LAVARE LA TESTA ALL'ASINO

 

                                                                            

Vorrei sapere, disse Pancrazio entrando fragorosamente nel locale, chi è andato in giro a dire questa grandissima bugia che io sarei un grande appassionato di musica e che per essa, sarei disposto a tutto, anche a commettere un furto, come, ho pensato, rubare un biglietto d’ingresso al teatro, sennò, come si potrebbe commettere un furto in musica? Rubando le note? E anche in questo caso, si dovrebbe distinguere tra le note dello spartito e le note degli strumenti, già emesse e partite per le più diverse destinazioni.

E ci vuole una banda, certo!

Perché non vorrete venire a raccontarmi, che tra le note scritte sul pentagramma, come “cacatelle ‘e mosca”, come diceva Totò in un film nel quale svolgeva il ruolo di direttore d’orchestra e quelle cha già volteggiano nell’aria, solleticando le orecchie degli  ascoltatori, non ci sia una enorme differenza, in quanto le prime sono cose morte, o comunque addormentate, le seconde talmente vive da scuotere le corde del cuore e sommuovere i sentimenti, che sono la ricchezza dello spirito dell’uomo.

Poggiò i gomiti sul piano del bancone e con il sedere si sporse indietro in cerca dello sgabello alto ove sedette con un solo gluteo. E rivolse uno sguardo truce a Sebastiano, il suo amico barman, il quale rispose con un cenno quasi impercettibile.

Il tutto aveva avuto origine dal fatto che nei giorni precedenti, si era costituita a Colleminuccio un comitato per i festeggiamenti del Santo del Paese. Pancrazio era stato contattato per l’ingaggio di una Banda Musicale in qualità di esperto di musica classica, di cui ignorava l’esistenza.

Vi assicuro che se lo becco, questo uccello canterino, dopo il mio ringraziamento per essersi divertito alle mie spalle, promuovendomi ad un ruolo al quale non potevo accedere, mettendomi in imbarazzo, il bel tomo cambierà di un bel po’ il suo modo di vedere il mondo, parola di Pancrazio.

 

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