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Visualizzazione dei post con l'etichetta Bibbia

BABELE

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Ormai sappiamo che la Bibbia va letta tutta o quasi tutta (io non sono un esperto) come una grande metafora, a cominciare dalla Genesi con la costruzione della sua avvincente cosmologia, che costituisce l’inizio di tutte le cose fino all’Apocalisse, la più visionaria favola escatologica che ne annuncia la fine. Una metafora ricorrente in po’ in tutto il Libro, è quella della presunzione delle creature di Dio di diventare come Dio, cosa per cui vengono punite. Gli angeli ribelli, tra essi il più bello Lucifero, apportatore di luce, che diventa il più brutto e viene scaraventato insieme gli altri nel più profondo dell’Inferno. Adamo ed Eva che trasgrediscono al dettato di Dio e mangiano del frutto della conoscenza e vengono cacciati dal Paradiso Terrestre. Non diversa è la finalità della costruzione della Torre di Babele, fatta per arrivare fino al cielo ed entrare in contatto con Dio. Ecco allora che Dio stesso scende dal cielo per vedere quello che gli uomini stavano costruendo e const...

IL VITELLO D'ORO

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La Bibbia, il libro sacro delle tre religioni monoteiste, va letta tenendo sempre presente l'epoca in cui si è formata, nell'arco di un millennio, con le radici affondate nella preistoria ed un lavorio di secoli durante i quali in parecchi ci hanno messo le mani e che le storie in essa narrate, non sono storia, ma miti, trasmessi da un'epoca remota (si parla di duemila anni prima di Cristo), con numerose ripetizioni, sovrapposizioni e che comunque gli avvenimenti non seguono un ordine cronologico e non è quindi possibile stabilire cosa sia accaduto prima e cosa dopo, al di fuori delle grandi ripartizioni fatte con i vari libri che la compongono a cominciare dalla Genesi, fino all'Apocalisse, disegnando le linee guida di una propria teoria cosmologica. Hieronymus Bosch, Il Giudizio universale (dettaglio) In mezzo, L'Esodo, I Re, I Profeti, I Patriarchi – sto citando a caso – ed il Nuovo Testamento, dove si trovano le prime tracce di storicità nelle vicende r...

IO SONO IL SIGNORE DIO TUO

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Ve lo immaginate un Dio che come prima cosa si preoccupa di accreditarsi come Signore – unico aggiungerà tra poco – presso i suoi fedeli, in una sorta di campagna acquisti, come fanno gli istituti scolastici oggigiorno in cerca di nuovi alunni con le iniziative promozionali, tipo l'Open Day, in concorrenza con gli altri istituti a seguito della scarsa popolazione scolastica, in calo per il decremento demografico che stiamo attraversando? Premetto che non ho alcuna intenzione di denigrare la religione e la cattolica in particolare, né offendere il sentimento religioso di chicchessia, ma solo di fare un discorso piano, senza ideologie, libero per capire quelle che a me sembrano incongruenze che forse sarebbe bene evitare. Opera del pittore Gianni Marrone ( in vendita qui ) La solenne affermazione sopra ricordata è la premessa al discorso dei dieci comandamenti, pilastro della religione cristiana, come anche di altre, penso, tanto questi precetti sono generali e condivisibil...

RICORDO

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La vita non è se non una lunga narrazione: in ogni momento della nostra esistenza siamo immersi in una storia di cui qualcuno conserverà memoria per farne il racconto. Secondo lo scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez, la vita vera non è la vita, ma il ricordo di essa, per come viene raccontata. Siamo nel pieno di quella concezione che non distingue più la realtà dalla fantasia. E' una full immersion nella finzione. Che cos'è il ricordo? La memoria conservata di un avvenimento, di una persona, di una cosa che a tratti ci torna in mente. Può essere bello o brutto, affascinante o spaventoso, ma è nostro "appartiene" a noi. Esistono ricordi condivisi con il ricordo di altre persone, ma allora ognuno ha in mente un particolare che l'altro non ha e ciò fa la differenza. Cammino di Santiago Portoghese (Senda Litoral) - 2018 Diversamente dal sogno, che è sempre individuale, il ricordo può essere collettivo può costituire la memoria di un popolo. Il ricordo ...

ESORDIO - ESODO

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Tutto ciò che ha un inizio, ha una fine. Esordio – esodo, parole vicinissime e lontanissime, come è nel senso di due estremità, un inizio e una fine. Non conta quanto lunga sia la corda tesa tra queste due estremità, il risultato è sempre lo stesso. C'è un principio e c'è un termine, in mezzo la vita. La vita di una formica, la vita di una sequoia. Di un cane, di un uomo. Di uno sperduto pianeta, dell'universo. Siamo abituati a considerare l'esordio come l'inizio di un discorso, il panegirico introduttivo che l'oratore fa per attrarre l'attenzione degli ascoltatori e l'esodo come la trasmigrazione di un popolo, in particolare degli ebrei in fuga dall'Egitto, ma in realtà questi due significati rappresentano l'esito (esodo-esito) di un processo che ha esteso il senso delle due parole, figurativamente, portandolo a questi due significati specifici. Wiligelmo, Cacciata dal Paradiso Terrestre, da "Storie della Genesi (1099 ca.)" presso ...

INNOCENZA

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"Siamo tutti assassini", recitava qualche decennio fa il titolo di un film del regista francese Andrè Cayatte, di denuncia contro la pena di morte, che, al di là del tema, sempre attuale, cito, per contrapposizione ad un ugualmente valido "siamo tutti innocenti", che a me preme in questo momento illustrare. "Innocente", viene dal latino "in", "senza" e "nocens", "dannoso", quindi vuol dire, che non nuoce, non arreca danno. Noi più che al danno pensiamo alla colpa. Si è innocenti se si è esenti da colpa. L'eventuale danno è valutato a parte. Lo stato di innocenza è innato nell'uomo. Alcune religioni e la cristiana in particolare, affermano invece che l'uomo nasce già con una colpa, quella del peccato originale, commesso dal nostro progenitore Adamo, trasgredendo al volere di Dio. Da questa colpa bisogna purificarsi, pena la dannazione dell'anima. Nel racconto biblico, la vera peccatrice è Eva che s...

PALINGENESI

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Vi sono parole che incutono timore reverenziale, tanto sono paludate. Una è palingenesi che odora subito di incenso e fa pensare al chiuso di una chiesa, sempre un pochino lugubre. Ma non lasciatevi prendere dal senso di fastidio, perché non è di questo che voglio parlarvi. L'etimologia della parola è delle più semplici: viene da "palin" che vuol dire "di nuovo" e "genesis" "nascita", origine, che quindi significa "rinascita". "Genesis" proviene dal verbo greco "gennào", genero, creo e da esso viene anche "gente", la moltitudine dei "creati". Come tutti sapete è il primo libro della Bibbia, che si chiama così perché parla della creazione del mondo; in ebraico "Berescit", "In principio", che secondo l'uso ebraico, sono le prime parole del libro. Rinascita è una parola impegnativa. Banalizzando, si potrebbe dire che siamo di fronte al tema ricorrente del nuovo inizio,...