IL TESORO
Maurizio diceva la vita è una serie di passaggi e Pancrazio
capiva la vita è una serie di passeggi. (non si sa fino a che punto Pancrazio
amasse pavoneggiarsi nel ruolo ormai celebre del finto tonto).
Maurizio diceva e Pancrazio ascoltava. Ogni giorno è un
passaggio, non siamo mai quelli che siamo stati già il giorno prima. Ogni evento
anche minimo, non necessariamente una nascita o una morte, segna una svolta
nella vita, della quale non sempre siamo consapevoli.
Pancrazio meditava ed aggiungeva è vero, io la mia
passeggiatina quotidiana la faccio sempre cercando di non fare sempre la stessa
strada del giorno prima.
Maurizio, guardando fuori dai vetri del bar, si compiaceva
nel dire estasiato la mattina, la mattina ha l’oro in bocca, dicevano i nostri
padri ed è vero, la mattina è la parte del giorno in cui tutto appare
luccicante come l’oro, ma in questo modo di dire, c’è molto di più, ci sono la
saggezza del nostro spirito e l’energia della nostra forza vitale, che si
stemperano via via nel corso della giornata.
Pancrazio non da meno faceva il controcanto, affermando serio
la mattina, sì, la mattina ha l’ora in bocca, le ore più belle della giornata, nelle
quali ognuno di noi può ritrovare se stesso e spianare le montagne, ma il
tesoro, il tesoro è lì, in bocca al mattino che comincia sciorinando le ore una
ad una, mentre noi passeggiamo, prendiamo il caffè o ce ne stiamo
tranquillamente per i fatti nostri, in attesa del pranzo, che è il culmine della
mattinata, dopo di che si scende verso il pomeriggio e la sera, in cui il tesoro
della vita resta intatto anche se non luccica più, ma a tutto c’è rimedio, alle
prime ombre della notte, si accendono le luci delle città, dei crocicchi e
delle case e questo rinfocola anche i cuori più depressi.
Pancrazio, chi ti ha insegnato a parlare così? Gli chiese
Maurizio.
Non ho forse un Maestro? Gli rispose Pancrazio. Io ho fatto
un passaggio, dalla bella, placida ignoranza, alle asperità della conoscenza,
almeno quanto basta per scoprire dove si nasconde il vero segreto della vita.
Cazzo, ti accontenti di poco, gli disse Sebastiano dal
bancone, le mani nell’acqua a lavar stoviglie.

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