VECCHIO BARBOGIO
Accidenti, ho l’impressione di essermi rammollito! Da qualche tempo Pancrazio si lasciava prendere da pensieri tristi, su di lui, sulla sua persona. Le preoccupazioni avevano cominciato a farsi sentire dopo l’episodio dell’albero piangente. Cioè dell’albero che piangeva attraverso i suoi occhi. E in quei momenti egli avvertiva tutto il peso della trasformazione che in lui si era verificata e l’impossibilità di tornare indietro e gli sembrava per davvero che la cosa che era nata dentro di lui, o meglio che lui aveva scoperto solo allora, ma probabilmente c’era anche prima senza che se ne accorgesse, aveva preso a funzionare per conto suo, come una presenza che promanava da sé e si perdeva radicandosi dentro i rami, il tronco e le radici di un albero, che andavano così tanto in profondità da non potersene conoscere la fine. Un giorno, mentre parlava con il suo allievo Pizza, sforzandosi di mantenere un giusto equilibrio, tra l’austerità e la benevolenza, atteggiamento che credeva fos...