ATTOCCARE - ARRAFFARE
“A chi tocca tocca” recita un assioma popolare caro ai fatalisti, che lo usano per fare riferimento alla sorte che spetta ad ogni uomo. Toccare, infatti, oltre che essere il verbo che aziona direttamente il nostro senso del tatto (toccare come “entrare in contatto fisicamente” con qualcuno o qualcosa), significa anche “accadere” e “spettare”. Nel gergo dialettale abruzzese, “toccare” in questi casi, diventa “attoccare” e si usa per indicare qualcosa che ci è capitato (es. “mi è attoccata una fortuna”, o una disgrazia); o che siamo tenuti a fare (mi attocca studiare). E che questo termine dialettale abbia un’origine antica è testimoniato da diversi esempi reperibili in testi di sicura attendibilità. Gioco del nascondino (aut. ed epoca scon.) Così, curiosando su Google, ho trovato un poemetto stampato a Napoli il 1628 intitolato “La Vaiasseida”, poema heroico di Giulio Cesare Cortese, in cui, nel riferire di una schermaglia amorosa che si svolge tra due personaggi di stampo ...