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ESODO-ESOSO-ESONERO

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Avete notato quante parole della nostra lingua cominciano con i prefissi “eso”, “esa” e “esi”? In quasi tutte la “es”, che proviene dal latino “ex”, nel senso di “da”, svolge una funzione di estrazione, di derivazione “da”, o di abbandono “di” qualcosa. Con uno strano intreccio di significati interscambiabili. Se “esoso” per noi vuol dire “troppo caro” per quanto riguarda il prezzo esagerato di un oggetto qualsiasi, l’“esonero”, equivale invece ad un alleggerimento di un peso, ad una diminuzione di compiti o di facoltà. In realtà, l’origine di “esoso”, dal latino “ex-osus”, è ben diversa. L’esosità era una diretta conseguenza dell’odio di cui si faceva oggetto colui che avanzava richieste o pretese troppo esagerate che lo rendevano inviso a tutti. Dall’eccessivo “peso” del prezzo, ma anche della boria del soggetto interessato, nasceva l’odiosità che caratterizzava lo stesso. Mentre l’esonero, dal latino “ex”, “da”, unito a “ònus”, “peso”, non sempre rappresenta il fatto di esser...

IO SONO IL SIGNORE DIO TUO

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Ve lo immaginate un Dio che come prima cosa si preoccupa di accreditarsi come Signore – unico aggiungerà tra poco – presso i suoi fedeli, in una sorta di campagna acquisti, come fanno gli istituti scolastici oggigiorno in cerca di nuovi alunni con le iniziative promozionali, tipo l'Open Day, in concorrenza con gli altri istituti a seguito della scarsa popolazione scolastica, in calo per il decremento demografico che stiamo attraversando? Premetto che non ho alcuna intenzione di denigrare la religione e la cattolica in particolare, né offendere il sentimento religioso di chicchessia, ma solo di fare un discorso piano, senza ideologie, libero per capire quelle che a me sembrano incongruenze che forse sarebbe bene evitare. Opera del pittore Gianni Marrone ( in vendita qui ) La solenne affermazione sopra ricordata è la premessa al discorso dei dieci comandamenti, pilastro della religione cristiana, come anche di altre, penso, tanto questi precetti sono generali e condivisibil...

ESORDIO - ESODO

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Tutto ciò che ha un inizio, ha una fine. Esordio – esodo, parole vicinissime e lontanissime, come è nel senso di due estremità, un inizio e una fine. Non conta quanto lunga sia la corda tesa tra queste due estremità, il risultato è sempre lo stesso. C'è un principio e c'è un termine, in mezzo la vita. La vita di una formica, la vita di una sequoia. Di un cane, di un uomo. Di uno sperduto pianeta, dell'universo. Siamo abituati a considerare l'esordio come l'inizio di un discorso, il panegirico introduttivo che l'oratore fa per attrarre l'attenzione degli ascoltatori e l'esodo come la trasmigrazione di un popolo, in particolare degli ebrei in fuga dall'Egitto, ma in realtà questi due significati rappresentano l'esito (esodo-esito) di un processo che ha esteso il senso delle due parole, figurativamente, portandolo a questi due significati specifici. Wiligelmo, Cacciata dal Paradiso Terrestre, da "Storie della Genesi (1099 ca.)" presso ...