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PAROLAIO STRAMBO

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Cominciamo da ”parolaio”, poi passiamo a “strambo” e diciamo perché. Speravo di trovare nel pozzo inesauribile di “Google” almeno un accenno ad un possibile significato della parola, usata come sostantivo, che facesse riferimento non alla persona, ma al luogo dove risiedono le parole, sempre con il senso di futilità, mancanza di un senso, che le è proprio. Chessò, una specie di deposito dove trovare un repertorio di parole per lo più, ecco che entra in gioco anche la seconda del titolo, “strambe”. Invece ho trovato solo il significato di “parolaio”, usato come aggettivo, detto di persone, uomini e donne che sono “parolai”, cioè che chiacchierano molto senza alcun costrutto, o anche come sostantivo ad indicare materie o discorsi prolissi e vuoti, es. una filosofia parolaia. Il che vuol dire che, se poi aggiungo, come mi ero proposto, anche l’aggettivo “strambe”, oltre alla vuotaggine del discorso o della testa dell’oratore, bisognerebbe considerare anche l’essere esse stesse, le person...

BISTICCIO

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Bisticcio è un litigio di cui non ci si deve preoccupare perché tanto si sa che non è una cosa seria: un bisticcio tra innamorati o, meglio ancora, tra bambini. Una cosa di poco conto che non porterà conseguenze di rilievo. Sopra la panca (Cammino francese), 2016 Litigio di parole, solitamente e per di più non molto violento, a volte aspro, con voci che si sovrappongono, cercando di sopraffarsi a vicenda, ma di breve durata. Il bisticcio si distingue dall'alterco, con il quale condivide lo stesso significato di lite fra due o più persone, per alcuni particolari che sono la violenza dello scambio delle invettive, più accentuata in quest'ultimo e soprattutto per il fatto che nell'alterco tutto si svolge in maniera più ordinata, secondo regole di civiltà, che prevedono il rispetto dell'alternanza dei contendenti che hanno diritto a parlare uno per volta. Questa seconda connotazione è messa in rilevo dall'origine della parola che vuole l' alter dell...

CARO GIUSEPPE

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Da meno di un anno abbiamo iniziato insieme questa "scampagnata" e quello che abbiamo già fatto, per la nostra gioia interiore e il passatempo di quanti, "desocupadi lectores", hanno avuto la bontà di seguirci, mi induce a fare alcune considerazioni, non per un gusto encomiastico che tra noi sarebbe sprecato, ma per valutare l'entità del nostro lavoro e quella che secondo me è la riuscita dell'intento che ci eravamo proposti. Abbiamo superato quota 200.  Duecento post in otto, nove mesi che, magari sono niente, ma a me sembrano tanti. "Coltivare nuove terre", presso ecovillaggio Torre di Mezzo, Montecuccoli, PO - 2017 Il primo obiettivo era quello di ritrovarci completamente e finalmente parlare, parlare per dirci tutto quello che non ci siamo detti in lunghi anni. Questo mi sembra che sia stato raggiunto in pieno. Il secondo, il terzo il quarto, erano quelli di saggiare la nostra capacità di lavorare insieme, io con le parole, tu con ...

SCAPPELLOTTO

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Avrete notato che queste mie incursioni estemporanee nei dintorni del nostro idioma (dal greco "idios", "proprio, particolare", per dire la lingua propria di un popolo), l'elemento predominante è la fantasia, al di là della seriosità di certe affermazioni, tutte da controllare quanto ad esattezza scientifica. Quel che mi attrae delle parole è la loro duttilità, la capacità di adattarsi a più significati nel tempo e nello spazio. Oggetto delle mie ricerche, se così si possono chiamare, sono le curiosità, le rarità e le stravaganze, che si possono trovare fin nei termini più comuni. Cappello realizzato da Grazia Vuillermoz (Aosta) - 2016 I miei sforzi in questo campo, possono dare l'idea di certe figure di un tempo, quali il detective alla Sherlock Holmes, sulle tracce di un delitto efferato armato di una lente di ingrandimento, oppure far pensare all'entomologo, casacca e casco da esploratore che, con un retino acchiappafarfalle, insegue per prat...