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L'INFINITO

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Cosa è secondo voi l’infinito? Un concetto astratto, una mera invenzione? Infinito può essere l’incommensurato o meglio l’incommensurabile. Collegato all’idea di grande, grandissimo, da non potersi contenere, nemmeno in una idea, che come si sa, non ha limiti e si può espandere a volontà. Ma infinito è non solo il grande, ma anche il piccolo: infinitamente grande e infinitamente piccolo. Come Macrocosmo e microcosmo. Con lo scambio di una sola vocale, due mondi completamente diversi. Il micro è contenuto nel macro, ma ha un infinito tutto suo. Una entità senza confini. L’infinito è nello spazio ciò che l’eternità è nel tempo. Hanno entrambi la caratteristica dell’indeterminatezza. Sono tutt’e due concetti difficili da comprendere, sebbene tutti ne abbiamo o pensiamo di averne una cognizione che ci viene dall’istinto o dall’intuito. Intuitivamente ce ne siamo fatti un’idea, ma quanto a parlarne, non sappiamo come definirli. Sappiamo che l’eterno è immobile; c’è un tempo che scorre ...

PECULIARE

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Noi siamo superiori e a queste cose non ci facciamo caso; per noi "peculiare" significa "ciò che contraddistingue una persona o una cosa". Che fa parte essenziale del suo modo di essere. Peculiare dell'opera d'arte è di colpire l’immaginazione dell’osservatore. Peculiare di taluni osservatori è la profondità dello sguardo e l'acume del giudizio. Ma soprattutto peculiare è per l'uomo di legge, perseguire sempre criteri di giustizia. Monte Cimone (MO) - 2012 Ciò che contraddistingue e quindi è peculiare, in genere è un attributo di qualità, che ha carattere positivo, gratifica la persona o rende più appetibile la cosa, ma possono esserci dei casi in cui l'attributo esprime una caratteristica negativa: peculiare dell'assassino è di tornare sul luogo del delitto. No, perché, in effetti, all'origine, peculiare significava cosa ben diversa e riferito a persona, voleva dire che il tizio di cui si trattava aveva gli sghei. Anzi le p...

ADAMASTOR

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L'Anno della morte di Ricardo Rias (vado a memoria), lo scrittore portoghese Josè Saramago narra che Vasco De Gama, quando si trovò a doppiare quello che in seguito prese il nome di Capo di Buona Speranza, all'improvviso si trovò ad affrontare con le sue navi una tempesta di violenza eccezionale con una nebbia fitta che impediva la vista e ondate gigantesche che squassavano gli scafi; sembrava che una forza soprannaturale volesse impedire alle imbarcazioni di andare oltre, respingendole e furono in molti a dire che avevano scorto, in mezzo ai lampi, tra gli scogli, un gigante che tentava di impedire il passaggio, scagliando enormi massi contro di loro. Museo della storia di Bologna - 2017 Anche Ulisse, dovette vedersela con un gigante infuriato che scagliava massi nel mare, quando, dopo aver con un trucco accecato Polifemo, tentava di fuggire coi suoi compagni dall'isola dove erano stati tenuti prigionieri e cercava con la sua nave di prendere il largo. Una furia sca...

LA VIGILIA

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Lasciatemi sognare, sono sulla nave di Ulisse e abbiamo sorpassato le Colonne d'Ercole, l'oceano viene da nord est e noi puntiamo la prua verso sud ovest; non è lo stesso mare di poc'anzi, le onde sembrano più gonfie, la superficie dell'acqua si solleva in più punti in modo impressionante. Tortoreto - 2013 In lontananza, tra le brume, si intravede una montagna che congiunge il mare al cielo. Il vecchio equipaggio, stanco ma ancora fedele al suo capo, guarda perplesso, qualcuno ha dei dubbi, ma dove stiamo andando? Ad un tratto, tra le folate di vento e lo stridere di sartie, si sente levarsi la voce pacata e ferma di Ulisse a rincuorare l'animo dei suoi, spronandoli a proseguire: "Frati - dice - che per cento milia perigli, siete giunti all'occidente, a questa tanto picciola vigilia d'i nostri sensi ch'è del rimanente non vogliate negar l'esperienza, di retro al sol, del mondo sanza gente". Anche il vento sembra fermarsi, gli occhi ...

INTRIGANTE

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Non so se ci avete fatto caso, ma noi, gira gira, stiamo sempre a parlare delle stesse cose. Smargiassi, violenti, farabutti, presuntuosi della peggiore specie, sbruffoni, burberi, protervi e reprobi. Ma si salverà qualcuno? L'intrigo - 2017 Ecco adesso che vien fuori un intrigante. Non che sia meglio degli altri. L'intrigante intriga, è dedito agli intrighi. Gli inganni, le trame nascoste, i complotti e le malefatte. Anche lui, quindi, da prendere con le pinze. Tipo poco raccomandabile, infido, mano lesta e cervello scaltro, che si ficca dappertutto, soprattutto in questioni che non lo riguardano, per il solo gusto di intorbidare le acque, insinuante e mutevole, un camaleonte sempre in attesa dell'occasione di colpire. L'intrigo è l'intreccio di una trama a fini delinquenziali. Intrigo, trama, briga. La briga è anch'essa una questione intricata, fastidiosa, difficile da risolvere. Da briga deriva brigante colui che sta in mezzo alle brighe. In origin...