PROTUBERANZE

 

 


                                                                              

Dobbiamo decidere se l’anima è il cuore o la mente, affermò Maurizio dall’alto della sua cattedra; nel senso che in questa parola si racchiudono tutte le facoltà cognitive e creative della nostra mente, ma contemporaneamente si strizza l’occhio alle varie teorie religiose, che fanno discendere l’anima direttamente da un Dio con il quale condivide il privilegio della immortalità.

Ma questo è come il cane che si morde la coda, ebbe a con poco rispetto Pancrazio, se è vero che Dio creò l’uomo dalla creta e, visto che non parlava, lo insufflò, immagino con una cannuccia, abbottandolo come un rospo, lo fece non per confezionargli una camicia su misura del corpo, donandogli un’altra personalità e un’altra esistenza, oltre quella terrena, ma semplicemente per dargli la vita, insufflargli la vitalità.

Hai un bel dire, proruppe Sebastiano, allora tutte le altre facoltà, raziocinio, intelligenza, coscienza, chi gliele ha date? Non sono pure esse parte dell’anima?

Io credo, disse Pancrazio, mentre Maurizio sembrava assorto dietro le lenti degli occhiali, che tutte queste belle cose, come anche l’amore e la fantasia, siano come protuberanze del corpo, nel senso che siano come cose che spuntano sotto quella camicia di cui ha parlato Sebastiano, come continuazione della vita, che in questo modo diventa eterna.

Maurizio sobbalzò sulla sedia e stava per cadere se non fosse stato sorretto da Pancrazio, prontamente accorso.

Protuberanze, dici?

Sì, per la verità non è la prima volta che mi viene in mente questo pensiero; molto spesso, quando sento i tuoi discorsi, penso alle protuberanze come emanazioni della tua anima, escrescenze, tutto quello che avanza dai bordi della camicia.

Che ne dite, disse, se per oggi la chiudiamo qui? Certo non abbiamo risposto al quesito iniziale, ma come inizio di discussione, abbiamo scandagliato parecchio, disse Chiara che appariva nuova a queste riunioni informali del Circolo. Pancrazio, come al solito è andato fuori perimetro, ma le sue osservazioni sono sempre utili per ulteriori approfondimenti., aggiunse Maurizio. 

Mettetevi d’accordo, replicò Pancrazio: Se parliamo di scandaglio, vuol dire che siamo al mare, mentre se siamo nel perimetro, siamo sicuramente con i piedi per terra.

L’anima è sempre l’anima, sia come fiato che ci dà la vita, sia come intelligenza che ci fa capire come stanno le cose, sia infine come facoltà di astrarsi, direbbe Maurizio…

O come fa Leopardi, disse Silvana, che si perde nell’infinito…

Questo lo capisco di più, insinuò lesto Pancrazio, io una volta mi sono perso a Colleminuccio.   

Anche declinato al maschile, animo anziché anima, questa parola si presta a varie interpretazioni, distinguendosi dall’altra per alcune particolarità. In genere indica il compendio delle facoltà spirituali di un singolo individuo, come quando si dice “ha un animo gentile” ma indica anche lo spirito combattivo, o ardimentoso… argomentava Chiara.

Come dire “cazzuto”, profferì Pancrazio.

Maurizio non mosse un ciglio; sembrava assorto in una delicata operazione di pulizia delle lenti deglihe, stando alla cura e meticolosità messe, sembravano opporre molta resistenza.

Io sono fatta di cuore e cervello, disse arditamente Silvana,

io pure, quasi urlò Pancrazio e nessuno potrà venire a dirmi che per questo ho due anime!!!

Protuberanze del cuore o del cervello? Chiese ironicamente Chiara.

Esultanza per il cuore, freddezza e fermezza per la mente; non voglio altro, affermò orgogliosamente Pancrazio.

Il suono di una campanella, azionata da Sebastiano, sotto il bancone, segnò la fine della lezione.

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