TRA IO E ME

"Non sono uscito più di casa ormai non ricordo da quanto tempo, ma certo almeno da parecchie settimane e non so quando riuscirò. Per il momento sto bene così, rintanato nel mio cantuccio a non fare nulla. Pensare? Nemmeno pensare. A cosa dovrei pensare mai nello stato in cui sono?"
"Ma sì, dai, che qualche pensierino un tantino più profondo, lo puoi fare. Senza sforzarti.
Semplicemente lasciandoti andare. Fidati di me e fai quello che ti dico."
"Ma se mi metto a pensare, cado subito nel banale e divento scocciante."

Felliniana - Bologna, 2015 (foto A. Cataldi)

"Ti piace un poco fare la parte della prima donna, o meglio, del capocomico, come nelle compagnie di avanspettacolo, ti ricordi? Lei era sempre svampita e capricciosa, a dispetto dell'età incalzante e lui faceva da tappabuchi. Ma tu ci andavi per le gambe delle ballerine, dì la verità!"
"Quelli erano i tempi del vino e delle rose, ogni cosa illuminata, cent'anni di solitudine. La balena bianca e il castello e la grande mona della gigantessa di Fellini."
"Ci risiamo. Senza qualche citazione non sai proprio stare. Ma con me puoi essere franco: tutte le tue passioni si sono risolte in una toccata e fuga; non hai mai saputo dove mettere radici."
"Dai non ricominciare con il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Non lo voglio più sentire. Ormai è sulla bocca di tutti ed ognuno se ne pasce come fosse il punto di arrivo di un pensiero filosofico profondo."
"Dimenticavo, tu non vuoi confonderti con la massa, hai paura di confrontarti.
Ma non dire stupidaggini, mi piace stare per i fatti miei ed i luoghi comuni mi danno fastidio.
Il tuo voler stare per i fatti tuoi è stato sempre un tuo limite e non una qualità, per cui non farne un vanto."

"Va bene, allora secondo te, dovrei schierarmi. Decidere se stare tra quelli che ritengono il bicchiere mezzo pieno, o tra gli altri che lo vedono mezzo vuoto?"
"Un poco di umiltà non guasterebbe e poi dovresti sapere che io non vedo il mondo diviso a metà con l'accetta. Ma qualche scelta di fondo la devi fare."
"Altro che se le ho fatte! Tutte a mio svantaggio. Ti ricordi quel personaggio di Sordi che diceva al figlio non è che di occasioni non ne abbia avute...ma ero sempre dall'altra parte?"
"Se guardo ad alcune cose, il bicchiere mi sembra anche troppo pieno, ma per altre è vuoto."
"Sei il solito malcontento; o troppo pieno, oppure vuoto, mai che ti accontenti, vero? C'è sempre un'ultima tessera da aggiungere al tuo mosaico."
"E' che io questa storia del bicchiere non la capisco; il bicchiere è sempre mezzo pieno e mezzo vuoto e siamo noi che vogliamo vederlo o mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda di come stiamo di vena. O del carattere che abbiamo. Io mi sono sempre sforzato di vederlo mezzo pieno."
"Su quali basi? Se hai avuto sempre la testa tra le nuvole e i piedi per aria, senza toccare terra. Ti sei illuso forse di fare qualcosa di importante."
"Sei qui per farmi venire la depressione? Sappi che più che mettermi di cattivo umore, altro non puoi."

"Ed allora , perché fai la lagna? Perché ti lamenti e parli addirittura di depressione?"
"In effetti si chiama disturbo somatoforme, ma altro non è che l'anticamera della depressione."
"Non potresti vivere sereno per quel che ti resta?"
"Non dirmi cosa dovrei fare."
"'Mbe, se lo sai, allora muoviti."
"Di', ma tu sei dalla mia parte o contro? No perché da come parli sembra che mi vuoi sempre dare addosso."
"Sono la tua coscienza e non posso essere tenero con te. Abbiamo individuato alcuni punti sui quali lavorare per migliorare la tua condizione e vedrai che insieme ce la possiamo fare."
"Va bene, d'accordo. Cominciamo da quello che hai detto prima: nella mia vita ho fatto molte cose, ho avuto tante curiosità, ho esplorato diverse strade, ma non sono mani arrivato alla fine di una di esse. E poi parleremo dell'altro punto: la mia scarsa socievolezza. Che fa di me un essere incompleto, un visconte dimezzato."

"Ti piace Calvino, vero? Eppure puoi dire di capirlo fino in fondo? Fin quando è sul sentiero dei nidi di ragno, passi, sublime se una notte d'inverno un viaggiatore, ma ti con zero? E le cosmicomiche? Sei sicuro che facciano parte del bagaglio (a mano) della tua cultura?"
"Mentre mi sembrava di spaziare in un campo sterminato e di vedere tutto da una (certa) altezza, mi sono accorto di essere vissuto in un mondo piccolo, molto piccolo, dove il mio ego riempiva quasi tutto lo spazio."
"Esagerato! Ora sei troppo severo con te. Ti sei accontentato del poco e questo non è male."
"Smetti di confrontarti con gli altri. Devi essere solo te stesso."
"Ma è quello che ho fatto sempre..."
"Non è vero! Non soltanto non hai condiviso quello che era tuo, ma sei stato invidioso dei successi degli altri e geloso di quello che pretendevi di avere solo tu. Da questo lato hai molto da dare ancora."
"Vien l'ultimo arrivato e si mette a parlare di Dostojievsky! Io so poco o nulla di lui, ma quello che ne può sapere?"
"Io che ho letto tre volte la Commedia, due volte tutto Proust, Melville, Joyce, Kafka e poi Infinite Jeste, Bolano e tanti altri, non mi misuro con nessuno, né voglio vantarmi, ma un po' di rispetto, dico..."
"Ci sei caduto...Non sono venuto per lodare Cesare ma per seppellirlo. Vero? Fanno tutti così. Nel mentre dicono di non volersi gloriare, si vantano sfacciatamente."
"Senti per oggi basta così. Sono stanco. Mettiti a tacere una buona volta, altrimenti prendo un martello, brutto grillaccio!"

Commenti

  1. Sempre più colorito il nostro blog, vero Giuse?

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  2. Ma tu come ti ci sei ficcato?

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    1. Ho passato la macchinetta ad Alessandro. Infatti c'è scritto.

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  3. Spiritoso! Poggia il martello!!! Lascia stare il grillo, poverino !!!

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  4. Ciao Fede sempre un piacere sentirti

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