RENDERE LA PARIGLIA

Due cose uguali formano una pariglia, che poi sarebbe il paio. Ma la pariglia è una parola privilegiata, viene usata, o meglio veniva usata in ambito nobiliare o almeno aristocratico, per indicare quasi esclusivamente la coppia di cavalli usata per trainare carrozze o calessi.

Dario sforna pane e anche focaccia, presso ecovillaggio Torre di mezzo (PO) - 2017

I due animali dovevano avere le stesse caratteristiche di grandezza, altezza ed essere ugualmente mansueti e ben addestrati per dare sempre affidabilità e sicurezza al convoglio ed ai suoi passeggeri.

Nei viaggi lunghi, alle stazioni di posta era possibile, per continuare a viaggiare senza fare soste, scambiare la pariglia di cavalli stanchi con una di forze fresche e quindi è ipotizzabile che nel viaggio di ritorno, il proprietario pretendesse di avere indietro i propri cavalli e non cavalli qualsiasi.

Persa l'autorevolezza di un tempo, per via dei cambiamenti che ci sono stati, le auto hanno preso il posto delle carrozze, poco alla volta, la pariglia è tornata ad essere quello che era all’origine, niente più del doppio di un oggetto qualunque, che poi normalmente si chiama paio.

Ma allora perché si dice "rendere la pariglia" con il significato di "rendere pan per focaccia" con un dichiarato senso di ostilità, come prendersi la rivincita dopo uno smacco subito?

E' che in questo caso la pariglia assume l'aspetto di un corrispettivo: ti rendo esattamente quanto mi hai dato. Il concetto di parità si trasferisce dalla coppia di oggetti che formano la pariglia, al trattamento che viene riservato in base ad un criterio di reciprocità, alla persona con la quale siamo in relazione. Mi hai fatto uno sgarbo, te ne rendo uno di uguale tenore, mi hai trattato molto bene, la mia riconoscenza te ne renderà merito con un trattamento altrettanto benevolo.

Col tempo poi si è capito che il modo di dire "rendere la pariglia" con il suo contenuto di minaccia latente, era particolarmente versato per il lato oscuro del risentimento, piuttosto che su quello chiaro della reciproca gratificazione e l'espressione ha assunto il significato specifico di "rendere il pari" (la parola pariglia viene dal latino "par" che vuol dire pari, uguale), quello che i romani chiamavano il "tantundem", l'equivalente, ma solo nel senso negativo.

Qualcuno ha voluto forzare la mano e comprendere nel campo semantico di questa espressione piuttosto anodina, anche il caso della c.d. "legge del taglione" occhio per occhio, dente per dente, ma sinceramente ciò sembra eccessivo; qui stiamo parlando di cose più leggere.

Sparigliare, invece è un termine che potrebbe fornire il destro a qualche ulteriore considerazione.

Se essenzialmente sparigliare vuol dire rompere la pariglia e questo vale tanto per la coppia di cavalli che per la coppia di giocatori seduta al tavolo di un bar, più sottilmente il termine ha acquisito un valore tutto suo in campo politico con il significato nuovo di "scompaginare" soprattutto i piani degli avversari con un abile gioco di separazione delle forze in campo con effetti vantaggiosi per la propria parte, a volte sorprendenti.

Commenti

  1. Hai trovato il punto debole, vero? Si possono anche dare pane e focaccia

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