DUE PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE di Vittorio Aielli

 


                                                       DUE PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE

                                                                                                                               Di Vittorio Aielli

È giunta al Circolo una lettera che merita di essere qui pubblicata, perché dà conto della sussistenza dei personaggi, checché se ne dica. Ne è autore Vittorio Aielli, fratello dello scrivente, finito suo malgrado invischiato nel problema non ancora risolto dei protagonisti di tanti sogni che nascono nella mente di uomini illuminati, dai quali traggono vita e pensiero, che a torto o a ragione vengono chiamati “scrittori” o “autori”.

Il titolo del documento è quello sopra indicato, sulla falsariga dei più famosi “sei” che hanno fatto il giro del mondo e non è ancora certo che l’abbiano trovato – a volte gli autori sono più volubili delle loro creature.                                                                                                                                                                                                                                                                                                     

 

“L’altro giorno sono uscito per la solita passeggiata per tenere le gambe in esercizio e mi sono trovato senza volerlo in piazza martiri della libertà. Sono passato davanti al Bar Dell’Olmo che, data la bella giornata ed il ritorno in zona gialla, aveva tirato fuori tavolini e sedie per invitare i clienti a prendere posto per le rituali consumazioni.

I clienti non erano numerosi ma in un tavolo erano seduti due uomini che al mio passaggio si alzarono e con fare titubante mi chiesero se conoscessi tal Bruno Aielli.

Li guardai sospettoso e con fare forse un po’ scostante chiesi chi fossero perché non mi sembrava di conoscerli.

“In effetti – rispose uno dei due – non ci siamo mai incontrati fisicamente ma sono sicuro che ci conosciamo da un bel po’ di tempo e sono contento dia averti incontrato, perché volevo avere notizie di Bruno e so che puoi darmene. "Io non vi conosco, non so chi siate e non do notizie a nessuno, tanto meno a degli sconosciuti"

"Ma noi ci conosciamo, ne siamo certi, perché hai seguito le nostre conversazioni, le nostre ansie e i nostri pensieri che abbiamo espresso nei numerosi post di Bruno.

Io sono Maurizio ed il mio amico è Pancrazio e siamo due personaggi in cerca di autore perché senza di lui noi non esistiamo, non siamo nulla perciò..."

Poi come in un sogno le due figure si sono dissolte, il tavolino è scomparso, la piazza è rimasta vuota e mi sono ritrovato solo e sbalordito. Forse avevo sognato a occhi aperti, forse quelle figure le avevo solo immaginate, forse erano vere. Forse...”

 

Testimone di un evento straordinario, che tra l’onirico e il fantastico lascia comunque sbalorditi, Vittorio chiude il suo scritto in formula dubitativa, senza giungere a conclusioni, lasciando ai lettori ampio spazio alla libertà di pensare.

 

 

Commenti