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PIEVE

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Eravamo in tre sulla collina dopo una camminata che ci aveva portato lontano, lungo boschi e pianure, poi la salita, leggera, costante ed eccoci là, tra un ciuffetto di piante, un palo mezzo storto con una lampada impolverata, spenta e un filo elettrico che pendeva a valle, ondeggiante al minimo soffio di vento. Pieve di Trebbio (MO) - 2015 La Pieve era lì, sotto gli alberi, la piccola facciata in parte coperta dalle foglie, la porta di legno mangiata dai tarli socchiusa; in alto un piccolo rosone coperto di ragnatele, sulla soglia due scalini di pietra liscia bianca consumata da chissà quanti passi di piedi e scarpe di umile gente che la domenica saliva lassù con l'abito della festa, allegra, perché sollevata dal peso del lavoro, per devozione o per il piacere di ritrovarsi tra altra gente e dare una spolveratina alle usanze tramandate dagli avi. E ristava sul sagrato dopo le funzioni, a gruppetti, per rinsaldare amicizie e conoscenze. Il campanile, quadrato, basso...