SATANASSO

- Diavolo d’un Satanasso – disse allora Matteo, mentre tutti parlavano, dando un pugno sul tavolo che fece sobbalzare i bicchieri ancora mezzi pieni – siamo forse qui per perdere tempo? – Tutti tacquero, i gruppetti si sciolsero e gli occhi furono rivolti tutti su di lui.

Erano alloggiati in una stanza sul retro del bar, che Sebastiano aveva a riservato alla loro riunione, i soliti quattro o cinque, con l’aggiunta di diversi curiosi che avevano chiesto il permesso di assistere. Permesso ben volentieri accordato, vista la speranza di Maurizio e Chiara di ampliare il gruppo a tutti quelli che avessero interesse a parteciparvi. Attivamente, sì, perché, le cose, nella mente degli organizzatori, ormai si sarebbero dovute fare con serietà ed impegno.

Fabbricazione del Parmigiano Reggiano vecchia maniera. Bologna 2014

Oltre ad un tavolo rettangolare, posto per traverso ad un capo della stanza, intorno al quale sedevano i primi fondatori del circolo, vi erano nell’altra parte di essa, un numero sufficiente di sedie, da far stare comode una decina di persone, che formavano l’uditorio.

- Allora, Matteo – prese la parola Maurizio – sei pronto e riferirci quello che hai imparato a proposito del Satanasso? - Una donna che sedeva nella prima fila di sedie, davanti al tavolo degli oratori, nel sentire quel nome, si dette una rapida occhiata intorno con aria spaventata e si segnò velocemente.
- In realtà so ben poco, amici miei. Tutti sanno che Satanasso è una delle versioni del nome di Satana, il principe dei diavoli, “Pepè Satan, Pepè Satan alepp”, dice Dante con espressione rimasta misteriosa, a dispetto del senso quasi magico di queste parole, che sembrano alludere ad una formula per un rito diabolico. Il diavolo è come Dio, nessuno sa com’è fatto, possiamo solo immaginarlo e quello che ci viene in mente, non è proprio la rappresentazione del bello e del buono, che invece, ci appare se pensiamo al Signore. Poi ci possiamo divertire a pensare che il diavolo si nasconde nei dettagli, così come Dio è onnipresente. Satana è il tentatore, appare sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento. Il suo compito principale sembra essere quello di distogliere gli uomini dalla buona strada e di perderli, chissà poi per quale motivo.
- Ho sentito un tale – interloquì uno degli ascoltatori – che diceva ad un altro “Tu sei un satanasso”; allora voleva dire che era il diavolo?”.
- In un certo senso, sì; ma è bene che io vi dica fin da subito che oggi come oggi il diavolo ci entra poco. Anche se il nome “Satanass” ricorre già nella Bibbia, a noi moderni oggi esso suona come una canzonatura. Il Satanasso è un energumeno, che si agita, sbraita, minaccia, proprio come siamo abituati a credere che facesse il diavolo al tempo in cui l’umanità credeva all’esistenza di un tale essere del male. Ma oggi come oggi, chi ci crede più?
- Io ci credo – rispose la signora in prima fila – ci credo e vi dico che fareste bene a crederci anche voi, miscredenti del cavolo. Quando sarà la vostra ora egli verrà a prendervi. E allora ve la vedrete voi e peccato che non potrete tornare a dircelo, altrimenti sarebbe la fine per il diavolo. Ed egli lo sa.
- Ma senti questa che crede al diavolo - mormorò qualcuno. – An’ vedi – ripetè subito dopo i n romanesco, non perché fosse romano ma perché ne conosceva uno.
- Insomma, avete capito che Satanasso, oggi, può essere anche il diavolaccio dell’Inferno, ma solo nell’immagine. In quanto in realtà è un uomo in carne ed ossa che non fa più paura a nessuno. Oh, per intenderci, ce ne sono anche di cattivi, coi quali è meglio non avere a che fare, ma nella maggior parte dei casi, si tratta di persone che hanno l’abitudine di fare tutto sopra le righe, come si suol dire, cioè di esagerare nell’impersonare il proprio ruolo. Ma alcune volte siamo noi a vedere un satanasso dove non c’è. Di un bambino molto vivace, che non sta mai fermo, mai zitto, che fa chiasso e molesta i compagni, alcune maestre potrebbero essere tentate di dire ai genitori che il loro angioletto è un satanasso. Ma in questo caso potrebbe succedere che il genitore, per nulla gratificato da una simile affermazione, prenda una sedia e la dia in testa alla maestra. Come è recentemente successo in una scuola del nostro bel Paese. Ma in questo caso la maestra, se riesce ad evitare il peggio, potrà ben dire che in quella occasione l’aggressore si è comportato come un satanasso.

L’ovazione generale coincise con la fine della riunione, decisa dal capo del gruppo con la solita motivazione. Tutti erano contenti. Sembrava proprio che il satanasso avesse messo di buon umore l’uditorio, ad eccezione forse di una signora, la quale si affrettava all’uscita, con un fare furtivo che sembrava quasi una fuga.

Commenti