OSTILITA'

Nella favola dello scorpione e della rana, attribuita, sembra senza fondamento, ad Esopo (VI sec. a.c.), uno scorpione chiede di attraversare uno stagno a bordo della rana.

Deserto dello Utah - 2011

- Sono matta! - risponde la rana - e se poi tu mi pungi?
- Come potrei? Se ti pungessi morirei anch'io, che non so nuotare.
- Sali in groppa - dice la rana convinta dal ragionamento più che sensato dello scorpione.

Lo scorpione sale sulla schiena della rana, che scende in acqua id inizia a nuotare. Proprio al centro dello stagno, lo scorpione punge la rana, che, incredula, morendo, chiede sbalordita allo scorpione:

- Perché l'hai fatto?
- E' nella mia natura! - risponde lo scorpione ed affonda con la rana.

Se voi credete che il raffronto tra quanto accade nella favola (al presente perché l'apologo è sempre valido) e quanto accaduto (verbo al passato, perché è storia contingente - di ieri), alla prima seduta del nuovo Parlamento Italiano, riunitosi dopo le fatidiche elezioni del 4 marzo 2018, (guai agli scolari del 3000, se non ricorderanno questa data!), quando tutto cambiò in Italia, i partiti tradizionali furono annientati e la lega populista e orgogliosa di esserlo e il movimento 5 stelle, trionfanti, si trovarono in mano il giocattolo rotto della vecchia repubblica, (fate una pausa per respirare e collegatevi al "Se voi credete che"...), non si può fare, perché "parva - non – licet componere magnis", non possiamo confrontare cose piccole con cose grosse, allora io vi dico che vi sbagliate.

Chi è che ha dato a Salvini la possibilità di fare come fa lo scorpione? L'impagabile, impareggiabile, redivivo non più cavaliere Berlusconi, reduce dall'affidamento ai servizi sociali, sotto processo per altri reati, il quale fidando sulla sua sperimentata ed acclamata cazzinculeria (1) da manuale, aveva pensato di cooptare il, secondo lui, ingenuo leghista ed altri sodali, sparpagliati ma pronti a dirsi uniti per far numero, facendo così questo ultimo bel regalo al popolo italiano.

E fin qui gli era andata bene, perché i numeri sono arrivati, ma non aveva previsto il malfidato patriarca che l'alleato Salvini, come a suo tempo Bossi, il suo compagno di merende e scampagnate padane tra Legnano, Ponte di Legno (per la Cena degli Ossi, ricordate?) e la foce del PO, aveva altri piani e così come è nella natura dello scorpione e nella sua - perché no? - al momento opportuno ha tirato fuori non il pungiglione, ma l'arpione ed ha affondato il suo alleato, come Achab con Moby Dick, però senza calare a picco con lui. Almeno finora.

Con il duo Salvini-Di Maio, o Di Maio-Salvini, non so quale sia meno peggio, ne vedremo delle belle a dividersi gli arti disarticolati di quel giocattolo di cui non sanno cosa fare.

(1) Chiedo perdono a quanti, come me, detestano il turpiloquio, ma data la situazione in cui ci troviamo, mi sembra che dobbiamo adattarci e fare buon viso a cattiva sorte.

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