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IL LEGNO DELLA CROCE

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Ho accennato nella mail precedente alle varie credenze popolari che si sono sviluppate intorno al così detto "Albero di Giuda", il "Cercis Siliquastrum", che è un albero ornamentale di non comune bellezza. C'è chi lo vuole protagonista inconsapevole della scena madre dell'arresto di Gesù da parte dei soldati nella quale avrebbe fatto da cornice al dramma che prelude alla passione, e chi invece sostiene che quello fu l'albero al quale si impiccò Giuda pentito per aver tradito. Senza contare che non mancano quelli che sostengono che il cercis sia stato presente in entrambi i casi, ed abbia fatto da cornice all'arresto e da forca per il suicidio. Chiesa di campagna - Via degli Dei (FI) 2015 Ma la teoria più stravagante è quella che sostiene che la croce stessa fosse fatta con il legno di un albero di quella specie, che per tutti questi motivi oggi si chiama "l' albero di Giuda". Sono stati fatti degli studi per verificare la credi...

LA FITTA NEL FIANCO

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La "pietas" romana poteva arrivare a tanto di delicatezza, che ai condannati alla crocifissione, tenuti appesi tutto il giorno alla croce, sul calar della sera, ove non fossero ancora morti, veniva somministrato il trattamento del "crucifragium", consistente nella rottura di entrambe le gambe, al fine di accelerarne la morte, non certo per pietà, ma per il fatto che i carnefici potevano abbandonare il luogo del supplizio solo dopo essersi accertati dell'avvenuto decesso, dei condannati. A Gesù invece questo trattamento fu risparmiato, in quanto, a vederlo, sembrava già morto, ma siccome l'addetto era molto scrupoloso e voleva esser certo di aver esattamente adempiuto al proprio compito, con la lancia pensò bene di trafiggergli il costato, per accertarsi che fosse effettivamente morto e nel caso non lo fosse, rapidamente farlo morire. Dalla ferita fuoruscì un liquido misto di sangue e acqua, senza che il condannato desse segno di vita; per il solerte soldato...