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IL TEMPO

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Chi è quel ragazzino che sgambetta lungo via Trento e Trieste, svolta per via Carlo Forti, passa davanti al palazzone delle poste di stile fascista, ma già, non era quello il tempo del ventennio? Poi tira dritto verso il Corso, in cerca dei compagni forse, o per andare a vedere i libri della bancarella sotto i portici, o chissà per quale motivo? Sembra una fotografia ingiallita dal tempo; ha un viso pallido, un ciuffetto di capelli davanti agli occhi e indossa pantaloni corti e giacca abbottonata. In realtà è un fermo immagine, un solo scatto, non è vero che si stia muovendo, lui è immobile nell’atto di camminare, la foto invece gira nella ruota del tempo e periodicamente riemerge dagli ingranaggi, insieme ad altre confuse e caotiche. Ha qualcosa di familiare, lo sguardo incerto, ma non smarrito, caparbiamente si sforza di apparire sicuro di sé, avrà pensieri, paure, preoccupazioni o magari la sua mente è vuota in questo momento ed egli avanza senza esitazione non sapendo a cosa va inc...

ASSERTIVITA'

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Conobbi Pier Paolo Pasolini nei primi anni '70. Venne a Teramo una sera invitato da un circolo di sinistra e tenne una conferenza al Ridotto dell'Apollo, una saletta per pochi, eravamo una cinquantina di persone accorse ad ascoltarlo. Avevo allora intorno ai 35 anni, una moglie, quattro figli e tanti sogni nel cassetto. Di lui avevo letto i romanzi "Una Vita Violenta" e "Ragazzi di Vita" e visto i primi film, che partendo dallo stesso tema, poi avevano esplorato altri campi con successo crescente, "Mamma Roma", "Uccellacci e Uccellini", "La Ricotta", "Teorema" e, soprattutto, "Il Vangelo secondo Matteo". Bella nuca - 2018 Erano gli anni degli "Scritti Corsari" in cui Pasolini aveva messo sotto la lente di ingrandimento le trasformazioni della società italiana per via di quella che egli chiamava l'omologazione dei giovani, con la scomparsa delle lucciole. Una metafora per dire che non esis...

PICCOLI lettori CRESCONO

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L'amore per i libri è una passione come un'altra e come ogni passione ha un limite oltre il quale è bene non andare per non far sì che quello che prima era bello e sano, fonte di gioia, divenga brutto e causa di sofferenza, per compulsione ossessiva. Nel nostro caso si parla di bibliofilia e di bibliomania, volendo distinguere un grado di passione ancora nei limiti accettabili, sebbene già molto avanzati, da un livello che di normale non ha più niente. Leonardo, 2011 E' superfluo aggiungere che in moltissimi casi è quantomai difficile distinguere il sottile filo di demarcazione fra le due cose, potendo essere un bibliofilo anche un bibliomane accanito e questi, nonostante gli eccessi, conservare un sincero amore per la carta stampata, o per gli incunaboli, al di là del puro estetismo che lo porta a quel livello. Un grandissimo bibliofilo-bibliomane scomparso da poco, Umberto Eco, semiologo, letterato, saggista e romanziere, ha parlato nel suo "Non sperate di l...