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PIETRA DI PARAGONE

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Si prendeva una bella pietra, non una qualunque, non prendereste un sasso qualsiasi per accendere il fuoco, vero? Ma solo la focaia; così qui: doveva essere bella nera, porosa, piatta, diciamo di diaspro, poi si prendeva la pepita d’oro che si voleva valutare, la si passava sul sasso fino a graffiarlo, e, siccome l’oro fra i metalli è uno dei più teneri e malleabili, quella lasciava una scia sul dorso del sasso e dalla intensità del colore di questa striscia, messa a confronto con quello di un’altra pietra d’oro di cui si conosceva il grado di purezza, si determinava la qualità del campione in esame. La pietra di paragone era ovviamente quella di cui si conosceva il valore; nella pratica, diventò invece il mezzo, la pietra nera scelta per effettuare il confronto. Monte Adone (BO) - 2018 La parte più interessante del discorso si trova nel termine “paragone”, tratto dal verbo “paragonare”, che deriva dal greco “parakonào”, formato da “para” che significa “presso” e “akonào” che vu...