FANTASMAGORIE ED ALTRI TRIPUDI

Come fantasmi, gli alberi davanti alla finestra del mio studio, agitano i rami scheletriti sotto le folate di vento che questa mattina fanno la novità di questa fase capricciosa del tempo meteorologico. In verità scheletriti sono solo i rami del pioppo grande, perchè invece i due tre fusti esili di acacia, poco distanti, come monaci incappucciati, ondeggiano sinistramente ammantati da una folta coperta di edera, che li soffoca tenedoli stretti nel loro abbraccio fatale. I fantasmi sono il tema di oggi, nel senso però solo di fantasie, non degli ectoplasmi amati e temuti dagli appassionati di esoterismo.

"Phantasma" è parola greca che vuol dire apparenza di qualcosa che non è reale. I fantasmi costellano i nostri sogni e alimentano le nostre fantasie. In genere la solitudine e l'isolamento, producono strani effetti sulla nostra psiche, inducendo chi si trova in questo stato a perdere il contatto con la realtà, con il risultato di ritenere reale ciò che è frutto di fantasia. La fantasia è uno degli attributi più caratteristici della persona umana. Ha diverse gradazioni e viene apprezzata entro certi limiti.

I bambini in genere sono molto dotati di fantasia e 'vedono' cose che noi non vediamo. Una fantasia troppo accesa, però è sintomo di qualche anomalia. Fantasioso è bello, perchè vuol dire che il soggetto ha in dote un ricco patrimonio di idee, fantasmatico è già troppo, perchè vuol dire che ha a che fare con i fantasmi che si agitano dentro di lui, che possono essere espressione di desideri inconsci con propensione a prendere per vere cose che non lo sono. La fantasmagoria, che è l'esplosione della visione fantastica, nel turbinio di immagini, suoni, luci e colori, è parola composta dal lemma "phantasma', come sopra, più, sembra, "allegoria", che a sua volta è frutto di una fusione tra due termini greci, "allos", che significa 'altro' e "agoreuo", verbo che si traduce con 'parlo', per cui si forma il senso di 'parlare d'altro'. Nella allegoria, infatti, a differenza della metafora che consiste nella sostituzione di un termine proprio con uno figurato (un mare di erba), le parole hanno un senso logico diverso da quello che si vuole dire, che è appunto allusivo di qualche altro significato.

Alludere significa appunto tentare di far capire quello che, inespresso, è contenuto in ciò che si dice ed è il vero messaggio che si vuole trasmettere. Nel fuoco d'artificio che è la fantasmagoria, si può far rientrare anche l'"apoteosi", che all'origine significava elevare un mortale alla dignità divina ed oggi, in senso figurato, uno spettacolo grandioso di luminosità (che richiama comunque i lampi del giorno del giudizio), o più genericamente, la glorificazione massima di una persona per meriti particolarissimi.

Qualche anno fa è stato pubblicato da Einaudi un libro di Michele Mari, intitolato "Fantasmagonie", dove la componente del termine 'fantasmagoria', anzichè 'allegoria', diventa 'agonia' ed infatti il testo è una raccolta di racconti, dove si agitano i fantasmi della letteratura di tutti i tempi, con effetti sorprendenti, tra incubi e illuminazioni.

(*) "Tripudio", coè esultanza di molti, portata all'eccesso, è una parola composta da 'tri' e 'pedes', letteralmente 'tre piedi'. Se è vera, l'origine di essa è alquanto singolare. Nell'antica Roma sembra che si usasse fare, in determinate circostanze, una danza rituale che iniziava battendo tre volte il piede per terra, onde il 'tri.pudio'.

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