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Visualizzazione dei post con l'etichetta fantastico

ASSERTIVO

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Ho già detto dell'assertività in un post precedente ( v. ), parlando di un mio incontro in pubblico con lo scrittore Pierpaolo Pasolini, avvenuto moti anni fa a Teramo, in occasione di un suo dibattito su temi di attualità politica e letteraria (si era allora nel pieno della "dittatura culturale della sinistra", come è stata poi chiamata dai detrattori di destra), come esempio per me insigne di "comportamento assertivo", autorevole senza essere referenziale. Partita di calcio fra bambini, Bologna 2013 Se torno oggi a parlare dell'essere assertivi, lo faccio perché forse ho capito meglio l'essenza di questa facoltà che è data al comportamento umano, di presentarsi come la forma più evoluta di espressione che si conquista con il valore personale e l'applicazione di alcuni principi che sono alla base della corretta comunicazione e del rispetto della personalità altrui, ai massimi livelli. Dal verbo latino "asserere", (assero-is), che...

STUPENDO

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Quando ci troviamo di fronte a qualcosa di stupendo, diventiamo stupidi. Stupendo è gerundivo di stupire e significa che quello che stiamo guardando è talmente bello o grande, che qualunque nostra considerazione sembra inappropriata ed allora stiamo zitti, perché appunto ci stiamo "stupendo" in tempo reale - diremmo oggi. Lo stupire è come istupidire, almeno temporaneamente e noi acquisiamo l'aspetto ebete dello stupefatto, occhi sgranati, bocca aperta, passo incerto; ci guardiamo intorno sbalorditi, cioè divenuti balordi e l'unica cosa che ci viene in mente è "vedono gli altri quello che vedo io?" Dirigibile, 2012 Molte parole della nostra lingua, nate per star buone lì, con un significato piano, hanno avuto il destino di essere scagliate lontano dalla fantasia di una lingua e di un popolo che della fantasia ha fatto una regola e sono andate a significare cose molto diverse e in taluni casi opposte al senso originario. Tra queste ultime non rien...