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La Felicità

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La pandemia che ci tedia rende questi tempi assai duri: molta gente perde il lavoro, alcuni la speranza per un futuro migliore, altri la fiducia per le istituzioni che dovrebbero aiutarci. Viviamo in un momento dove la disorganizzazione regna sovrana, nessuno sa cosa fare; alcuni si ribellano dichiarandosi svegli, altri li seguono; alcuni urlano, altri li sentono. E’ dunque possibile sentirsi felici nel caos e vedere la luce nella tempesta? Secondo Platone, un periodo così difficile per la comunità non gioverebbe minimamente ai singoli individui che quindi faticherebbero a sentirsi lieti “nel corpo e nell’animo”. In una visione più moderna, però, dove si è perso questo senso di interdipendenza tra lo stato e il cittadino, forse la Felicità è raggiungibile. Ma di quale Felicità si sta parlando? Ebbene, una di tipo diverso da quella che intendevano i greci. I catastrofici eventi del XXesimo secolo, tra cui la prima Grande Guerra, le dittature, gli orrori della Seconda Guerra Mondiale,...

‘Ndi né jì tranquille ‘nghe la bbona notte

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'Ndi né jì tranquille 'nghe la bbona notte, Li vicchije avess’a arde e urlì alla fine de lu jurne; Arrajate, arrajate, ‘nghè la fine de la luce.

DE RELIGIONIMBUS

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                                                                            E perché solo in bus, dovrei leggerlo? Chiese perplesso Sebastiano, o la N è in realtà una M e va letta alla teramana, dove ‘mbuss, vuol dire bagnato? Pancrazio aveva passato il papillo che aveva trovato in biblioteca, all’amico barista, dicendogli che conteneva le prime idee che gli erano venute in mente, in merito al suo libro tutto da scrivere, ancora, sulla storia delle religioni. Né in bus, né bagnato, qui si parla di cose serie. Sempre così, del resto, nessuno è indovino in casa sua, dicevano i latini ed avevano ragione. Prendi Gesù; per gli ...

DE RELIGIONIBUS

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          Pancrazio aveva un suo intimo convincimento che sapeva divergente rispetto al suo abituale modo di rapportarsi col mondo esterno e consisteva nel fatto di occuparsi di cose di cui personalmente non gli importava un accidente, ma che gli sarebbe piaciuto vedere far parte del patrimonio spirituale degli altri in quanto certo che si trattasse di cose buone che qualcuno avrebbe ben dovuto coltivare, mentre a lui bastava constatarne i benefici effetti.   Una di queste era la religione, verso la quale non sentiva nessuna attrazione, anzi in pubblico mostrava di snobbare, sembrandogli questo l’atteggiamento macho che più gli si addiceva, d’altro canto non gli aveva detto il suo mentitore (anche questa era una chicca, significava maestro) che sacer, in latino, significava separato? E lui da parte se ne stava, rispettosamente. Ma ben altro era l’atteggiamento nei confronti di quelli che con sincerità si dichiaravano credenti, perché laddov...