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ENTROPIA

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Chi ha la forza di seguirmi, sappia che io per poter usare, anche solo marginalmente la parola "entropia" ho dovuto fare esercizi di umiltà e chiedere perdono in anticipo, davanti ai sacerdoti delle scienze (vi piace la contrapposizione "sacerdoti" – "scienze"?) perché è come se profanassi un tempio del quale non sono né adepto, né frequentatore casuale, ma un vero e proprio intruso che potrebbe far solo danno. Mi associo infatti, anche qui chiedendo il permesso, a quanto detto da Roberto Bolaño, quando ha affermato che le le sue conoscenze in materia di fisica sono imbarazzanti, aggiungendo che il mio imbarazzo si estende a molte altre materie e tante altre discipline con la prima collegate, quali la meccanica quantistica e la termodinamica, la meccanica statistica, la teoria del tempo, quella del caos, che invece sono il campo proprio dell'entropia. Argille scagliose (Monteveglio, BO - 2012) Mi è di conforto apprendere che non esiste una defin...

DICOTOMIA

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Non pensiate che mi compiaccia di usare parole difficili per farmi bello ai vostri occhi ("oh, guarda che c. di cultura ha costui!" - o, a seconda dei casi, "oh guarda che cultura di c. ha costui!"), ma è che faccio parte di quella famosa dicotomia di cui tanto si è parlato, che esisterebbe dappertutto, nel mondo come nel campo della cultura, tra formazione umanistica, letteraria e formazione scientifica, per cui dei termini che ho chiamato, con una volgarizzazione evidente, "difficili", cioè per la maggior parte scientifici o che hanno maggiore espansione in campo scientifico, ho una visione, per così dire, ristretta, per lo più limitata ad un uso extra-scientifico o figurato, avendo, dal mio punto di vista, volto variamente per non dire vagamente verso la cultura classica, maggior interesse per il significato allegorico, estensivo, immaginativo delle parole, piuttosto che quello strettamente tecnico "ad usum delphini" (e questa è una citazione ...