DOPPIO GIOCO
Mia madre che era stata per me e per i miei fratelli il simbolo della dolcezza. In età avanzata, si ammalò di uno di quei mali che colpiscono i vecchi privandoli del senno, della memoria, della sensibilità e della presenza, in definitiva della dignità, che è il bene più prezioso per l’essere umano. Per recarle quel minimo di conforto che mi era dato offrirle tra impegni familiari e di lavoro, mi recavo ogni giorno a trovarla e cercavo di scambiare con lei qualche discorso che avesse un certo senso, a volte debbo dire, riscontrando in lei qualche barlume di comprensione. A. Kertesz - Ernest, Parigi - 1931 Spesso la trovavo coricata ed io sedevo accanto al suo letto e le parlavo tenendole la mano. Erano allora per il nostro Paese tempi molto difficili, che saranno ricordati in seguito fra i peggiori della nostra storia, con il nome di "tangentopoli". Nella nostra società si era aperta una voragine con la scoperta di casi di corruzione nel campo politico ed amministrativ...