ATTENTI A QUEI DUE

Ma si renderanno conto tutti quelli che hanno votato per la “Lega Nord” di Salvini, per l’occasione rinominata “Lega” soltanto, per attirare gli elettori del centro sud, che in buon numero hanno abboccato e il M5S di Di Maio di cosa hanno fatto, mandando quei due al potere in Italia? I due Vice Presidenti del Consiglio, che fanno da guardiani del Presidente, per la prima volta in Italia, in veste di “moderatore” dei due Vice, anziché di guida, sono i capi di due forze politiche contrastanti che, per bramosia di potere, si sono alleate in un abbraccio mortale facendosi ampie concessioni reciproche pur di realizzare il loro scopo, che al momento non è ancora ben chiaro.

Mappatura del rischio sismico in Europa (Progetto SHARE, 2017)

Entrambe populiste, (la prima dichiaratamente xenofoba, di estrema destra e antieuropeista, la seconda composta da varie fazioni di destra e di sinistra, anch’essa, nell’animo più volte dichiaratasi contraria alla moneta unica e all’Unione Europea), hanno firmato (cosa non detta in prosa mai, né in rima) un contratto di governo col quale si impegnano reciprocamente a realizzare alcuni punti di programma che stanno a cuore all’una o all’altra componente (anche in contrapposizione l’una dell’altra). Su un punto sono assolutamente d’accordo, nel ritenere finita l’era dall’austerità imposta dalla politica economica fin qui seguita dall’Unione e nel preconizzare la fine dell’Unione stessa ad opera dei partiti sovranisti d’Europa, in crescita in tutti i Paesi, se l’Unione, nella nuova composizione a maggioranza sovranista, come essi si augurano, non aderirà ad una svolta radicale passando dalla politica dell’austerità a quella della espansione e della crescita, senza rispettare i limiti di bilancio.

Il fantasma che oggi si aggira per l’Europa, specialmente dopo la Brexit, è proprio il sovranismo che alimenta sfiducia nei confronti delle istituzioni europee ed è la bomba da disinnescare se si vuole salvare dal disastro questa Unione Europea, che ormai da più parti si ritiene sull’orlo del fallimento. Il disegno dei grandi europeisti era quello di passare da un’Unione ad una federazione di Stati, sul modello degli Stati Uniti d’America, con la creazione di uno Stato sovranazionale nel quale avrebbero dovuto confluire fette sempre maggiori di sovranità di tutti gli Stati, per creare due livelli, quello federale sovranazionale, dotato di poteri statuali, un governo, un parlamento, un esercito ecc., e quello locale nei singoli Paesi, con poteri limitati ad alcuni campi, con esclusione di quelli attribuiti al potere centrale. Quello che sta avvenendo adesso è l’esatto contrario di questo disegno di ampio respiro per l’Europa, con il ritorno delle rivendicazioni di tipo nazionalistico e l’abbandono di quella che viene ritenuta un’utopia irrealizzabile. Il sovranismo altro non è che il ritorno alle origini, il risorgere dei confini tra Stati e la fine del sogno europeo. E ben lo sanno gli Orban, i Salvini e le Le Pen di tutt’Europa, stufi di quella che essi ritengono una dittatura delle istituzioni europee che impediscono ai Singoli Stati di determinare la propria politica economica e quindi di crescere.

Ma il sovranismo va contro il federalismo. E qui si innesta il discorso sul nuovo corso dell’Italia in mano a questa inedita coppia di statisti improvvisati, dei quali, il primo, Salvini, è più determinato a portare la sua guerra all’Unione con la sua strafottenza rozza ed ignorante, l’altro, Di Maio, si sforza di stare nei panni dell’innovatore, ma è palesemente inadeguato. Sono entrambi pericolosi, perché non si rendono conto che stanno scherzando con il futuro dell’Italia. Il braccio di ferro con l’Europa può finire molto male, con l’uscita dell’Italia dall’Unione e dalla moneta unica, il che sarebbe una iattura vera e propria che pagheremmo tutti con un conto molto salato. Sebbene con qualche flessione, sembra che per il momento la maggioranza degli elettori italiani approvino questa condotta e questo programma. Perché tutti sperano di trarre qualche beneficio da una manovra che promette la panacea di tutti i mali. C’è da chiedersi quanti di essi siano effettivamente consapevoli dei rischi che stiamo correndo, rischi che il ministro per gli affari europei, Savona, lo stesso che il Presidente Mattarella non ha voluto come ministro dell’economia, perché conosciuto come euroscettico dichiarato, ha riassunto con una frase sibillina: “Se l’Europa seguita a navigare con il pilota automatico, andrà a sbattere contro un iceberg”.

Cioè se non si cambia la politica dell’Europa, si finisce male. Ma se muore il progetto federativo europeo le cose andranno molto peggio.

Commenti

  1. La storia d'Italia negli ultimi 30 anni è andata in crescente calando, onore alla democrazia Cristiana che almeno fecero del nostro un paese rispettato.
    A l' salut'

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  2. Ma che unknown......sono stefano

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  3. certo che il "crescente calando" merita un post tutto per lui... :)

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