FACEZIE

Passate le ferie estive (il bar era rimasto chiuso solo tre giorni, ma il circolo ben tre mesi, salvo sporadiche occasioni in cui due o tre di quelli che si ritenevano appartenenti ad esso si erano trovati a parlare del più e del meno nel locale a loro riservato), lo Zibaldino stentava a riprendersi, come si fosse esaurita la spinta iniziale e non vi fosse più interesse a tenerne accesa la fiamma.

Festa della Balorda (MO, 2013)

Si era ormai all’inizio dell’autunno quando Maurizio ebbe un sussulto di orgoglio ed indisse una riunione plenaria, avente ad oggetto: un vuoto da riempire - la ripresa.

Aveva in serbo per il suo intervento una sorpresa, una parola che sicuramente avrebbe suscitato interesse, nientemeno che Pantocratore o anche pantocratore. Intanto avrebbe iniziato il discorso facendo una dotta distinzione tra la parola con l’iniziale maiuscola e quella con l’iniziale minuscola. (con la iniziale maiuscola è Gesù, ma era già prima di Cristo, uno qualunque degli dei pagani compreso Giove, mentre, con l’iniziale minuscola, indica un comune mortale, tipo un Salvini, una volta che avesse avuto quei “pieni poteri” invocati a viva voce – a questo proposito, arguto quel commentatore che sul web, messosi nei panni di un autorevole osservatore imparziale, come potrebbe essere un S.Pietro, rivolto a Salvini, gli ricorda “A Mattè, guarda che perfino quassù, i poteri li abbiamo distribuiti fra tre persone”!).

Come gli era venuto in mente di parlare di quella parola? Era successo che in agosto era stato a Cugnoli, un comune sui colli pescaresi ed era entrato, per volontà di Chiara che era con lui, nella Chiesa Parrocchiale dove aveva trovato ed ammirato una statua raffigurante il Cristo Pantocratore, risalente a molti secoli fa. La scoperta aveva un interesse particolare perché tutte le altre raffigurazioni di quel soggetto a sua conoscenza, erano affreschi o pale, non sapeva che esistessero anche statue. In secondo luogo perché ignorava l’esistenza in Abruzzo di questo tipo arte squisitamente bizantina.

Questo stava spiegando Maurizio a Pancrazio il greve, che fra tutti, era l’ultimo ad avere interesse per certi bizantinismi. Fu necessario spiegargli anche il significato della parola bizantinismo, oltre che, naturalmente

Pantocratore, che assomigliava pericolosamente al suo stesso nome, Pancrazio. Anche qui, dagli a spiegare la differenza fra pantocratore e Pancrazio.

“Allora il pantocratore era Pancrazio”, disse Pancrazio alla fine, dimostrando così di aver capito.

Voi tutti conoscete il significato della parola facezia, disse allora Maurizio, rivolto all’uditorio, piuttosto indisciplinato. Perché oggi siamo in vena di facezie.

Giacché ci siamo, cominciamo da quest’ultima parola, facezia. Ditemi la verità: quanti di voi, se diciamo smettila di dire facezie! Intende facezie come stupidaggini, e quanti, invece, sanno che le facezie sono motti arguti ed aggraziati nient’affatto male? Dice solo facezie! Sentiamo ogni tanto dire, addirittura con un senso dispregiativo. Invece la facezia è brillante, audace, a volte mordace, ma sempre positiva. Un uomo faceto, infatti è tale che in un salotto attrae l’attenzione su di sé, perché dice cose divertenti, scherzose, ma sempre garbate ed intelligenti.

Il Pantocratore, voi lo sapete, è colui che può tutto. Si traduce normalmente con l’onnipotente, quindi il Signore. Per questo è un termine che si addice solo a chi è un Dio, una divinità. Di qualunque religione sia. E’ una parola greca formata da pan che vuol dire tutto e cràtein che significa avere potere.

Il pantocratore, che può essere anche un Pancrazio qualsiasi (pausa di Maurizio per dar modo al nominato di alzarsi e salutare, inviando bacini a tutti intorno a sé, come fosse un divo), un uomo qualunque, dotato di molto potere. Qualcuno dice un lottatore, che non ha paura di nessuno. Un ammazzasette, un capitan fracassa.

Insomma avete capito. Qualche fischio in sala, ma Maurizio fa finta di non aver sentito.

Si fece avanti Ottavio, che era tornato da poco dalla sua Sicilia e, inaspettatamente, rivolgendosi all’uditorio disse:

Ma voi lo sopportate ‘sto Sgarbi? L’ho visto pochi giorni fa in TV, a Piazzapulita ed era sconvolgente, una furia scatenata, che ha messo in difficoltà anche Formigli, che non riusciva a contenerlo. Per me uno così non dovrebbe essere ammesso a nessun consesso E’ convinto di essere un pantocratore al quale è concesso tutto. Non capisco perché continuano ad invitarlo ai vari spettacoli e talkshow in TV. E’ odiosissimo nel suo traboccante super egotismo, sboccato e trucido, un uomo prepotente e presuntuoso che appesta l’aria dovunque vada. Sommerge tutti sotto un mare di insulti e non permette agli altri di parlare. Intelligente, dite? Colto? E chi se ne frega della sua intelligenza e della sua cultura? Se poi è così smodato ed incontrollabile? Grande critico dell’arte? Se lo può mettere in quel posto dove lui vorrebbe mettere altre cose in quello degli altri.

Rari fischi, molte battute di mano. Un bicchiere per dimenticare.

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