o luoghi (per es. "Lavacrum" che era una vasca da bagno, ma anche un bagno purificatore – quindi anche in senso figurato) . Noi oggi per simulare intendiamo fingere, come simulare una malattia, simulare di aver capito anche se non abbiamo capito niente. Ma in fin dei conti non è lontano dal rappresentare una persona o una cosa, fing...

FANTASMI

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Sulle torri del castello del re di Danimarca, a mezzanotte compariva il fantasma del re, ucciso dal fratello che ne aveva usurpato il trono e sposato la vedova, per chiedere vendetta. Le cronache letterarie sono piene di fantasmi che tornano dall'aldilà per chiedere ai vivi che si faccia qualcosa che metta termine alle loro sofferenze. Nella realtà sono molto meno. Gli unici fantasmi da temere sono quelli che si agitano dentro di noi e che proiettiamo fuori con le nostre paure. Le apparizioni sono frutto di fantasia. Ma c'è chi subisce il fascino di racconti straordinari, in cui per esempio, si narra di strane anomalie nel funzionamento di registratori o macchine fotografiche che captano casualmente voci o immagini non presenti sul posto e che nessuno degli astanti ha sentito o visto nel momento della registrazione o della ripresa. Cimitero monumentale della Certosa, Bologna, 2017 Una foto nella quale è presente una figura indistinta che appare sullo sfondo, in cui con un ...