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IDIOSINCRASIA

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Idiosincrasia è parola greca composta da "idios" che vuol dire "particolare" e "sunkrasis" che indica il carattere (delle persone). E' un termine medico per indicare determinate patologie. Noi al solito ci interesseremo solo del significato estensivo che ha acquisito nel tempo, che vuol dire insofferenza estrema per qualcuno o per qualcosa. Da notare che originariamente la parola non aveva il senso dell'ostilità, bensì denotava solo il nostro modo di essere, il carattere, appunto e l'ostilità nasceva dentro di noi, non era quindi dovuta a fattori esterni. Il carattere delle persone può essere corretto, coltivato, ma nel caso dell'idiosincrasia, il soggetto che avverte avversione per una persona o cosa derivante dal suo stesso modo di essere, non pensa di modificare il proprio carattere, bensì vuole coltivare la propria avversione caparbiamente e ciecamente. E' quello che succede a me con determinate figure della politica che, se...

TENZONE

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Prima vi spiego il titolo. "Tenzone" viene da una voce provenzale e vuol dire contesa. Un genere letterario con il quale due poeti si sfidavano a parole anche aspramente, ma sempre in stile cortese, spesso con intenti ironici o anche comici. Sfidarsi "a singolar tenzone" è rimasto un modo di dire quasi burlesco che si usa quando due persone si contendono il primato in un qualche campo. Poi vado al testo. Posso insistere solo per un attimo su quello che ho detto ieri? Quelle divagazioni sullo sfarfalleggiare, che è un modo come un altro di cercare di attirare su di sé l'attenzione degli altri e c'è chi ci riesce e chi si rende semplicemente ridicolo? Non avete notato che la vita è tutta una tenzone, giocata tra di noi singolarmente, spesso su questioni minime, e che tutto intorno si svolge un generale sfarfallamento? Ognuno cerca di prevalere, di primeggiare in una contesa che non ha mai fine. Dico ciò per annunciare che ho intenzione di ritirarmi dal...

FANTASMI

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Sulle torri del castello del re di Danimarca, a mezzanotte compariva il fantasma del re, ucciso dal fratello che ne aveva usurpato il trono e sposato la vedova, per chiedere vendetta. Le cronache letterarie sono piene di fantasmi che tornano dall'aldilà per chiedere ai vivi che si faccia qualcosa che metta termine alle loro sofferenze. Nella realtà sono molto meno. Gli unici fantasmi da temere sono quelli che si agitano dentro di noi e che proiettiamo fuori con le nostre paure. Le apparizioni sono frutto di fantasia. Ma c'è chi subisce il fascino di racconti straordinari, in cui per esempio, si narra di strane anomalie nel funzionamento di registratori o macchine fotografiche che captano casualmente voci o immagini non presenti sul posto e che nessuno degli astanti ha sentito o visto nel momento della registrazione o della ripresa. Cimitero monumentale della Certosa, Bologna, 2017 Una foto nella quale è presente una figura indistinta che appare sullo sfondo, in cui con un ...